La tesi racconta come sia avvenuta la nascita della Poesia Concreta dallo sviluppo del Futurismo e, in particolare, dalla seconda fase del movimento marinettiano, che vede la ricerca di un’arte totale e ambientale, di una percezione polisensoriale e di una differente fruizione da parte dell’osservatore/lettore. La ricostruzione problematica delle vicende legate alla generazione di futuristi nati tra gli anni Novanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento ha condotto a una proliferazione di monografie e articoli sulla prima fase del movimento e, al contrario, a una sottovalutazione del Secondo Futurismo. Si è deciso, allora, di dedicare il primo capitolo della tesi proprio a quest’ultimo, mettendone in luce le innovazioni e gli elementi di continuità tra la cosiddetta “fase eroica” e le sperimentazioni verbo-visuali, come il polimaterismo, la rivoluzione tipografica, lo sconfinamento dalla poesia alla pittura e viceversa e la pervasività dell’arte nel tessuto urbano. Si è proceduto alla ricostruzione di una fitta rete di contatti, influenze e relazioni tra artisti e poeti secondo-futuristi di grande rilevanza per la nascita dell’esperienza verbo-visuale, come Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Tullio d’Albisola, Nicolay Diulgheroff, Gerardo Dottori, Fillìa, Renato Di Bosso e Bruno Munari. Attraverso la rielaborazione dei principi futuristi da parte di Carlo Belloli, affiliatosi al movimento durante la Seconda guerra mondiale, viene a delinearsi un nuovo modo di far poesia che trova terreno fertile nel panorama culturale sperimentale di vari Paesi. La centralità della figura del poeta milanese ha imposto uno studio a tuttotondo della sua attività dagli anni Quaranta al principio del nuovo millennio, nel tentativo di offrirne un profilo quanto più possibile completo. Arrigo Lora-Totino, raccoglie l’eredità di Belloli a partire dagli anni Sessanta e scavalca la soglia della visualità strictu sensu in favore di una poesia che cerca un legame più intenso con lo spettro sonoro. Si è scelto, infine, di accennare nel quarto ed ultimo capitolo all’opera di Adriano Spatola per dare conto di una differente tendenza all’interno della prassi concretista, che vede la frammentazione della parola in grafemi che spesso divengono illeggibili. Nonostante si tratti, in ultima analisi, di un movimento internazionale spesso ricondotto al Brasile, la Poesia Concreta ha origine in Italia, dove emerge come continuazione del Secondo Futurismo che influenza, infatti, anche la nascita del Movimento per l’Arte Concreta, dello Spazialismo, dell’Arte Programmata, dell’Arte Cinetica e della Poesia Visiva.

La Poesia Concreta in Italia: Carlo Belloli e Arrigo Lora-Totino / Clementina Greco. - (2022).

La Poesia Concreta in Italia: Carlo Belloli e Arrigo Lora-Totino

Clementina Greco
Writing – Original Draft Preparation
2022

Abstract

La tesi racconta come sia avvenuta la nascita della Poesia Concreta dallo sviluppo del Futurismo e, in particolare, dalla seconda fase del movimento marinettiano, che vede la ricerca di un’arte totale e ambientale, di una percezione polisensoriale e di una differente fruizione da parte dell’osservatore/lettore. La ricostruzione problematica delle vicende legate alla generazione di futuristi nati tra gli anni Novanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento ha condotto a una proliferazione di monografie e articoli sulla prima fase del movimento e, al contrario, a una sottovalutazione del Secondo Futurismo. Si è deciso, allora, di dedicare il primo capitolo della tesi proprio a quest’ultimo, mettendone in luce le innovazioni e gli elementi di continuità tra la cosiddetta “fase eroica” e le sperimentazioni verbo-visuali, come il polimaterismo, la rivoluzione tipografica, lo sconfinamento dalla poesia alla pittura e viceversa e la pervasività dell’arte nel tessuto urbano. Si è proceduto alla ricostruzione di una fitta rete di contatti, influenze e relazioni tra artisti e poeti secondo-futuristi di grande rilevanza per la nascita dell’esperienza verbo-visuale, come Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Tullio d’Albisola, Nicolay Diulgheroff, Gerardo Dottori, Fillìa, Renato Di Bosso e Bruno Munari. Attraverso la rielaborazione dei principi futuristi da parte di Carlo Belloli, affiliatosi al movimento durante la Seconda guerra mondiale, viene a delinearsi un nuovo modo di far poesia che trova terreno fertile nel panorama culturale sperimentale di vari Paesi. La centralità della figura del poeta milanese ha imposto uno studio a tuttotondo della sua attività dagli anni Quaranta al principio del nuovo millennio, nel tentativo di offrirne un profilo quanto più possibile completo. Arrigo Lora-Totino, raccoglie l’eredità di Belloli a partire dagli anni Sessanta e scavalca la soglia della visualità strictu sensu in favore di una poesia che cerca un legame più intenso con lo spettro sonoro. Si è scelto, infine, di accennare nel quarto ed ultimo capitolo all’opera di Adriano Spatola per dare conto di una differente tendenza all’interno della prassi concretista, che vede la frammentazione della parola in grafemi che spesso divengono illeggibili. Nonostante si tratti, in ultima analisi, di un movimento internazionale spesso ricondotto al Brasile, la Poesia Concreta ha origine in Italia, dove emerge come continuazione del Secondo Futurismo che influenza, infatti, anche la nascita del Movimento per l’Arte Concreta, dello Spazialismo, dell’Arte Programmata, dell’Arte Cinetica e della Poesia Visiva.
Teresa Spignoli
ITALIA
Clementina Greco
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TESI LA POESIA CONCRETA IN ITALIA. CARLO BELLOLI E ARRIGO LORA-TOTINO.pdf

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