Le sollecitazioni per un raccordo costruttivo tra osservazione fenomenologica, riflessione filosofica e indagine scientifica sono oggi sempre più insistenti. Nel caso della percezione, l’idea che questa richieda uno studio a più livelli, in cui convergano analisi concettuali, descrizioni fenomenologiche, teorie e modelli scientifici e ricerca speri-mentale, riveste un ruolo di particolare e crescente rilievo. In questo quadro, un interesse preminente è assunto dal rapporto tra piano fenomenico e piano fisiologico, nei con-fronti del quale la funzione attribuita alla fenomenologia sembra essere duplice: porre degli explananda e dei vincoli alle spiegazioni neurofisiologiche dell’esperienza e fornire linee ipotetiche di spiegazione circa il funzionamento del substrato neurobiologico della medesima. La funzione di cui la fenomenologia si trova così ad essere investita è quella di concorrere a porre in essere una prospettiva che – e non a caso – risulta specularmente contraria al profondo divario tra descrizione neurofisiologica e descrizione fenomenologica dell’esperienza che viene sempre più contestato ai modelli neuro-computazionali della mente. Le odierne interpretazioni in chiave naturalistica della tradizione fenomenologica (e la nozione di strutture rappresentazionali fisiologiche ne è parte) hanno altresì messo capo a rinnovate discussioni sul concetto di rappresentazione, su ciò che ci è direttamente accessibile, sul tipo di relazione (diretta o indiretta) che lega la mente e il mondo. Proprio a tali questioni è dedicato il presente saggio e il volume nel quale esso è inserito.
Vincoli, rappresentazioni e realismo: un punto di vista fenomenologico / TOCCAFONDI, Fiorenza. - STAMPA. - (2012), pp. 127-221.
Vincoli, rappresentazioni e realismo: un punto di vista fenomenologico
TOCCAFONDI, Fiorenza
2012
Abstract
Le sollecitazioni per un raccordo costruttivo tra osservazione fenomenologica, riflessione filosofica e indagine scientifica sono oggi sempre più insistenti. Nel caso della percezione, l’idea che questa richieda uno studio a più livelli, in cui convergano analisi concettuali, descrizioni fenomenologiche, teorie e modelli scientifici e ricerca speri-mentale, riveste un ruolo di particolare e crescente rilievo. In questo quadro, un interesse preminente è assunto dal rapporto tra piano fenomenico e piano fisiologico, nei con-fronti del quale la funzione attribuita alla fenomenologia sembra essere duplice: porre degli explananda e dei vincoli alle spiegazioni neurofisiologiche dell’esperienza e fornire linee ipotetiche di spiegazione circa il funzionamento del substrato neurobiologico della medesima. La funzione di cui la fenomenologia si trova così ad essere investita è quella di concorrere a porre in essere una prospettiva che – e non a caso – risulta specularmente contraria al profondo divario tra descrizione neurofisiologica e descrizione fenomenologica dell’esperienza che viene sempre più contestato ai modelli neuro-computazionali della mente. Le odierne interpretazioni in chiave naturalistica della tradizione fenomenologica (e la nozione di strutture rappresentazionali fisiologiche ne è parte) hanno altresì messo capo a rinnovate discussioni sul concetto di rappresentazione, su ciò che ci è direttamente accessibile, sul tipo di relazione (diretta o indiretta) che lega la mente e il mondo. Proprio a tali questioni è dedicato il presente saggio e il volume nel quale esso è inserito.File | Dimensione | Formato | |
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