Attraversando i territori della Qabbalah, dell’erotismo e dell’estetica moderna e contemporanea, questo saggio accompagna il lettore alla riscoperta dell’immediatezza dell’informe brulicare della carne, contrapposta all’esperienza di noi stessi, degli altri e del mondo mediata dalle immagini e dalle rappresentazioni. Siamo ormai travolti dalle rappresentazioni, che si frappongono fra noi e l’incandescenza dei “fatti” e vorrebbero proteggerci dalla vampa che la presenza dei fatti sprigiona. L’informe è ciò che eccede la forma delle rappresentazioni, ciò che esonda dal vaso della buona forma. Guardando all’informe, possiamo aspirare ad andare oltre la nostra quotidianità fatta di separazioni e di distinguo. L’esperienza dell’informe può rivelarsi cioè un’ars amandi, poiché essa è forse in grado di ristabilire, nella relazione con l’Altro, il primato dell’intensità della carne sulla rappresentazione disincarnata, del contatto sull’immagine; poiché afferma le ragioni della presenza immediata e della prossimità contro quelle dello sguardo che sorveglia, tiene a distanza e prevede ciò che si scorge in lontananza. L’informe testimonia del sovversivo desiderio di svanire come coscienza e di risorgere come flusso, della volontà di essere-nel-mondo, carne tra le altre carni immerse nel mondo, contro la consuetudine che ci porta ad essere sempre di fronte al mondo, quasi fosse una misteriosa scrittura aliena bisognosa di decifrazione.

Divina presenza. La porta mistica, erotica ed estetica l'esperienza dell'informe / Giovanni Stanghellini. - (2022).

Divina presenza. La porta mistica, erotica ed estetica l'esperienza dell'informe

Giovanni Stanghellini
2022

Abstract

Attraversando i territori della Qabbalah, dell’erotismo e dell’estetica moderna e contemporanea, questo saggio accompagna il lettore alla riscoperta dell’immediatezza dell’informe brulicare della carne, contrapposta all’esperienza di noi stessi, degli altri e del mondo mediata dalle immagini e dalle rappresentazioni. Siamo ormai travolti dalle rappresentazioni, che si frappongono fra noi e l’incandescenza dei “fatti” e vorrebbero proteggerci dalla vampa che la presenza dei fatti sprigiona. L’informe è ciò che eccede la forma delle rappresentazioni, ciò che esonda dal vaso della buona forma. Guardando all’informe, possiamo aspirare ad andare oltre la nostra quotidianità fatta di separazioni e di distinguo. L’esperienza dell’informe può rivelarsi cioè un’ars amandi, poiché essa è forse in grado di ristabilire, nella relazione con l’Altro, il primato dell’intensità della carne sulla rappresentazione disincarnata, del contatto sull’immagine; poiché afferma le ragioni della presenza immediata e della prossimità contro quelle dello sguardo che sorveglia, tiene a distanza e prevede ciò che si scorge in lontananza. L’informe testimonia del sovversivo desiderio di svanire come coscienza e di risorgere come flusso, della volontà di essere-nel-mondo, carne tra le altre carni immerse nel mondo, contro la consuetudine che ci porta ad essere sempre di fronte al mondo, quasi fosse una misteriosa scrittura aliena bisognosa di decifrazione.
Quodlibet
ITA
978-88-229-0700-4
Giovanni Stanghellini
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2158/1284735
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