L’opera di Alvar Aalto (1898-1976) è stata diffusamente indagata, tuttavia mancano studi che approfondiscano i suoi esordi professionali, avvenuti nella Finlandia d’inizio Novecento. L’obiettivo principale della tesi è dunque quello di colmare questo ‘vuoto’ storiografico creatosi attorno alla figura del più noto architetto razionalista finlandese. Nella prima parte del lavoro si è cercato di gettare luce sugli anni della formazione e sul principio della carriera di Aalto, mentre nella seconda sono passati in rassegna alcuni progetti che sarebbero stati destinati a trasformare Jyväskylä -il capoluogo regionale della Finlandia Centrale- nella cosiddetta ‘Firenze del Nord’, un disegno utopico compiuto soltanto parzialmente. Per introdurre al tema dell’architettura nordica, il primo capitolo è dedicato alla definizione dei movimenti architettonici in voga nell’area baltica e tratteggia il milieu socio-culturale della nuova Finlandia indipendente. Nel secondo capitolo, invece, viene definito il contesto familiare e sociale entro cui Alvar Aalto muove i primi passi. Al fine di ritrarre lo studente Aalto si è fatto ricorso a vari tipi di documenti come i diplomi scolastici, i disegni e gli acquerelli, prodotti negli anni del liceo, che lasciano intuire la sua precoce propensione alla rappresentazione e preannunciano la sua sensibilità verso il paesaggio incontaminato. Il tema dei maestri viene affrontato nel terzo capitolo in cui si esaminano gli anni trascorsi al Politecnico di Helsinki, dove Aalto frequenta le lezioni dei maggiori esponenti del romanticismo nazionale. In questo contesto, egli si confronta con i primi esercizi di composizione ed è istruito sul valore dell’architettura storica. L’enfasi posta sulla conoscenza filologica delle antichità classiche e sulle opere del Rinascimento porta un’intera generazione di progettisti a volgere lo sguardo verso Sud, di conseguenza l’Italia diventa il baricentro degli studi, al punto che, una volta laureati, essi compiono lì il loro viaggio d’iniziazione. Più che dai monumenti, i giovani viaggiatori rimangono attratti dall’architettura minore: i borghi in collina, le case contadine e le piazze sono temi ricorrenti nei loro appunti odeporici, cosicché, una volta fatto ritorno al Nord, essi importano il pervasivo ‘carattere mediterraneo’ che hanno sperimentato all’estero. Come viene specificato nel quarto capitolo -che apre la seconda parte della ricerca dedicata ai lavori aaltiani- non appena concludono gli studi, anche Aino Marsio (1894-1949) e Alvar Aalto trascorrono la loro luna di miele in Veneto e in Toscana. L’incontro con l’Italia si rivelerà un’esperienza apicale soprattutto per Alvar, il quale la elegge a sua ‘patria spirituale’, tanto da volerla visitare di continuo. Successivamente, si analizzano le esperienze che hanno segnato l’esordio professionale del progettista, il quale apre il proprio atelier a Jyväskylä. La reticenza volere rendere note le opere prodotte in gioventù ha costituito negli anni un ostacolo agli studi monografici, ma -in questo caso-, è diventata lo sprone per la ricerca più approfondita che ha condotto a nuovi risultati grazie all’individuazione di documenti inediti o poco conosciuti. Infine, nell’ultimo capitolo viene esposto il progetto utopico della ‘Firenze del Nord’, che vede come protagonista la città di Jyväskylä, sulla quale Alvar Aalto proietta il proprio sogno di fondare un anacronistico centro rinascimentale sorto alla latitudine boreale. Molti di questi disegni rimarranno irrealizzati, ma dimostrano come egli sia infatuato dell’Età dei Comuni e del Rinascimento, come lui stesso dichiara più volte sulla stampa locale. L’architetto arriva persino a paragonare il paesaggio collinare toscano a quello boschivo della sua regione d’origine; l’improbabile sovrapposizione tra i due Paesi -tanto distanti nel tempo quanto nello spazio- genera un’articolata contaminazione formale che si riflette nelle architetture del secondo decennio del secolo. Il lavoro si conclude con un’appendice in cui vengono presentati alcuni scritti autografi di Aalto, che sono stati appositamente tradotti dal finlandese, alcuni disegni realizzati dallo stesso architetto agli esordi. ENGLISH: Although a great number of essays, papers, dissertations and articles have been written about Alvar Aalto’s (1898-1976) oeuvre, very few of them mention of his professional beginnings, which took place in Finland in the early 1920s. The main purpose of the present dissertation is, therefore, to fill in the lack of studies of the most-known Finnish architect. In the first part of the work, I investigate Aalto’s formative years and I focus on the beginning of his career, while in the second part I ponder about some of his ‘Classical’ projects. In particular, I analyze the drawings, which -once realized- would have turned Jyväskylä -the regional capital of Central Finland- into the so-called ‘Florence of the North’. Though, the utopian plan remained mainly on paper. In the first chapter, the readers may know the contemporary architectural movements, which took place in the Baltic area at the beginning of the last century. In addition, I draw attention to the outlines of the socio-cultural milieu of the newly independent Republic of Finland. In order to know more in depth the figure of Alvar Aalto, in the second chapter I propose a biographical outlook. Through the analysis of various type of documents, such as the school registers, diplomas, assignments, drawings and watercolours produced by the schoolboy, we detect his juvenile propensity for representation and curiosity for reality. The theme of his masters is the main topic of the third chapter, where I investigate in detail the years he spent at the Polytechnic Institute in Helsinki. There Aalto’s professors were the protagonists of National Romanticism, the Finnish variation of Art Nouveau. In this context, he undertook the first exercises in composition and was educated on the value of historical architecture. The emphasis placed on the philological knowledge of classical antiquities and on the works of the Renaissance led an entire generation of designers to turn their gaze to the South, consequently, Italy became the centre of gravity of the studies, to the point that, once the students graduated, they completed there their journey of initiation. More than monuments, the young travelers were attracted by architettura minore: hilltop villages, peasant houses and squares were recurring themes in their odeporic notes, so that, once they returned to the North, they imported the pervasive ‘Mediterranean character’ they experienced abroad. The fourth chapter opens the second part of the research dedicated to Alvar Aalto’s early works. At the end of their studies, Aino Marsio (1894-1949) and Alvar Aalto also spent their honeymoon in Veneto and in Tuscany. The meeting with Italy proved to be a crucial experience, especially for Alvar, who defined it his «spiritual homeland», so that he never stopped visiting the Belpaese during his entire life. Subsequently, the experiences marked the professional debut of the designer are analyzed since he opened his own atelier in Jyväskylä. Over the last years, Aalto’s reticence in promoting his early projects constituted an obstacle to the research, nevertheless the exam of unpublished or little-known documents was essential to amplify the knowledge on the young architect. In the last chapter I explore the utopian project of the so-called ‘Florence of the North’, which would have modified the aspect of the city of Jyväskylä. In his hometown, Alvar Aalto dreamt to build an anachronistic Renaissance centre. Many of these drawings remained unachieved. On the other hand, Aalto frequently declared his interest in the Renaissance in the local newspapers and even compared the hilly landscape of Central Finland to Tuscany. The unlikely overlap between the two countries -as distant in time as in space- generated an articulated formal cross-pollination that was reflected in the architecture of the second decade of the century. To conclude, in the appendix of my dissertation, I attached some selected letters and articles (translated into Italian) and I show some drawings realized by the young architect in his youth.

Gli anni della formazione di Alvar Aalto e il progetto utopico per la 'Firenze del Nord' / Luca Placci. - (2022).

Gli anni della formazione di Alvar Aalto e il progetto utopico per la 'Firenze del Nord'

Luca Placci
2022

Abstract

L’opera di Alvar Aalto (1898-1976) è stata diffusamente indagata, tuttavia mancano studi che approfondiscano i suoi esordi professionali, avvenuti nella Finlandia d’inizio Novecento. L’obiettivo principale della tesi è dunque quello di colmare questo ‘vuoto’ storiografico creatosi attorno alla figura del più noto architetto razionalista finlandese. Nella prima parte del lavoro si è cercato di gettare luce sugli anni della formazione e sul principio della carriera di Aalto, mentre nella seconda sono passati in rassegna alcuni progetti che sarebbero stati destinati a trasformare Jyväskylä -il capoluogo regionale della Finlandia Centrale- nella cosiddetta ‘Firenze del Nord’, un disegno utopico compiuto soltanto parzialmente. Per introdurre al tema dell’architettura nordica, il primo capitolo è dedicato alla definizione dei movimenti architettonici in voga nell’area baltica e tratteggia il milieu socio-culturale della nuova Finlandia indipendente. Nel secondo capitolo, invece, viene definito il contesto familiare e sociale entro cui Alvar Aalto muove i primi passi. Al fine di ritrarre lo studente Aalto si è fatto ricorso a vari tipi di documenti come i diplomi scolastici, i disegni e gli acquerelli, prodotti negli anni del liceo, che lasciano intuire la sua precoce propensione alla rappresentazione e preannunciano la sua sensibilità verso il paesaggio incontaminato. Il tema dei maestri viene affrontato nel terzo capitolo in cui si esaminano gli anni trascorsi al Politecnico di Helsinki, dove Aalto frequenta le lezioni dei maggiori esponenti del romanticismo nazionale. In questo contesto, egli si confronta con i primi esercizi di composizione ed è istruito sul valore dell’architettura storica. L’enfasi posta sulla conoscenza filologica delle antichità classiche e sulle opere del Rinascimento porta un’intera generazione di progettisti a volgere lo sguardo verso Sud, di conseguenza l’Italia diventa il baricentro degli studi, al punto che, una volta laureati, essi compiono lì il loro viaggio d’iniziazione. Più che dai monumenti, i giovani viaggiatori rimangono attratti dall’architettura minore: i borghi in collina, le case contadine e le piazze sono temi ricorrenti nei loro appunti odeporici, cosicché, una volta fatto ritorno al Nord, essi importano il pervasivo ‘carattere mediterraneo’ che hanno sperimentato all’estero. Come viene specificato nel quarto capitolo -che apre la seconda parte della ricerca dedicata ai lavori aaltiani- non appena concludono gli studi, anche Aino Marsio (1894-1949) e Alvar Aalto trascorrono la loro luna di miele in Veneto e in Toscana. L’incontro con l’Italia si rivelerà un’esperienza apicale soprattutto per Alvar, il quale la elegge a sua ‘patria spirituale’, tanto da volerla visitare di continuo. Successivamente, si analizzano le esperienze che hanno segnato l’esordio professionale del progettista, il quale apre il proprio atelier a Jyväskylä. La reticenza volere rendere note le opere prodotte in gioventù ha costituito negli anni un ostacolo agli studi monografici, ma -in questo caso-, è diventata lo sprone per la ricerca più approfondita che ha condotto a nuovi risultati grazie all’individuazione di documenti inediti o poco conosciuti. Infine, nell’ultimo capitolo viene esposto il progetto utopico della ‘Firenze del Nord’, che vede come protagonista la città di Jyväskylä, sulla quale Alvar Aalto proietta il proprio sogno di fondare un anacronistico centro rinascimentale sorto alla latitudine boreale. Molti di questi disegni rimarranno irrealizzati, ma dimostrano come egli sia infatuato dell’Età dei Comuni e del Rinascimento, come lui stesso dichiara più volte sulla stampa locale. L’architetto arriva persino a paragonare il paesaggio collinare toscano a quello boschivo della sua regione d’origine; l’improbabile sovrapposizione tra i due Paesi -tanto distanti nel tempo quanto nello spazio- genera un’articolata contaminazione formale che si riflette nelle architetture del secondo decennio del secolo. Il lavoro si conclude con un’appendice in cui vengono presentati alcuni scritti autografi di Aalto, che sono stati appositamente tradotti dal finlandese, alcuni disegni realizzati dallo stesso architetto agli esordi. ENGLISH: Although a great number of essays, papers, dissertations and articles have been written about Alvar Aalto’s (1898-1976) oeuvre, very few of them mention of his professional beginnings, which took place in Finland in the early 1920s. The main purpose of the present dissertation is, therefore, to fill in the lack of studies of the most-known Finnish architect. In the first part of the work, I investigate Aalto’s formative years and I focus on the beginning of his career, while in the second part I ponder about some of his ‘Classical’ projects. In particular, I analyze the drawings, which -once realized- would have turned Jyväskylä -the regional capital of Central Finland- into the so-called ‘Florence of the North’. Though, the utopian plan remained mainly on paper. In the first chapter, the readers may know the contemporary architectural movements, which took place in the Baltic area at the beginning of the last century. In addition, I draw attention to the outlines of the socio-cultural milieu of the newly independent Republic of Finland. In order to know more in depth the figure of Alvar Aalto, in the second chapter I propose a biographical outlook. Through the analysis of various type of documents, such as the school registers, diplomas, assignments, drawings and watercolours produced by the schoolboy, we detect his juvenile propensity for representation and curiosity for reality. The theme of his masters is the main topic of the third chapter, where I investigate in detail the years he spent at the Polytechnic Institute in Helsinki. There Aalto’s professors were the protagonists of National Romanticism, the Finnish variation of Art Nouveau. In this context, he undertook the first exercises in composition and was educated on the value of historical architecture. The emphasis placed on the philological knowledge of classical antiquities and on the works of the Renaissance led an entire generation of designers to turn their gaze to the South, consequently, Italy became the centre of gravity of the studies, to the point that, once the students graduated, they completed there their journey of initiation. More than monuments, the young travelers were attracted by architettura minore: hilltop villages, peasant houses and squares were recurring themes in their odeporic notes, so that, once they returned to the North, they imported the pervasive ‘Mediterranean character’ they experienced abroad. The fourth chapter opens the second part of the research dedicated to Alvar Aalto’s early works. At the end of their studies, Aino Marsio (1894-1949) and Alvar Aalto also spent their honeymoon in Veneto and in Tuscany. The meeting with Italy proved to be a crucial experience, especially for Alvar, who defined it his «spiritual homeland», so that he never stopped visiting the Belpaese during his entire life. Subsequently, the experiences marked the professional debut of the designer are analyzed since he opened his own atelier in Jyväskylä. Over the last years, Aalto’s reticence in promoting his early projects constituted an obstacle to the research, nevertheless the exam of unpublished or little-known documents was essential to amplify the knowledge on the young architect. In the last chapter I explore the utopian project of the so-called ‘Florence of the North’, which would have modified the aspect of the city of Jyväskylä. In his hometown, Alvar Aalto dreamt to build an anachronistic Renaissance centre. Many of these drawings remained unachieved. On the other hand, Aalto frequently declared his interest in the Renaissance in the local newspapers and even compared the hilly landscape of Central Finland to Tuscany. The unlikely overlap between the two countries -as distant in time as in space- generated an articulated formal cross-pollination that was reflected in the architecture of the second decade of the century. To conclude, in the appendix of my dissertation, I attached some selected letters and articles (translated into Italian) and I show some drawings realized by the young architect in his youth.
Alessandro Brodini
ITALIA
Luca Placci
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2158/1285595
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