Il richiamo all’antico costituisce un elemento persistente nella storia delle arti e la danza non fa certo eccezione. Il mito offre un bacino inesauribile per interrogarsi su questioni umane universali e attuali; esso si configura infatti, per sua natura intrinseca, come uno strumento narrativo privilegiato e universalmente riconoscibile, capace di veicolare strutture profonde dell’esperienza umana. È proprio questa sua essenza, quella di essere un deposito di archetipi e azioni codificate, a renderlo particolarmente appetibile nel panorama coreutico attuale. La danza contemporanea, infatti, nel suo sforzo evolutivo, tende a rifuggire la narrazione lineare e didascalica in favore dell’astrazione, del concettuale e dell’esplorazione cinetica pura. In questo scenario, il mito non agisce come un vincolo alla trama ma come un sostituto degno e sofisticato della narrazione tradizionale; esso offre alla coreografia una struttura preesistente, un sostrato tematico e un patrimonio emotivo condiviso che l’artista può decostruire, rielaborare e filtrare attraverso il proprio linguaggio astratto.

Il ritorno all’archetipo: danza contemporanea tra mito e rito / Benedetta Colasanti. - In: WWW.DRAMMATURGIA.IT. - ISSN 1724-0336. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 0-0.

Il ritorno all’archetipo: danza contemporanea tra mito e rito

Benedetta Colasanti
2025

Abstract

Il richiamo all’antico costituisce un elemento persistente nella storia delle arti e la danza non fa certo eccezione. Il mito offre un bacino inesauribile per interrogarsi su questioni umane universali e attuali; esso si configura infatti, per sua natura intrinseca, come uno strumento narrativo privilegiato e universalmente riconoscibile, capace di veicolare strutture profonde dell’esperienza umana. È proprio questa sua essenza, quella di essere un deposito di archetipi e azioni codificate, a renderlo particolarmente appetibile nel panorama coreutico attuale. La danza contemporanea, infatti, nel suo sforzo evolutivo, tende a rifuggire la narrazione lineare e didascalica in favore dell’astrazione, del concettuale e dell’esplorazione cinetica pura. In questo scenario, il mito non agisce come un vincolo alla trama ma come un sostituto degno e sofisticato della narrazione tradizionale; esso offre alla coreografia una struttura preesistente, un sostrato tematico e un patrimonio emotivo condiviso che l’artista può decostruire, rielaborare e filtrare attraverso il proprio linguaggio astratto.
2025
0
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Benedetta Colasanti
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