Il movimento sportivo italiano è stato investito negli ultimi anni da una riforma che non ha precedenti nella storia della Repubblica. È stato questo l’esito naturale della crescente attenzione delle istituzioni democratiche per il fenomeno sportivo, che le ha condotte, a partire dalla fine del secolo scorso, a un progressivo abbandono dell’atteggiamento di sostanziale agnosticismo che avevano assunto, sin dai lavori dell’Assemblea Costituente, in reazione all’uso propagandistico dello sport da parte del regime fascista. Si è trattato, almeno in parte, di un approdo obbligato. Erano troppi 22 miliardi di euro di valore aggregato, 15 milioni di praticanti, più di cinquecentomila occupati e oltre centomila enti sportivi perché i malfermi principi di neutralità politica dello sport e di autonomia dell’ordinamento sportivo potessero continuare – anche solo come schermo – a giustificare tale assenteismo. Mentre quindi per cinquant’anni le politiche sportive sono state affidate al Coni, alle federazioni e, in misura minore, agli enti di promozione, con la diciassettesima Legislatura si è cambiata rotta: lo sport è infatti fuoriuscito con sempre maggiore frequenza dall’indistinto delle attribuzioni del Presidente del Consiglio per essere affidato a un ministro senza portafoglio (o a un sottosegretario) e in conseguenza di ciò sono proliferate le leggi e i regolamenti a tema sportivo. Così, se tradizionalmente il giurista dello sport, al netto della normativa Coni e di quella federale, poteva limitarsi a fare i conti con un numero limitato di disposizioni (perlopiù contenute nella l. n. 91/1981, nell’art. 67, comma 1, lett. m, del d.p.r. n. 917/1986, nel d.lgs. n. 242/1999, nell’art. 90 della l. n. 289/2002 e nel d.lgs. n.9/2008), a partire dal 2017 la produzione normativa in questa materia è divenuta incessante.
La Dimensione Giuridica dello Sport / Leonardo Ferrara; Giulia Mannucci; Ippolito Piazza; Federico Orso; Marco Bombardelli; Andrea Bucelli; Domenico Mezzacapo; Laura Santoro; Maria Paola Monaco; Emanuele Indraccolo; Mario Perini; Matteo Gnes; Marco Macchia; Piero Sandulli; Linda Vignozzi; Michela Cirillo. - STAMPA. - (2025), pp. 1-292.
La Dimensione Giuridica dello Sport
Federico Orso;Marco Bombardelli;Andrea Bucelli;Maria Paola Monaco;Emanuele Indraccolo;Mario Perini;Marco Macchia;Piero Sandulli;Linda Vignozzi;Michela Cirillo
2025
Abstract
Il movimento sportivo italiano è stato investito negli ultimi anni da una riforma che non ha precedenti nella storia della Repubblica. È stato questo l’esito naturale della crescente attenzione delle istituzioni democratiche per il fenomeno sportivo, che le ha condotte, a partire dalla fine del secolo scorso, a un progressivo abbandono dell’atteggiamento di sostanziale agnosticismo che avevano assunto, sin dai lavori dell’Assemblea Costituente, in reazione all’uso propagandistico dello sport da parte del regime fascista. Si è trattato, almeno in parte, di un approdo obbligato. Erano troppi 22 miliardi di euro di valore aggregato, 15 milioni di praticanti, più di cinquecentomila occupati e oltre centomila enti sportivi perché i malfermi principi di neutralità politica dello sport e di autonomia dell’ordinamento sportivo potessero continuare – anche solo come schermo – a giustificare tale assenteismo. Mentre quindi per cinquant’anni le politiche sportive sono state affidate al Coni, alle federazioni e, in misura minore, agli enti di promozione, con la diciassettesima Legislatura si è cambiata rotta: lo sport è infatti fuoriuscito con sempre maggiore frequenza dall’indistinto delle attribuzioni del Presidente del Consiglio per essere affidato a un ministro senza portafoglio (o a un sottosegretario) e in conseguenza di ciò sono proliferate le leggi e i regolamenti a tema sportivo. Così, se tradizionalmente il giurista dello sport, al netto della normativa Coni e di quella federale, poteva limitarsi a fare i conti con un numero limitato di disposizioni (perlopiù contenute nella l. n. 91/1981, nell’art. 67, comma 1, lett. m, del d.p.r. n. 917/1986, nel d.lgs. n. 242/1999, nell’art. 90 della l. n. 289/2002 e nel d.lgs. n.9/2008), a partire dal 2017 la produzione normativa in questa materia è divenuta incessante.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



