Il contributo esplora la longevità come spazio educativo, superando la visione dell’età avanzata come esito finale per comprenderla, invece, come ambiente formativo, denso di relazioni, memorie e possibilità. Attraversando prospettive pedagogiche, antropologiche ed ecologico-fenomenologiche, il testo mostra come gli ambienti – fisici, digitali e simbolici – agiscano da luoghi della vita e dell’anima capaci di modellare identità, sostenere vulnerabilità e generare apprendimento. La longevità, così intesa, emerge come ecosistema complesso, dove l’adulto rinegozia sé stesso attraverso pratiche quotidiane di cura, partecipazione e riflessività. Gli spazi abitati della vita lunga – dalle U3A ai laboratori culturali e digitali – diventano quindi scenari di cittadinanza attiva e democratica e di ricomposizione biografica. Educare alla longevità significa dunque accompagnare la persona a trasformare la durata in significato, imparando a stare nel mondo con consapevolezza e apertura. The contribution explores longevity as an educational space, moving beyond the understanding of later life as a final outcome to reconceptualise it instead as a formative environment, rich in relationships, memories and possibilities. Drawing on pedagogical, anthropological and ecological-phenomenological perspectives, the text illustrates how environments – physical, digital and symbolic – operate as spaces of life and of the self, capable of shaping identities, supporting vulnerability and generating learning. Longevity, so conceived, emerges as a complex ecosystem in which the adult renegotiates the self through everyday practices of care, participation and reflexivity. The inhabited spaces of a long life – from Universities of the Third Age to cultural and digital laboratories – thus become settings for active and democratic citizenship and for biographical recomposition. Educating for longevity therefore entails accompanying individuals in transforming duration into meaning, learning to dwell in the world with awareness and openness.
Luoghi della vita, luoghi dell’anima: la dimensione esistenziale degli ambienti di apprendimento nell’età lunga / Maria Grazia Proli; Christel Schachter; Davide Bonaiuti. - In: EPALE JOURNAL. - ISSN 2532-7801. - ELETTRONICO. - 18:(2025), pp. 2.16-2.25.
Luoghi della vita, luoghi dell’anima: la dimensione esistenziale degli ambienti di apprendimento nell’età lunga
Maria Grazia Proli
;Christel Schachter
;Davide Bonaiuti
2025
Abstract
Il contributo esplora la longevità come spazio educativo, superando la visione dell’età avanzata come esito finale per comprenderla, invece, come ambiente formativo, denso di relazioni, memorie e possibilità. Attraversando prospettive pedagogiche, antropologiche ed ecologico-fenomenologiche, il testo mostra come gli ambienti – fisici, digitali e simbolici – agiscano da luoghi della vita e dell’anima capaci di modellare identità, sostenere vulnerabilità e generare apprendimento. La longevità, così intesa, emerge come ecosistema complesso, dove l’adulto rinegozia sé stesso attraverso pratiche quotidiane di cura, partecipazione e riflessività. Gli spazi abitati della vita lunga – dalle U3A ai laboratori culturali e digitali – diventano quindi scenari di cittadinanza attiva e democratica e di ricomposizione biografica. Educare alla longevità significa dunque accompagnare la persona a trasformare la durata in significato, imparando a stare nel mondo con consapevolezza e apertura. The contribution explores longevity as an educational space, moving beyond the understanding of later life as a final outcome to reconceptualise it instead as a formative environment, rich in relationships, memories and possibilities. Drawing on pedagogical, anthropological and ecological-phenomenological perspectives, the text illustrates how environments – physical, digital and symbolic – operate as spaces of life and of the self, capable of shaping identities, supporting vulnerability and generating learning. Longevity, so conceived, emerges as a complex ecosystem in which the adult renegotiates the self through everyday practices of care, participation and reflexivity. The inhabited spaces of a long life – from Universities of the Third Age to cultural and digital laboratories – thus become settings for active and democratic citizenship and for biographical recomposition. Educating for longevity therefore entails accompanying individuals in transforming duration into meaning, learning to dwell in the world with awareness and openness.| File | Dimensione | Formato | |
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