Diva del cinema italiano degli anni Dieci, Pina Menichelli incarnò la donna fatale, un tipo tenebroso che il cinema hollywoodiano aveva importato oltreoceano. Proveniente dal teatro italiano di tradizione, dove il ruolo della seconda donna poteva possedere tratti di una femminilità soggiogante, rapace, peccatrice, vendicatrice, ferina, delineò due figure indimenticabili per l’epoca: la poetessa manipolatrice protagonista di Il fuoco (1915) e Natka, la contessa russa ammalata di tisi di Tigre reale (1916). La censura italiana si abbatté sui suoi film, ma questo non scalfì la sua vastissima fama. Nel 1924, dopo avere tentato di affrancarsi senza successo dal genere ‘diva film’ che l’aveva resa celebre, si ritirò a vita privata, difendendo per il resto della sua esistenza il diritto a dimenticare e a essere dimenticata.
Giuseppa Iolanda (Pina) Menichelli. La tenebrosa del cinema muto / Cristina Jandelli. - STAMPA. - (2026), pp. 451-454.
Giuseppa Iolanda (Pina) Menichelli. La tenebrosa del cinema muto
Cristina Jandelli
2026
Abstract
Diva del cinema italiano degli anni Dieci, Pina Menichelli incarnò la donna fatale, un tipo tenebroso che il cinema hollywoodiano aveva importato oltreoceano. Proveniente dal teatro italiano di tradizione, dove il ruolo della seconda donna poteva possedere tratti di una femminilità soggiogante, rapace, peccatrice, vendicatrice, ferina, delineò due figure indimenticabili per l’epoca: la poetessa manipolatrice protagonista di Il fuoco (1915) e Natka, la contessa russa ammalata di tisi di Tigre reale (1916). La censura italiana si abbatté sui suoi film, ma questo non scalfì la sua vastissima fama. Nel 1924, dopo avere tentato di affrancarsi senza successo dal genere ‘diva film’ che l’aveva resa celebre, si ritirò a vita privata, difendendo per il resto della sua esistenza il diritto a dimenticare e a essere dimenticata.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



