-versione italiana- La tesi di dottorato, frutto della ricerca interdisciplinare dell’Ingegnere informatico Onofrio Flore, mira ad evidenziare il superamento dell'approccio puramente tecnologico alla cibersicurezza, sostenendo come la protezione dello spazio digitale richieda necessariamente una prospettiva giuridica e costituzionale. Sottolinea come la "consapevolezza cibernetica" debba essere orientata a far percepire all’utente i pericoli e le opportunità nello spazio cibernetico, così come una persona lo fa con maggiore confidenza nello spazio fisico. La consapevolezza cibernetica emerge come un baluardo difensivo essenziale per riconoscere l'impatto delle minacce sui diritti fondamentali e, al contempo, come lo strumento cardine per l'esercizio della cittadinanza digitale. Tale consapevolezza, secondo l’autore, abilita il soggetto a godere in sicurezza dei diritti nello spazio cibernetico, ma lo richiama contestualmente all’adempimento dei propri doveri: tra questi, la difesa dell'ordinamento democratico minacciato dalle insidie digitali rivolte anche alla collettività. Operativamente il lavoro si pone l'obiettivo di creare un modello formativo innovativo e un metodo didattico per insegnare l'evoluzione normativa del settore, oltre che promuovere una consapevolezza, tanto giuridica quanto tecnica. La ricerca e il documento si articolano in quattro fasi chiave: • Inquadramento del contesto, esame dei riferimenti scientifici e definizione della metodologia d'indagine, incentrata sull'analisi diacronica dell'evoluzione normativa. • Analisi della disciplina nazionale, sovranazionale ed internazionale a partire dal 1948, anno di fondamentale importanza sia per il diritto che per la cibernetica. L’indagine considera l’evoluzione normativa come un “log sociale” che registra i mutamenti sociali e tecnici, dal quale è possibile ricavare le entità e le relazioni che compongono lo spazio cibernetico e i processi di protezione definiti nel tempo; mette a raffronto i riconoscimenti giuridici e le innovazioni tecniche facendo emergere i punti di svolta tecnici e giuridici che hanno portato all’attuale scenario tecnico e giuridico. • Approfondimento delle componenti umane e tecniche, pilastri necessari alla costruzione di una solida consapevolezza cibernetica. L'analisi del fattore umano evidenzia le dinamiche di dipendenza e i condizionamenti indotti dal digitale, con particolare attenzione alle distorsioni percettive derivanti dall'interazione uomo-macchina. Sul piano tecnico, vengono declinate le evidenze emerse dall'esame normativo, fornendo chiavi di lettura interdisciplinari per una comprensione sistemica del fenomeno. • La sperimentazione di quanto ottenuto in corsi di formazione tra cui quello erogato presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, da cui è emersa l'efficacia del metodo e la concreta trasformazione della cultura, in sicurezza cibernetica della nazione. In particolare, il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri non è solo da considerarsi come un operatore dedito alla prevenzione e repressione dei reati informatici, ma un vero e proprio educatore alla cittadinanza digitale. Non si tratta di un docente in senso stretto, ma di una figura di riferimento per la cittadinanza che diffonde cultura grazie al rapporto quotidiano con la popolazione e alla costante presenza sul territorio, in particolar modo nelle aree interne del paese. L’elaborato si conclude sostenendo che la protezione digitale deve essere percepita come una responsabilità collettiva e non solo come un problema del singolo e auspicando la nascita di un centro di ricerca interistituzionale tra Università e istituzioni, che funga da punto di riferimento per la formazione continua di operatori e cittadini, garantendo la resilienza digitale del Paese nel lungo periodo. -english version- The doctoral thesis, a result of the interdisciplinary research by Computer Engineer Onofrio Flore, aims to highlight the transition beyond a purely technological approach to cybersecurity, arguing that the protection of digital space necessarily requires a legal and constitutional perspective. It emphasizes that "cyber awareness" must be oriented toward making users perceive the dangers and opportunities within cyberspace as confidently as they do in the physical world. Cyber awareness emerges as an essential defensive bulwark for recognizing the impact of threats on fundamental rights and, simultaneously, as a pivotal tool for exercising digital citizenship. According to the author, this awareness enables individuals to securely enjoy their rights in cyberspace while calling them to fulfill their duties: among these is the defense of the democratic order, which is threatened by digital snares targeting the collective. Operationally, the work aims to create an innovative training model and a teaching method for instructing the regulatory evolution of the sector, while promoting both legal and technical awareness. The research and the document are structured into four key phases: • Contextual Framing: Examination of scientific references and definition of the research methodology, centered on a diachronic analysis of regulatory evolution. • Regulatory Analysis: An investigation of national, supranational, and international regulations starting from 1948—a year of fundamental importance for both law and cybernetics. The study treats regulatory evolution as a "social log" that records social and technical shifts, from which it is possible to derive the entities and relationships composing cyberspace and the protection processes defined over time. It compares legal acknowledgments and technical innovations, highlighting the turning points that led to the current landscape. • Human and Technical Components: Exploration of the pillars necessary for building solid cyber awareness. The analysis of the human factor highlights dynamics of dependence and conditioning induced by the digital realm, with specific focus on perceptual distortions resulting from human-machine interaction. On a technical level, the evidence emerged from the regulatory review is applied, providing interdisciplinary interpretations for a systemic understanding of the phenomenon. • Experimental Phase: Testing the results in training courses, including those delivered at the Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri in Florence. The experimentation demonstrated the method's effectiveness and a concrete transformation of the nation’s cybersecurity culture. Notably, the Maresciallo (Marshal) of the Carabinieri is not to be considered merely an operator dedicated to preventing and suppressing computer crimes, but a true educator in digital citizenship. They act not as a teacher in the strict sense, but as a reference figure who spreads culture through daily interaction with the population and a constant presence across the territory, particularly in the country's inland areas. The thesis concludes by asserting that digital protection must be perceived as a collective responsibility rather than an individual problem. It advocates for the establishment of an inter-institutional research center between universities and government bodies to serve as a hub for the continuous training of operators and citizens, ensuring the long-term digital resilience of the country.

La cibersicurezza come problema tecnico-giuridico: costruire un percorso di consapevolezza cibernetica alla luce dei principi costituzionali / Onofrio Flore. - (2026).

La cibersicurezza come problema tecnico-giuridico: costruire un percorso di consapevolezza cibernetica alla luce dei principi costituzionali.

Onofrio Flore
2026

Abstract

-versione italiana- La tesi di dottorato, frutto della ricerca interdisciplinare dell’Ingegnere informatico Onofrio Flore, mira ad evidenziare il superamento dell'approccio puramente tecnologico alla cibersicurezza, sostenendo come la protezione dello spazio digitale richieda necessariamente una prospettiva giuridica e costituzionale. Sottolinea come la "consapevolezza cibernetica" debba essere orientata a far percepire all’utente i pericoli e le opportunità nello spazio cibernetico, così come una persona lo fa con maggiore confidenza nello spazio fisico. La consapevolezza cibernetica emerge come un baluardo difensivo essenziale per riconoscere l'impatto delle minacce sui diritti fondamentali e, al contempo, come lo strumento cardine per l'esercizio della cittadinanza digitale. Tale consapevolezza, secondo l’autore, abilita il soggetto a godere in sicurezza dei diritti nello spazio cibernetico, ma lo richiama contestualmente all’adempimento dei propri doveri: tra questi, la difesa dell'ordinamento democratico minacciato dalle insidie digitali rivolte anche alla collettività. Operativamente il lavoro si pone l'obiettivo di creare un modello formativo innovativo e un metodo didattico per insegnare l'evoluzione normativa del settore, oltre che promuovere una consapevolezza, tanto giuridica quanto tecnica. La ricerca e il documento si articolano in quattro fasi chiave: • Inquadramento del contesto, esame dei riferimenti scientifici e definizione della metodologia d'indagine, incentrata sull'analisi diacronica dell'evoluzione normativa. • Analisi della disciplina nazionale, sovranazionale ed internazionale a partire dal 1948, anno di fondamentale importanza sia per il diritto che per la cibernetica. L’indagine considera l’evoluzione normativa come un “log sociale” che registra i mutamenti sociali e tecnici, dal quale è possibile ricavare le entità e le relazioni che compongono lo spazio cibernetico e i processi di protezione definiti nel tempo; mette a raffronto i riconoscimenti giuridici e le innovazioni tecniche facendo emergere i punti di svolta tecnici e giuridici che hanno portato all’attuale scenario tecnico e giuridico. • Approfondimento delle componenti umane e tecniche, pilastri necessari alla costruzione di una solida consapevolezza cibernetica. L'analisi del fattore umano evidenzia le dinamiche di dipendenza e i condizionamenti indotti dal digitale, con particolare attenzione alle distorsioni percettive derivanti dall'interazione uomo-macchina. Sul piano tecnico, vengono declinate le evidenze emerse dall'esame normativo, fornendo chiavi di lettura interdisciplinari per una comprensione sistemica del fenomeno. • La sperimentazione di quanto ottenuto in corsi di formazione tra cui quello erogato presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, da cui è emersa l'efficacia del metodo e la concreta trasformazione della cultura, in sicurezza cibernetica della nazione. In particolare, il Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri non è solo da considerarsi come un operatore dedito alla prevenzione e repressione dei reati informatici, ma un vero e proprio educatore alla cittadinanza digitale. Non si tratta di un docente in senso stretto, ma di una figura di riferimento per la cittadinanza che diffonde cultura grazie al rapporto quotidiano con la popolazione e alla costante presenza sul territorio, in particolar modo nelle aree interne del paese. L’elaborato si conclude sostenendo che la protezione digitale deve essere percepita come una responsabilità collettiva e non solo come un problema del singolo e auspicando la nascita di un centro di ricerca interistituzionale tra Università e istituzioni, che funga da punto di riferimento per la formazione continua di operatori e cittadini, garantendo la resilienza digitale del Paese nel lungo periodo. -english version- The doctoral thesis, a result of the interdisciplinary research by Computer Engineer Onofrio Flore, aims to highlight the transition beyond a purely technological approach to cybersecurity, arguing that the protection of digital space necessarily requires a legal and constitutional perspective. It emphasizes that "cyber awareness" must be oriented toward making users perceive the dangers and opportunities within cyberspace as confidently as they do in the physical world. Cyber awareness emerges as an essential defensive bulwark for recognizing the impact of threats on fundamental rights and, simultaneously, as a pivotal tool for exercising digital citizenship. According to the author, this awareness enables individuals to securely enjoy their rights in cyberspace while calling them to fulfill their duties: among these is the defense of the democratic order, which is threatened by digital snares targeting the collective. Operationally, the work aims to create an innovative training model and a teaching method for instructing the regulatory evolution of the sector, while promoting both legal and technical awareness. The research and the document are structured into four key phases: • Contextual Framing: Examination of scientific references and definition of the research methodology, centered on a diachronic analysis of regulatory evolution. • Regulatory Analysis: An investigation of national, supranational, and international regulations starting from 1948—a year of fundamental importance for both law and cybernetics. The study treats regulatory evolution as a "social log" that records social and technical shifts, from which it is possible to derive the entities and relationships composing cyberspace and the protection processes defined over time. It compares legal acknowledgments and technical innovations, highlighting the turning points that led to the current landscape. • Human and Technical Components: Exploration of the pillars necessary for building solid cyber awareness. The analysis of the human factor highlights dynamics of dependence and conditioning induced by the digital realm, with specific focus on perceptual distortions resulting from human-machine interaction. On a technical level, the evidence emerged from the regulatory review is applied, providing interdisciplinary interpretations for a systemic understanding of the phenomenon. • Experimental Phase: Testing the results in training courses, including those delivered at the Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri in Florence. The experimentation demonstrated the method's effectiveness and a concrete transformation of the nation’s cybersecurity culture. Notably, the Maresciallo (Marshal) of the Carabinieri is not to be considered merely an operator dedicated to preventing and suppressing computer crimes, but a true educator in digital citizenship. They act not as a teacher in the strict sense, but as a reference figure who spreads culture through daily interaction with the population and a constant presence across the territory, particularly in the country's inland areas. The thesis concludes by asserting that digital protection must be perceived as a collective responsibility rather than an individual problem. It advocates for the establishment of an inter-institutional research center between universities and government bodies to serve as a hub for the continuous training of operators and citizens, ensuring the long-term digital resilience of the country.
2026
Andrea Simoncini
ITALIA
Goal 16: Peace, justice and strong institutions
Onofrio Flore
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