La ricezione delle poesie di Giuseppe Ungaretti nei paesi di lingua tedesca implica, da parte dei traduttori, uno sforzo doppio: mantenere le immagini surreali del poeta e, allo stesso tempo, l’elevatissima ambiguità dal punto di vista semantico. La traduzione in una lingua come il tedesco, inoltre, implica che il materiale linguistico che compone i testi risponda a norme diverse per quanto riguarda soprattutto sintassi, morfologia e formazione di parola. I testi poetici di Ungaretti, soprattutto nei primi decenni di ricezione nell’area di lingua tedesca (e precisamente dagli anni Trenta fino all’inizio degli anni Sessanta), vengono tradotti singolarmente sulle pagine di molte riviste e antologie, «reinterpretati» da numerose figure di intellettuali, cultori della letteratura italiana e lettori illustri. Dagli anni Sessanta in poi, il già corposo numero di traduttori di Ungaretti si arricchisce includendo personaggi di spicco della letteratura di lingua tedesca come Ingeborg Bachmann, Paul Celan, Hans Magnus Enzensberger e Hilde Domin. Questo continuo negoziato (che ha esiti singolari tanto prima quanto dopo lo «spartiacque» costituito dall’inizio degli anni Sessanta) determina la fissazione di punti di riferimento che possono essere ora letterario-culturali, ora prettamente linguistici. Proprio in relazione a ciascuno di questi punti di riferimento, ogni traduttore di Ungaretti decide di «adattare» o «disadattare» il testo tedesco rispetto all’originale. Il contributo mira a individuare gli aspetti linguistici (in termini di semantica, metrica, sintassi, morfologia, produttività, lessico) in cui avvengono tanto gli adattamenti quanto i disadattamenti. The act of translating the oeuvre of Giuseppe Ungaretti in the German-language countries demands a dual undertaking on the part of translators: the preservation of the poet's surreal imagery whilst maintaining the semantic ambiguity that characterises his oeuvre to a remarkably high degree. Translation into a language such as German also necessitates compliance with different rules, particularly in terms of syntax and morphology. Ungaretti's poetic texts, especially in the first decades of their reception in the German-speaking world (namely from the 1930s to the early 1960s), were translated individually in many literary magazines and anthologies and 'reinterpreted' by numerous intellectuals, Italian literature scholars and distinguished readers. Since 1960, the already considerable number of Ungaretti's translators has been further augmented by the incorporation of eminent figures in German-language literature, including Ingeborg Bachmann, Paul Celan, Hans Magnus Enzensberger and Hilde Domin. This continuous negotiation (which had singular outcomes both before and after the 'watershed' 1960) led to the establishment of reference points that could be literary-cultural or purely linguistic. It is at these points that each translator of Ungaretti elects to 'adapt' or 'de-adapt' the German text from the original. The present contribution aims to identify the linguistic aspects (in terms of semantics, metre, syntax, morphology, productivity and lexicon) in which both adaptations and de-adaptations occur.

(Un)gewolltes Aufbegehren. (Dis)adattamento linguistico nelle traduzioni tedesche di Giuseppe Ungaretti / Giovanni Giri. - In: TICONTRE. - ISSN 2284-4473. - ELETTRONICO. - 24:(2025), pp. 243-269. [10.15168/ticontre.vi24.3527]

(Un)gewolltes Aufbegehren. (Dis)adattamento linguistico nelle traduzioni tedesche di Giuseppe Ungaretti

Giovanni Giri
2025

Abstract

La ricezione delle poesie di Giuseppe Ungaretti nei paesi di lingua tedesca implica, da parte dei traduttori, uno sforzo doppio: mantenere le immagini surreali del poeta e, allo stesso tempo, l’elevatissima ambiguità dal punto di vista semantico. La traduzione in una lingua come il tedesco, inoltre, implica che il materiale linguistico che compone i testi risponda a norme diverse per quanto riguarda soprattutto sintassi, morfologia e formazione di parola. I testi poetici di Ungaretti, soprattutto nei primi decenni di ricezione nell’area di lingua tedesca (e precisamente dagli anni Trenta fino all’inizio degli anni Sessanta), vengono tradotti singolarmente sulle pagine di molte riviste e antologie, «reinterpretati» da numerose figure di intellettuali, cultori della letteratura italiana e lettori illustri. Dagli anni Sessanta in poi, il già corposo numero di traduttori di Ungaretti si arricchisce includendo personaggi di spicco della letteratura di lingua tedesca come Ingeborg Bachmann, Paul Celan, Hans Magnus Enzensberger e Hilde Domin. Questo continuo negoziato (che ha esiti singolari tanto prima quanto dopo lo «spartiacque» costituito dall’inizio degli anni Sessanta) determina la fissazione di punti di riferimento che possono essere ora letterario-culturali, ora prettamente linguistici. Proprio in relazione a ciascuno di questi punti di riferimento, ogni traduttore di Ungaretti decide di «adattare» o «disadattare» il testo tedesco rispetto all’originale. Il contributo mira a individuare gli aspetti linguistici (in termini di semantica, metrica, sintassi, morfologia, produttività, lessico) in cui avvengono tanto gli adattamenti quanto i disadattamenti. The act of translating the oeuvre of Giuseppe Ungaretti in the German-language countries demands a dual undertaking on the part of translators: the preservation of the poet's surreal imagery whilst maintaining the semantic ambiguity that characterises his oeuvre to a remarkably high degree. Translation into a language such as German also necessitates compliance with different rules, particularly in terms of syntax and morphology. Ungaretti's poetic texts, especially in the first decades of their reception in the German-speaking world (namely from the 1930s to the early 1960s), were translated individually in many literary magazines and anthologies and 'reinterpreted' by numerous intellectuals, Italian literature scholars and distinguished readers. Since 1960, the already considerable number of Ungaretti's translators has been further augmented by the incorporation of eminent figures in German-language literature, including Ingeborg Bachmann, Paul Celan, Hans Magnus Enzensberger and Hilde Domin. This continuous negotiation (which had singular outcomes both before and after the 'watershed' 1960) led to the establishment of reference points that could be literary-cultural or purely linguistic. It is at these points that each translator of Ungaretti elects to 'adapt' or 'de-adapt' the German text from the original. The present contribution aims to identify the linguistic aspects (in terms of semantics, metre, syntax, morphology, productivity and lexicon) in which both adaptations and de-adaptations occur.
2025
24
243
269
Giovanni Giri
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