Questa tesi intende ripercorrere il dibattito sul romanzo condotto sulle riviste della neoavanguardia italiana nel periodo compreso tra il 1959 e il 1969. Il metodo d’indagine utilizzato è ispirato alla teoria dei campi di Pierre Bourdieu così come esposta nel saggio Le regole dell’arte (1992) e ad alcune sue applicazioni agli studi sulle riviste. In sede di ricerca ci si è confrontati, in particolare, con il recente settore dei «periodical studies», nato in ambito anglosassone nei primi anni Duemila, e con alcuni esempi di critica bourdiesiana di area francese che già a partire dagli anni Ottanta hanno applicato la teoria dei campi ai periodici letterari e culturali. Lo scopo generale di questo lavoro è considerare la rivista non come un semplice contenitore di testi, ma come un organismo complesso capace di generare posizioni all’interno del campo letterario, influenzandone profondamente la struttura. In ragione di ciò, l’indagine, anziché essere limitata ai soli periodici neoavanguardisti («il verri», «marcatrè», «Malebolge», «Grammatica», «Quindici»), è stata estesa a riviste alleate od ostili nei confronti del Gruppo 63, come «il menabò», «Rinascita» o «Nuovi Argomenti». Il dibattito sul romanzo è stato inteso quale base di partenza per un’analisi più ampia circa i rapporti di forza tra questi periodici, a loro volta estremamente mutevoli a seconda dei cambiamenti del campo letterario circostante. Pertanto, nei cinque capitoli di cui la tesi si compone, si è tentato di ricostruire un percorso che mettesse in luce tali cambiamenti e che leggesse la traiettoria della neoavanguardia, dall’ascesa sul finire degli anni Cinquanta alla caduta in prossimità del Sessantotto, sulla base di categorie critiche innovative e secondo un punto di vista inedito: quello, per l’appunto, della rivista letteraria.
Le tigri di carta. Le riviste della neoavanguardia italiana, il dibattito sul romanzo e il campo letterario degli anni Sessanta (1959-1969) / Andrea Conti. - (2026).
Le tigri di carta. Le riviste della neoavanguardia italiana, il dibattito sul romanzo e il campo letterario degli anni Sessanta (1959-1969)
Andrea Conti
2026
Abstract
Questa tesi intende ripercorrere il dibattito sul romanzo condotto sulle riviste della neoavanguardia italiana nel periodo compreso tra il 1959 e il 1969. Il metodo d’indagine utilizzato è ispirato alla teoria dei campi di Pierre Bourdieu così come esposta nel saggio Le regole dell’arte (1992) e ad alcune sue applicazioni agli studi sulle riviste. In sede di ricerca ci si è confrontati, in particolare, con il recente settore dei «periodical studies», nato in ambito anglosassone nei primi anni Duemila, e con alcuni esempi di critica bourdiesiana di area francese che già a partire dagli anni Ottanta hanno applicato la teoria dei campi ai periodici letterari e culturali. Lo scopo generale di questo lavoro è considerare la rivista non come un semplice contenitore di testi, ma come un organismo complesso capace di generare posizioni all’interno del campo letterario, influenzandone profondamente la struttura. In ragione di ciò, l’indagine, anziché essere limitata ai soli periodici neoavanguardisti («il verri», «marcatrè», «Malebolge», «Grammatica», «Quindici»), è stata estesa a riviste alleate od ostili nei confronti del Gruppo 63, come «il menabò», «Rinascita» o «Nuovi Argomenti». Il dibattito sul romanzo è stato inteso quale base di partenza per un’analisi più ampia circa i rapporti di forza tra questi periodici, a loro volta estremamente mutevoli a seconda dei cambiamenti del campo letterario circostante. Pertanto, nei cinque capitoli di cui la tesi si compone, si è tentato di ricostruire un percorso che mettesse in luce tali cambiamenti e che leggesse la traiettoria della neoavanguardia, dall’ascesa sul finire degli anni Cinquanta alla caduta in prossimità del Sessantotto, sulla base di categorie critiche innovative e secondo un punto di vista inedito: quello, per l’appunto, della rivista letteraria.| File | Dimensione | Formato | |
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