Il contributo indaga l’intersezione tra pedagogia speciale e discipline umanistiche, proponendo una cornice teorica e operativa per un’educazione inclusiva fondata sulla valorizzazione della pluralità cognitiva. A partire dal quadro offerto dagli studi sulla neurodiversità e dalle politiche educative internazionali, il saggio mette in discussione modelli compensativi centrati sul deficit e propone una prospettiva strengths-based capace di integrare supporto e riconoscimento delle risorse individuali. Attraverso il dialogo con la teoria narrativa (Bruner, Ricœur) e con la ricerca empirica sull’esperienza estetica e trasformativa della lettura, le discipline storiche e letterarie vengono reinterpretate come spazi di mediazione, co-costruzione del significato e maturazione civica. La progettazione didattica orientata all’anticipazione della variabilità umana, sostenuta dai principi dell’Universal Design for Learning, consente di redistribuire il lavoro interpretativo e di trasformare le differenze cognitive in risorse epistemiche condivise. Il contributo si conclude con la proposta di strutture operative trasferibili, capaci di coniugare rigore disciplinare, accessibilità e formazione di docenti riflessivi. This contribution explores the intersection between special pedagogy and the humanities, proposing a theoretical and operational framework for inclusive education grounded in the recognition of cognitive plurality. Drawing on neurodiversity studies and international educational policy, the article critically examines deficit-oriented models and advances a strengths-based perspective that integrates support with the valuation of individual resources. Engaging narrative theory (Bruner, Ricœur) alongside empirical research on aesthetic and transformative reading, historical and literary studies are reinterpreted as spaces of mediation, shared meaning-making, and civic formation. Instructional design informed by the anticipation of human variability, in alignment with Universal Design for Learning, enables the redistribution of interpretive labor and positions cognitive differences as shared epistemic assets. The article concludes by outlining transferable pedagogical structures that preserve disciplinary rigor while fostering accessibility and reflective teacher formation.

From pages to practices. Narrative identity, historical inquiry and Neurodiversity in Education / Greta Martini. - STAMPA. - (2026), pp. 211-224.

From pages to practices. Narrative identity, historical inquiry and Neurodiversity in Education.

Greta Martini
2026

Abstract

Il contributo indaga l’intersezione tra pedagogia speciale e discipline umanistiche, proponendo una cornice teorica e operativa per un’educazione inclusiva fondata sulla valorizzazione della pluralità cognitiva. A partire dal quadro offerto dagli studi sulla neurodiversità e dalle politiche educative internazionali, il saggio mette in discussione modelli compensativi centrati sul deficit e propone una prospettiva strengths-based capace di integrare supporto e riconoscimento delle risorse individuali. Attraverso il dialogo con la teoria narrativa (Bruner, Ricœur) e con la ricerca empirica sull’esperienza estetica e trasformativa della lettura, le discipline storiche e letterarie vengono reinterpretate come spazi di mediazione, co-costruzione del significato e maturazione civica. La progettazione didattica orientata all’anticipazione della variabilità umana, sostenuta dai principi dell’Universal Design for Learning, consente di redistribuire il lavoro interpretativo e di trasformare le differenze cognitive in risorse epistemiche condivise. Il contributo si conclude con la proposta di strutture operative trasferibili, capaci di coniugare rigore disciplinare, accessibilità e formazione di docenti riflessivi. This contribution explores the intersection between special pedagogy and the humanities, proposing a theoretical and operational framework for inclusive education grounded in the recognition of cognitive plurality. Drawing on neurodiversity studies and international educational policy, the article critically examines deficit-oriented models and advances a strengths-based perspective that integrates support with the valuation of individual resources. Engaging narrative theory (Bruner, Ricœur) alongside empirical research on aesthetic and transformative reading, historical and literary studies are reinterpreted as spaces of mediation, shared meaning-making, and civic formation. Instructional design informed by the anticipation of human variability, in alignment with Universal Design for Learning, enables the redistribution of interpretive labor and positions cognitive differences as shared epistemic assets. The article concludes by outlining transferable pedagogical structures that preserve disciplinary rigor while fostering accessibility and reflective teacher formation.
2026
Aracne
Silvia Guetta, Stefano Costantini, Marco Tibaldini
Reimagining Education for Social Inclusion and Human Development
211
224
Greta Martini
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Martini, G. From Pages to Practices, Aracne, 2026.pdf

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