Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda analizza la produzione, la circolazione e il contesto intellettuale di un manoscritto omerico bilingue del XV secolo conservato a Stoccarda (Württembergische Landesbibliothek, Poet. et Phil. fol. 5°). Attraverso un approccio che integra paleografia, codicologia, filologia e storia culturale, il volume ricostruisce la genesi del codice all’interno dell’ambiente degli eruditi greci emigrati in Italia dopo la caduta di Costantinopoli. Lo studio dimostra che il manoscritto, in precedenza attribuito a un unico copista, fu in realtà realizzato collettivamente da quattro diversi scribi greci attivi a Roma tra il 1461 e il 1462 per il cardinale francese Jean Jouffroy. L’identificazione delle mani, la ricostruzione dei corpora manoscritti e l’analisi delle caratteristiche testuali e decorative consentono di far luce sulle reti culturali che collegavano esuli bizantini, committenti umanisti e figure centrali come il cardinale Basilio Bessarione. Particolare attenzione è dedicata a Giovanni Sofiano e ad altri studiosi greci finora poco noti, il cui lavoro contribuì in modo significativo alla trasmissione della letteratura classica greca nell’Italia rinascimentale. Seguendo gli spostamenti, le collaborazioni e le pratiche scrittorie di questi copisti attraverso collezioni europee, il libro mette in evidenza la complessità dei processi di produzione libraria nei decenni successivi al crollo dell’Impero bizantino. Più in generale, il volume rappresenta un contributo importante alla storia della cultura manoscritta greca, dell’umanesimo rinascimentale e della conservazione del patrimonio testuale ellenico in Occidente. Attraverso lo studio ravvicinato di un singolo codice, l’autore ricostruisce un più ampio panorama culturale segnato dall’esilio, dalla mobilità degli intellettuali e dal lavoro collettivo che rese possibile la sopravvivenza e la diffusione del sapere greco nell’Europa della prima età moderna. Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda investigates the production, circulation, and intellectual context of a fifteenth-century bilingual Homeric manuscript preserved in Stuttgart (Württembergische Landesbibliothek, Poet. et Phil. fol. 5°). Combining palaeographical, codicological, philological, and historical analysis, the study reconstructs the manuscript’s genesis within the milieu of Greek émigré scholars active in Italy after the fall of Constantinople. The volume demonstrates that the manuscript, previously attributed to a single scribe, was in fact produced collaboratively by four different Greek copyists working in Rome between 1461 and 1462 for the French cardinal Jean Jouffroy. Through the identification of scribal hands, the reconstruction of manuscript corpora, and the examination of textual and decorative features, the author sheds new light on the networks linking Byzantine exiles, humanist patrons, and major intellectual figures such as Cardinal Bessarion. Particular attention is devoted to Giovanni Sofiano and other largely neglected Greek scholars whose activity contributed to the transmission of classical Greek literature to Renaissance Italy. By tracing the movements, collaborations, and manuscript practices of these scribes across European collections, the study reveals the complex dynamics of book production in the decades immediately following the collapse of the Byzantine Empire. More broadly, the book offers an important contribution to the history of Greek manuscript culture, Renaissance humanism, and the preservation of the Greek textual heritage in the Latin West. Through the close study of a single codex, it reconstructs a wider cultural landscape shaped by exile, scholarly mobility, and the collaborative labor behind the survival and dissemination of Greek learning in early modern Europe.

Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda / David Speranzi. - STAMPA. - (2016).

Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda

David Speranzi
2016

Abstract

Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda analizza la produzione, la circolazione e il contesto intellettuale di un manoscritto omerico bilingue del XV secolo conservato a Stoccarda (Württembergische Landesbibliothek, Poet. et Phil. fol. 5°). Attraverso un approccio che integra paleografia, codicologia, filologia e storia culturale, il volume ricostruisce la genesi del codice all’interno dell’ambiente degli eruditi greci emigrati in Italia dopo la caduta di Costantinopoli. Lo studio dimostra che il manoscritto, in precedenza attribuito a un unico copista, fu in realtà realizzato collettivamente da quattro diversi scribi greci attivi a Roma tra il 1461 e il 1462 per il cardinale francese Jean Jouffroy. L’identificazione delle mani, la ricostruzione dei corpora manoscritti e l’analisi delle caratteristiche testuali e decorative consentono di far luce sulle reti culturali che collegavano esuli bizantini, committenti umanisti e figure centrali come il cardinale Basilio Bessarione. Particolare attenzione è dedicata a Giovanni Sofiano e ad altri studiosi greci finora poco noti, il cui lavoro contribuì in modo significativo alla trasmissione della letteratura classica greca nell’Italia rinascimentale. Seguendo gli spostamenti, le collaborazioni e le pratiche scrittorie di questi copisti attraverso collezioni europee, il libro mette in evidenza la complessità dei processi di produzione libraria nei decenni successivi al crollo dell’Impero bizantino. Più in generale, il volume rappresenta un contributo importante alla storia della cultura manoscritta greca, dell’umanesimo rinascimentale e della conservazione del patrimonio testuale ellenico in Occidente. Attraverso lo studio ravvicinato di un singolo codice, l’autore ricostruisce un più ampio panorama culturale segnato dall’esilio, dalla mobilità degli intellettuali e dal lavoro collettivo che rese possibile la sopravvivenza e la diffusione del sapere greco nell’Europa della prima età moderna. Omero, i cardinali e gli esuli. Copisti greci di un manoscritto di Stoccarda investigates the production, circulation, and intellectual context of a fifteenth-century bilingual Homeric manuscript preserved in Stuttgart (Württembergische Landesbibliothek, Poet. et Phil. fol. 5°). Combining palaeographical, codicological, philological, and historical analysis, the study reconstructs the manuscript’s genesis within the milieu of Greek émigré scholars active in Italy after the fall of Constantinople. The volume demonstrates that the manuscript, previously attributed to a single scribe, was in fact produced collaboratively by four different Greek copyists working in Rome between 1461 and 1462 for the French cardinal Jean Jouffroy. Through the identification of scribal hands, the reconstruction of manuscript corpora, and the examination of textual and decorative features, the author sheds new light on the networks linking Byzantine exiles, humanist patrons, and major intellectual figures such as Cardinal Bessarion. Particular attention is devoted to Giovanni Sofiano and other largely neglected Greek scholars whose activity contributed to the transmission of classical Greek literature to Renaissance Italy. By tracing the movements, collaborations, and manuscript practices of these scribes across European collections, the study reveals the complex dynamics of book production in the decades immediately following the collapse of the Byzantine Empire. More broadly, the book offers an important contribution to the history of Greek manuscript culture, Renaissance humanism, and the preservation of the Greek textual heritage in the Latin West. Through the close study of a single codex, it reconstructs a wider cultural landscape shaped by exile, scholarly mobility, and the collaborative labor behind the survival and dissemination of Greek learning in early modern Europe.
2016
978-84-9085-832-5
David Speranzi
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