Lo studio ricostruisce l’evoluzione storica e urbana della città di Dvin tra il IX e il XIV secolo, integrando dati archeologici, fonti scritte e risultati delle indagini più recenti. Attraverso l’analisi delle tecniche costruttive, delle tipologie edilizie e dell’organizzazione spaziale, la ricerca indaga la risposta della città ai mutamenti politici e culturali che caratterizzarono l’Armenia medievale. Dopo la sua fondazione nel IV secolo d.C. e lo sviluppo in epoca sasanide secondo il modello urbano tripartito, Dvin assunse un ruolo di capitale amministrativa e religiosa, funzione mantenuta anche sotto il dominio arabo. L’età califfale introdusse innovazioni architettoniche e costruttive di tradizione esterna, poi abbandonate con l’indebolimento del potere centrale. Tra IX e X secolo la città affrontò una fase di crisi dovuta a eventi sismici e instabilità politica, ma continuò a prosperare come centro commerciale e manifatturiero. In età selgiuchide (XI-XII secolo) si registra un’intensa attività edilizia, con la diffusione di elementi decorativi in stucco e l’uso del laterizio, testimonianza di una piena integrazione nei circuiti artistici del mondo islamico. Dopo la conquista mongola del 1236, Dvin perse le sue funzioni governative e commerciali, avviando un processo di progressiva deurbanizzazione, pur mantenendo un’occupazione residua fino al XIV secolo. Nel lungo periodo, Dvin si configura come una “inherited city” dell’area iranica, capace di adattare la propria struttura urbana ai successivi sistemi imperiali senza mai interrompere del tutto la continuità insediativa, fino al suo definitivo declino.

Material Entanglements nell’Armenia medievale: trasformazioni politiche, religiose e topografiche a Dvin (IX-XIV secolo) / Leonardo Squilloni. - (2026).

Material Entanglements nell’Armenia medievale: trasformazioni politiche, religiose e topografiche a Dvin (IX-XIV secolo).

Leonardo Squilloni
2026

Abstract

Lo studio ricostruisce l’evoluzione storica e urbana della città di Dvin tra il IX e il XIV secolo, integrando dati archeologici, fonti scritte e risultati delle indagini più recenti. Attraverso l’analisi delle tecniche costruttive, delle tipologie edilizie e dell’organizzazione spaziale, la ricerca indaga la risposta della città ai mutamenti politici e culturali che caratterizzarono l’Armenia medievale. Dopo la sua fondazione nel IV secolo d.C. e lo sviluppo in epoca sasanide secondo il modello urbano tripartito, Dvin assunse un ruolo di capitale amministrativa e religiosa, funzione mantenuta anche sotto il dominio arabo. L’età califfale introdusse innovazioni architettoniche e costruttive di tradizione esterna, poi abbandonate con l’indebolimento del potere centrale. Tra IX e X secolo la città affrontò una fase di crisi dovuta a eventi sismici e instabilità politica, ma continuò a prosperare come centro commerciale e manifatturiero. In età selgiuchide (XI-XII secolo) si registra un’intensa attività edilizia, con la diffusione di elementi decorativi in stucco e l’uso del laterizio, testimonianza di una piena integrazione nei circuiti artistici del mondo islamico. Dopo la conquista mongola del 1236, Dvin perse le sue funzioni governative e commerciali, avviando un processo di progressiva deurbanizzazione, pur mantenendo un’occupazione residua fino al XIV secolo. Nel lungo periodo, Dvin si configura come una “inherited city” dell’area iranica, capace di adattare la propria struttura urbana ai successivi sistemi imperiali senza mai interrompere del tutto la continuità insediativa, fino al suo definitivo declino.
2026
Zaroui Pogossian
ITALIA
Leonardo Squilloni
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