La recensione riflette intorno al volume Introduzione alla progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura di Maria Chiara Torricelli, che si colloca all’interno della consolidata tradizione della tecnologia dell’architettura italiana e si propone, con chiarezza di intenti, come un manuale disciplinare. La recensione porta a considerare il volume di Torricelli sia come un compendio disciplinare per la formazione, che come un dispositivo riflessivo per le pratiche del progetto contemporaneo. La sua funzione non sembra essere quella di conchiudere un sapere, ma di costruire un “centro di gravità” all’interno di un campo inevitabilmente mobile e interconnesso. Ed è proprio in questa capacità di tenere insieme struttura disciplinare e apertura ai processi di ibridazione che risiede, probabilmente, il contributo più significativo del libro. Per questo il volume può essere interpretato come un esempio emblematico di disciplina che metabolizza il cambiamento: non ridefinisce i propri confini attraverso una rottura, ma integra progressivamente nuove istanze all’interno del proprio statuto teorico e operativo.

Come ricostruire un baricentro disciplinare: la progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura.Riflessioni a partire dal volume di Maria Chiara Torricelli (2025) / Giuseppe De Luca. - In: URBANISTICA INFORMAZIONI. - ISSN 0392-5005. - ELETTRONICO. - 326:(2026), pp. 122-124.

Come ricostruire un baricentro disciplinare: la progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura.Riflessioni a partire dal volume di Maria Chiara Torricelli (2025)

Giuseppe De Luca
2026

Abstract

La recensione riflette intorno al volume Introduzione alla progettazione tecnologica e ambientale dell’architettura di Maria Chiara Torricelli, che si colloca all’interno della consolidata tradizione della tecnologia dell’architettura italiana e si propone, con chiarezza di intenti, come un manuale disciplinare. La recensione porta a considerare il volume di Torricelli sia come un compendio disciplinare per la formazione, che come un dispositivo riflessivo per le pratiche del progetto contemporaneo. La sua funzione non sembra essere quella di conchiudere un sapere, ma di costruire un “centro di gravità” all’interno di un campo inevitabilmente mobile e interconnesso. Ed è proprio in questa capacità di tenere insieme struttura disciplinare e apertura ai processi di ibridazione che risiede, probabilmente, il contributo più significativo del libro. Per questo il volume può essere interpretato come un esempio emblematico di disciplina che metabolizza il cambiamento: non ridefinisce i propri confini attraverso una rottura, ma integra progressivamente nuove istanze all’interno del proprio statuto teorico e operativo.
2026
Goal 11: Sustainable cities and communities
Goal 17: Partnerships for the goals
Goal 3: Good health and well-being
Giuseppe De Luca
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