Negli ultimi decenni, profondi mutamenti legati alla globalizzazione e all’intensificarsi dei flussi migratori hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono le relazioni familiari. Il libro intende introdurre gli studenti e le studentesse al concetto di famiglie transnazionali. Con questa espressione si indicano quelle famiglie i cui membri vivono separati nello spazio, spesso in paesi diversi, ma che continuano a mantenere relazioni strette e un senso condiviso di appartenenza e benessere collettivo. Il libro illustra come le famiglie transnazionali mettano in discussione alcune assunzioni fondamentali degli studi sulla famiglia. In primo luogo, sfidano l’idea che la prossimità fisica sia una condizione necessaria per la vita familiare. In secondo luogo, contraddicono la visione secondo cui il transnazionalismo rappresenti una fase temporanea destinata a concludersi con il ricongiungimento familiare nel paese di destinazione. Infine, complicano la stessa definizione di nucleo domestico, introducendo configurazioni familiari distribuite su più territori. Per comprendere appieno la complessità delle esperienze familiari transnazionali, il volume adotta la prospettiva del corso della vita di Elder (2001, 2003, 2009). Questo approccio analizza le biografie individuali in relazione al tempo sociale e storico, sottolineando come le vite delle persone siano interconnesse e influenzate dai contesti in cui si svolgono. Il libro si concentra sull’esperienza migratoria italiana nel Regno Unito, come esempio significativo di dinamiche transnazionali e cambiamenti sociali. Le riflessioni presentate derivano da studi etnografici condotti dall’autrice in questo contesto. Il libro è organizzato in tre capitoli centrali che affrontano tre periodi del corso della vita, la gioventù, l’età adulta e la terza età. Il capitolo sui giovani prende in esame l’importanza delle reti diasporiche e transnazionali per la formazione dell’identità culturale tra i giovani migranti. Questa attenzione alle identità transnazionali e diasporiche dei giovani risponde direttamente ai dibattiti politici e agli studi sulle migrazioni in questo ambito, che si sono concentrati sulla presunta crisi dei giovani appartenenti a minoranze etniche e sulla loro percepita marginalizzazione ed esclusione sociale. Il capitolo amplia i parametri del dibattito esplorando cosa significhi per questi giovani essere cresciuti in un campo sociale transnazionale. L’enfasi è posta sui processi identitari, concentrandosi sui modi in cui i giovani migranti “fanno transnazionalismo” e, attraverso questo processo, stanno anche “facendo identità” (incluse identità intrecciate di razza, etnia, genere, classe e orientamento sessuale). ll capitolo successivo si concentra sulla fase centrale del corso della vita, analizzando le esperienze degli adulti migranti che si trovano a negoziare lavoro e vita familiare attraverso i confini in tempi di crisi. Il caso di studio è quello della Brexit, un evento particolarmente destabilizzante secondo la letteratura. Il capitolo analizza le strategie di adattamento che i migranti europei hanno introdotto per affrontare la condizione di sospensione causata da questo evento geopolitico. L’ultima parte del libro si concentra sull’invecchiamento nel contesto del transnazionalismo. Utilizzando il quadro teorico di Levitt e Glick Schiller (2004), si concentra dapprima sui “modi di essere” (ways of being) dei migranti e successivamente sui loro “modi di appartenere” (ways of belonging). Il capitolo sostiene che una lente transnazionale sia necessaria per comprendere le esperienze dei migranti anziani e che l’attenzione alle persone anziane debba essere integrata negli studi sul transnazionalismo. Il libro riflette sui i casi presentati mettendo in evidenza l’importanza di una prospettiva transnazionale e di lungo periodo per comprendere la vita familiare contemporanea e le traiettorie migratorie. Sottolinea inoltre la rilevanza di un approccio basato sul corso della vita per collegare le biografie individuali ai legami relazionali e ai più ampi cambiamenti sociali e geopolitici che si dispiegano nello spazio e nel tempo.

Famiglie transnazionali e corso della vita attraverso i confini / Elisabetta Zontini. - ELETTRONICO. - (2026).

Famiglie transnazionali e corso della vita attraverso i confini

Elisabetta Zontini
2026

Abstract

Negli ultimi decenni, profondi mutamenti legati alla globalizzazione e all’intensificarsi dei flussi migratori hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone vivono le relazioni familiari. Il libro intende introdurre gli studenti e le studentesse al concetto di famiglie transnazionali. Con questa espressione si indicano quelle famiglie i cui membri vivono separati nello spazio, spesso in paesi diversi, ma che continuano a mantenere relazioni strette e un senso condiviso di appartenenza e benessere collettivo. Il libro illustra come le famiglie transnazionali mettano in discussione alcune assunzioni fondamentali degli studi sulla famiglia. In primo luogo, sfidano l’idea che la prossimità fisica sia una condizione necessaria per la vita familiare. In secondo luogo, contraddicono la visione secondo cui il transnazionalismo rappresenti una fase temporanea destinata a concludersi con il ricongiungimento familiare nel paese di destinazione. Infine, complicano la stessa definizione di nucleo domestico, introducendo configurazioni familiari distribuite su più territori. Per comprendere appieno la complessità delle esperienze familiari transnazionali, il volume adotta la prospettiva del corso della vita di Elder (2001, 2003, 2009). Questo approccio analizza le biografie individuali in relazione al tempo sociale e storico, sottolineando come le vite delle persone siano interconnesse e influenzate dai contesti in cui si svolgono. Il libro si concentra sull’esperienza migratoria italiana nel Regno Unito, come esempio significativo di dinamiche transnazionali e cambiamenti sociali. Le riflessioni presentate derivano da studi etnografici condotti dall’autrice in questo contesto. Il libro è organizzato in tre capitoli centrali che affrontano tre periodi del corso della vita, la gioventù, l’età adulta e la terza età. Il capitolo sui giovani prende in esame l’importanza delle reti diasporiche e transnazionali per la formazione dell’identità culturale tra i giovani migranti. Questa attenzione alle identità transnazionali e diasporiche dei giovani risponde direttamente ai dibattiti politici e agli studi sulle migrazioni in questo ambito, che si sono concentrati sulla presunta crisi dei giovani appartenenti a minoranze etniche e sulla loro percepita marginalizzazione ed esclusione sociale. Il capitolo amplia i parametri del dibattito esplorando cosa significhi per questi giovani essere cresciuti in un campo sociale transnazionale. L’enfasi è posta sui processi identitari, concentrandosi sui modi in cui i giovani migranti “fanno transnazionalismo” e, attraverso questo processo, stanno anche “facendo identità” (incluse identità intrecciate di razza, etnia, genere, classe e orientamento sessuale). ll capitolo successivo si concentra sulla fase centrale del corso della vita, analizzando le esperienze degli adulti migranti che si trovano a negoziare lavoro e vita familiare attraverso i confini in tempi di crisi. Il caso di studio è quello della Brexit, un evento particolarmente destabilizzante secondo la letteratura. Il capitolo analizza le strategie di adattamento che i migranti europei hanno introdotto per affrontare la condizione di sospensione causata da questo evento geopolitico. L’ultima parte del libro si concentra sull’invecchiamento nel contesto del transnazionalismo. Utilizzando il quadro teorico di Levitt e Glick Schiller (2004), si concentra dapprima sui “modi di essere” (ways of being) dei migranti e successivamente sui loro “modi di appartenere” (ways of belonging). Il capitolo sostiene che una lente transnazionale sia necessaria per comprendere le esperienze dei migranti anziani e che l’attenzione alle persone anziane debba essere integrata negli studi sul transnazionalismo. Il libro riflette sui i casi presentati mettendo in evidenza l’importanza di una prospettiva transnazionale e di lungo periodo per comprendere la vita familiare contemporanea e le traiettorie migratorie. Sottolinea inoltre la rilevanza di un approccio basato sul corso della vita per collegare le biografie individuali ai legami relazionali e ai più ampi cambiamenti sociali e geopolitici che si dispiegano nello spazio e nel tempo.
2026
979-12-215-1040-9
Elisabetta Zontini
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Utilizza questo identificatore per citare o creare un link a questa risorsa: https://hdl.handle.net/2158/1475552
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