La complessa rete di trasformazioni socioculturali sollecitate dalle accelerazioni tecnologiche diffuse ad ogni latitudine, e la crescente frammentarietà dei contesti urbani contemporanei, influenzano ampiamente la vita delle persone e mantengono viva l’urgenza di ripensare in maniera organica il ruolo educativo e formativo delle città. D'altra parte, la riflessione sul presente e sul futuro delle città, e delle comunità, è quanto mai urgente sulla base del crescente aumento della popolazione anziana nella società divenuta, da tempo, una questione da affrontare in maniera sistematica per gestire effetti sociali ed economici ineludibili (Istat, 2023). Questa tendenza, già in atto da almeno un ventennio, pone in evidenza la necessità di formare l’ageing (Boffo, 2022), di ripensare le politiche urbane e sociali per sostenere l’invecchiamento attivo, e ri-creare città “age-friendly” che facilitino una vita sana, indipendente e socialmente inclusiva per tutte le fasce d’età (Buffel et al., 2012). Per questo, assume grande rilevanza la possibilità di ripensare gli spazi di vita, pubblici e privati, come luoghi che favoriscano il benessere e l’invecchiamento attivo, definito come il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza al fine di migliorare la qualità di vita delle persone anziane (World Health Organization, 2002). In questa ottica, il modello learning city rappresenta una prospettiva pedagogica innovativa e sistemica per ripensare il ruolo educativo della città nel promuovere l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita (Osborne, Piazza, 2023). Tale modello, fortemente sostenuto dalle linee guida dell’UNESCO (Institute for Lifelong Learning, 2017), riconosce alla città il compito di farsi agente educativo diffuso, capace di integrare saperi formali, non formali e informali in un orizzonte di inclusione, equità e partecipazione. In questo alveo, il contributo propone alcune riflessioni sullo stato dell’arte delineato attraverso una narrative literature review riferita al tema dell’“active ageing” nel contesto europeo in relazione alla riqualificazione e al ripensamento di contesti urbani in chiave “age-friendly” (World Health Organization, 2023) attraverso la visione delle città per tutte le fasi della vita. ---------------------------------------------------------------------------------------------- The complex network of sociocultural transformations prompted by technological accelerations occurring across all latitudes, together with the growing fragmentation of contemporary urban contexts, profoundly affects people’s lives and keeps alive the urgency of organically rethinking the educational and formative role of cities. At the same time, reflection on the present and future of cities and communities is increasingly urgent in light of the growing ageing of the population, which has long become an issue to be addressed systematically in order to manage unavoidable social and economic effects (Istat, 2023). This trend, already underway for at least two decades, highlights the need to educate for ageing (Boffo, 2022), to rethink urban and social policies in support of active ageing, and to re-create “age-friendly” cities that facilitate healthy, independent, and socially inclusive living for all age groups (Buffel et al., 2012). For this reason, particular relevance is attached to the possibility of rethinking public and private living spaces as places capable of fostering well-being and active ageing, understood as the process of optimizing opportunities for health, participation, and security in order to enhance the quality of life of older people (World Health Organization, 2002). From this perspective, the learning city model represents an innovative and systemic pedagogical approach for rethinking the educational role of the city in promoting lifelong learning (Osborne, Piazza, 2023). Strongly supported by UNESCO guidelines (Institute for Lifelong Learning, 2017), this model assigns to the city the role of a widespread educational agent, capable of integrating formal, non-formal, and informal knowledge within a framework of inclusion, equity, and participation. Within this framework, the paper offers a set of reflections on the state of the art, outlined through a narrative literature review focused on “active ageing” in the European context, in relation to the regeneration and rethinking of urban environments from an “age-friendly” perspective (World Health Organization, 2023), through the vision of cities for all stages of life.

La centralità del modello learning city e l’evoluzione delle città per tutte le età / Maria Grazia Proli. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 470-474. (La qualità della formazione come responsabilità sociale Prospettive di ricerca, modelli pedagogici, pratiche educative e didattiche tra tradizione e innovazione Università di Parma 19-21 giugno 2025).

La centralità del modello learning city e l’evoluzione delle città per tutte le età

Maria Grazia Proli
2026

Abstract

La complessa rete di trasformazioni socioculturali sollecitate dalle accelerazioni tecnologiche diffuse ad ogni latitudine, e la crescente frammentarietà dei contesti urbani contemporanei, influenzano ampiamente la vita delle persone e mantengono viva l’urgenza di ripensare in maniera organica il ruolo educativo e formativo delle città. D'altra parte, la riflessione sul presente e sul futuro delle città, e delle comunità, è quanto mai urgente sulla base del crescente aumento della popolazione anziana nella società divenuta, da tempo, una questione da affrontare in maniera sistematica per gestire effetti sociali ed economici ineludibili (Istat, 2023). Questa tendenza, già in atto da almeno un ventennio, pone in evidenza la necessità di formare l’ageing (Boffo, 2022), di ripensare le politiche urbane e sociali per sostenere l’invecchiamento attivo, e ri-creare città “age-friendly” che facilitino una vita sana, indipendente e socialmente inclusiva per tutte le fasce d’età (Buffel et al., 2012). Per questo, assume grande rilevanza la possibilità di ripensare gli spazi di vita, pubblici e privati, come luoghi che favoriscano il benessere e l’invecchiamento attivo, definito come il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza al fine di migliorare la qualità di vita delle persone anziane (World Health Organization, 2002). In questa ottica, il modello learning city rappresenta una prospettiva pedagogica innovativa e sistemica per ripensare il ruolo educativo della città nel promuovere l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita (Osborne, Piazza, 2023). Tale modello, fortemente sostenuto dalle linee guida dell’UNESCO (Institute for Lifelong Learning, 2017), riconosce alla città il compito di farsi agente educativo diffuso, capace di integrare saperi formali, non formali e informali in un orizzonte di inclusione, equità e partecipazione. In questo alveo, il contributo propone alcune riflessioni sullo stato dell’arte delineato attraverso una narrative literature review riferita al tema dell’“active ageing” nel contesto europeo in relazione alla riqualificazione e al ripensamento di contesti urbani in chiave “age-friendly” (World Health Organization, 2023) attraverso la visione delle città per tutte le fasi della vita. ---------------------------------------------------------------------------------------------- The complex network of sociocultural transformations prompted by technological accelerations occurring across all latitudes, together with the growing fragmentation of contemporary urban contexts, profoundly affects people’s lives and keeps alive the urgency of organically rethinking the educational and formative role of cities. At the same time, reflection on the present and future of cities and communities is increasingly urgent in light of the growing ageing of the population, which has long become an issue to be addressed systematically in order to manage unavoidable social and economic effects (Istat, 2023). This trend, already underway for at least two decades, highlights the need to educate for ageing (Boffo, 2022), to rethink urban and social policies in support of active ageing, and to re-create “age-friendly” cities that facilitate healthy, independent, and socially inclusive living for all age groups (Buffel et al., 2012). For this reason, particular relevance is attached to the possibility of rethinking public and private living spaces as places capable of fostering well-being and active ageing, understood as the process of optimizing opportunities for health, participation, and security in order to enhance the quality of life of older people (World Health Organization, 2002). From this perspective, the learning city model represents an innovative and systemic pedagogical approach for rethinking the educational role of the city in promoting lifelong learning (Osborne, Piazza, 2023). Strongly supported by UNESCO guidelines (Institute for Lifelong Learning, 2017), this model assigns to the city the role of a widespread educational agent, capable of integrating formal, non-formal, and informal knowledge within a framework of inclusion, equity, and participation. Within this framework, the paper offers a set of reflections on the state of the art, outlined through a narrative literature review focused on “active ageing” in the European context, in relation to the regeneration and rethinking of urban environments from an “age-friendly” perspective (World Health Organization, 2023), through the vision of cities for all stages of life.
2026
La qualità della formazione come responsabilità sociale Prospettive di ricerca, modelli pedagogici, pratiche educative e didattiche tra tradizione e innovazione
La qualità della formazione come responsabilità sociale Prospettive di ricerca, modelli pedagogici, pratiche educative e didattiche tra tradizione e innovazione
Università di Parma
19-21 giugno 2025
Goal 4: Quality education
Goal 11: Sustainable cities and communities
Maria Grazia Proli
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