La tesi intende approfondire le potenzialità degli istituti di giustizia consensuale, quei percorsi di gestione del conflitto fondati sul dialogo tra le parti e la valorizzazione dei rispettivi interessi, quali approcci capaci di supportare la gestione dei rischi e la prevenzione dei danni ambientali. L’analisi, a tal fine, si concentra in particolare sulla realtà dell’impresa, specialmente di grandi dimensioni e quotata, chiamata a operare in un contesto soggettivo e normativo multilivello in materia di sostenibilità, nel rispetto di obiettivi che influenzano lo scopo della società, l’organizzazione aziendale e i fini dell’iniziativa economica privata. Lo studio si apre con una ricostruzione sull’evoluzione del diritto dell’ambiente e i suoi princìpi, integrata da uno sguardo necessariamente comparatistico, per poi esaminare i concetti giuridici di rischio e danno ambientale e il loro impatto sulla società civile e l’economia, approfondito anche attraverso il confronto empirico con esperti del settore attivi sulla sostenibilità. Osservando la gravità delle ricadute dei conflitti ambientali, emergono i limiti dei tradizionali percorsi aggiudicativi, che agiscono successivamente agli eventi lesivi che hanno quindi già prodotto conseguenze talvolta irreversibili, non considerando adeguatamente la complessità dei danni in esame e la natura diffusa degli interessi coinvolti. Si sollecitano perciò percorsi di giustizia orientati alla prevenzione, capaci di considerare gli interessi presenti. La riflessione origina dallo studio della dottrina, in particolare delle teorie del diritto commerciale, per suggerire di rileggere la giustizia consensuale, non solo come alternativa alla giurisdizione, ma quale leva organizzativa e relazionale a supporto della compliance ambientale dell’impresa, a fronte della nuova legislazione europea e nazionale. A tal fine, specialmente la facilitazione e i Dispute Boards vengono approfonditi quali modelli proattivi di gestione del rischio naturale, idonei a favorire il coinvolgimento degli stakeholders, migliorando la qualità della comunicazione e prevenendo l’insorgere dei conflitti. In conclusione, il lavoro mira a dimostrare l’efficacia ed efficienza degli istituti di giustizia consensuale a supporto dei modelli organizzativi dell’impresa, avanzando l’idea che configurandoli integrati nel sistema giuridico siano in grado di contribuire allo sviluppo di un’adeguata tutela ambientale, fondata sulla partecipazione e la cooperazione, in coerenza con gli obiettivi della sostenibilità. The thesis explores the potential of consensual justice mechanisms — namely, methods of conflict management based on dialogue between the parties and on the recognition of their respective interests— as tools capable of supporting risk management and preventing environmental harm. To this end, the analysis focuses primarily on corporations, particularly large and publicly listed companies, which operate within a complex multi-level legal and institutional framework. Thus, they are required to pursue objectives that increasingly shape corporate purpose, organisational structures, and private business initiative. The dissertation begins with an examination of the evolution of environmental law and its fundamental principles, complemented by a comparative perspective. It then analyses the legal concepts of environmental risk and environmental damage and their impact on society and the economy, drawing also on empirical insights gathered through interviews with sustainability professionals. Against the backdrop of the serious consequences arising from environmental conflicts, the dissertation highlights the limitations of traditional adjudicative mechanisms of dispute resolution, which typically intervene only after harmful events have occurred and often after irreversible damage has already been caused. It therefore argues for preventive models of justice capable of taking into account the interests at stake before environmental damage materialises. Building upon commercial law scholarship, the study proposes a reinterpretation of consensual justice not merely as an alternative to judicial proceedings, but as an organisational and relational instrument capable of strengthening corporate environmental compliance in light of recent European and national legislation. In particular, facilitation and Dispute Boards are examined as proactive mechanisms for managing environmental risk, capable of promoting stakeholder engagement, improving the quality of communication, and preventing the emergence of conflicts. In conclusion, the dissertation seeks to demonstrate the effectiveness and efficiency of consensual justice mechanisms in supporting corporate organisational models. It argues that, when properly integrated into the legal framework, these mechanisms can make a significant contribution to environmental protection by fostering participation and cooperation, consistently with the objectives of sustainable development.
Rischio e danno ambientale: percorsi di giustizia consensuale per la sostenibilità dell'impresa / Lorenzo Tomassini. - (2026).
Rischio e danno ambientale: percorsi di giustizia consensuale per la sostenibilità dell'impresa
Lorenzo Tomassini
2026
Abstract
La tesi intende approfondire le potenzialità degli istituti di giustizia consensuale, quei percorsi di gestione del conflitto fondati sul dialogo tra le parti e la valorizzazione dei rispettivi interessi, quali approcci capaci di supportare la gestione dei rischi e la prevenzione dei danni ambientali. L’analisi, a tal fine, si concentra in particolare sulla realtà dell’impresa, specialmente di grandi dimensioni e quotata, chiamata a operare in un contesto soggettivo e normativo multilivello in materia di sostenibilità, nel rispetto di obiettivi che influenzano lo scopo della società, l’organizzazione aziendale e i fini dell’iniziativa economica privata. Lo studio si apre con una ricostruzione sull’evoluzione del diritto dell’ambiente e i suoi princìpi, integrata da uno sguardo necessariamente comparatistico, per poi esaminare i concetti giuridici di rischio e danno ambientale e il loro impatto sulla società civile e l’economia, approfondito anche attraverso il confronto empirico con esperti del settore attivi sulla sostenibilità. Osservando la gravità delle ricadute dei conflitti ambientali, emergono i limiti dei tradizionali percorsi aggiudicativi, che agiscono successivamente agli eventi lesivi che hanno quindi già prodotto conseguenze talvolta irreversibili, non considerando adeguatamente la complessità dei danni in esame e la natura diffusa degli interessi coinvolti. Si sollecitano perciò percorsi di giustizia orientati alla prevenzione, capaci di considerare gli interessi presenti. La riflessione origina dallo studio della dottrina, in particolare delle teorie del diritto commerciale, per suggerire di rileggere la giustizia consensuale, non solo come alternativa alla giurisdizione, ma quale leva organizzativa e relazionale a supporto della compliance ambientale dell’impresa, a fronte della nuova legislazione europea e nazionale. A tal fine, specialmente la facilitazione e i Dispute Boards vengono approfonditi quali modelli proattivi di gestione del rischio naturale, idonei a favorire il coinvolgimento degli stakeholders, migliorando la qualità della comunicazione e prevenendo l’insorgere dei conflitti. In conclusione, il lavoro mira a dimostrare l’efficacia ed efficienza degli istituti di giustizia consensuale a supporto dei modelli organizzativi dell’impresa, avanzando l’idea che configurandoli integrati nel sistema giuridico siano in grado di contribuire allo sviluppo di un’adeguata tutela ambientale, fondata sulla partecipazione e la cooperazione, in coerenza con gli obiettivi della sostenibilità. The thesis explores the potential of consensual justice mechanisms — namely, methods of conflict management based on dialogue between the parties and on the recognition of their respective interests— as tools capable of supporting risk management and preventing environmental harm. To this end, the analysis focuses primarily on corporations, particularly large and publicly listed companies, which operate within a complex multi-level legal and institutional framework. Thus, they are required to pursue objectives that increasingly shape corporate purpose, organisational structures, and private business initiative. The dissertation begins with an examination of the evolution of environmental law and its fundamental principles, complemented by a comparative perspective. It then analyses the legal concepts of environmental risk and environmental damage and their impact on society and the economy, drawing also on empirical insights gathered through interviews with sustainability professionals. Against the backdrop of the serious consequences arising from environmental conflicts, the dissertation highlights the limitations of traditional adjudicative mechanisms of dispute resolution, which typically intervene only after harmful events have occurred and often after irreversible damage has already been caused. It therefore argues for preventive models of justice capable of taking into account the interests at stake before environmental damage materialises. Building upon commercial law scholarship, the study proposes a reinterpretation of consensual justice not merely as an alternative to judicial proceedings, but as an organisational and relational instrument capable of strengthening corporate environmental compliance in light of recent European and national legislation. In particular, facilitation and Dispute Boards are examined as proactive mechanisms for managing environmental risk, capable of promoting stakeholder engagement, improving the quality of communication, and preventing the emergence of conflicts. In conclusion, the dissertation seeks to demonstrate the effectiveness and efficiency of consensual justice mechanisms in supporting corporate organisational models. It argues that, when properly integrated into the legal framework, these mechanisms can make a significant contribution to environmental protection by fostering participation and cooperation, consistently with the objectives of sustainable development.| File | Dimensione | Formato | |
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