Questa tesi analizza il ruolo dell’apprendimento del putonghua nella costruzione e trasformazione delle soggettività dei giovani sinodiscendenti a Palermo, interrogando criticamente la nozione di “lingua ereditaria” nel contesto delle migrazioni contemporanee. Muovendo da un approccio etnografico e transdisciplinare, il lavoro si colloca all’incrocio tra sinologia, sociolinguistica critica, studi sulle migrazioni, antropologia dell’educazione, con l’obiettivo di comprendere come le pratiche linguistiche partecipino alla negoziazione di identità, appartenenze e posizionamenti sociali. La ricerca prende avvio da una problematizzazione del concetto stesso di lingua ereditaria, mostrando come esso sia storicamente situato e profondamente intrecciato a ideologie linguistiche, dinamiche di potere e processi di standardizzazione. Nel caso del cinese, l’uso del termine “lingua ereditaria” tende spesso a occultare la pluralità interna delle varietà sinitiche e a naturalizzare il ruolo del putonghua come lingua “nazionale” e “originaria”. Attraverso un’analisi genealogica, la tesi ricostruisce i processi storici e politici che hanno portato all’affermazione del putonghua come lingua egemonica nella Repubblica Popolare Cinese e, più recentemente, nello spazio sinofono globale, evidenziando come questa egemonia si estenda anche ai contesti diasporici. Il lavoro si fonda su un’indagine etnografica condotta a Palermo, basata su interviste in profondità, osservazione partecipante e analisi delle pratiche educative in contesti formali e informali. Gli interlocutori sono giovani di origine cinese, appartenenti principalmente alla seconda generazione, cresciuti in un ambiente plurilingue caratterizzato dalla coesistenza di italiano, putonghua e varianti locali come il wenzhouhua e il qingtianhua. L’analisi dei loro repertori linguistici mostra come l’uso delle lingue non risponda a una logica di separazione netta, ma si configuri come un insieme dinamico di pratiche di translanguaging, attraverso cui i soggetti costruiscono significati, relazioni e posizionamenti identitari mutevoli. La tesi evidenzia come il putonghua non possa essere considerato una lingua ereditaria in senso statico o meramente trasmissivo. Al contrario, esso diventa “lingua ereditaria” solo nella misura in cui viene attivamente investito di significati dai soggetti, all’interno di specifiche condizioni sociali, educative e politiche. Per alcuni giovani, lo studio del cinese rappresenta un modo per mantenere un legame simbolico con le origini familiari; per altri, è una risorsa strategica legata alla mobilità, al capitale linguistico e alle opportunità educative e professionali. In tutti i casi, l’apprendimento del putonghua si configura come una pratica situata, che contribuisce alla produzione di una cinesità plurale, non essenzializzata e continuamente negoziata. 2 Un’attenzione particolare è dedicata al ruolo delle scuole di lingua cinese, analizzate come spazi centrali nella socializzazione linguistica e nella costruzione della cinesità. Attraverso il confronto tra il caso di Palermo e quello di Salonicco, la ricerca mostra come le scuole ereditarie operino all’interno di tensioni tra istanze istituzionali, aspettative familiari e traiettorie biografiche degli studenti. Lungi dall’essere semplici luoghi di trasmissione linguistica, esse emergono come contesti in cui si producono gerarchie, narrazioni identitarie e forme di inclusione ed esclusione. Nel complesso, la tesi contribuisce al dibattito sulle lingue ereditarie proponendo una lettura critica del putonghua come lingua egemonica e al tempo stesso come risorsa negoziata, mostrando come lingua, identità e soggettività non precedano le pratiche linguistiche, ma ne siano il prodotto. English version Young sino-descendants and Putonghua as a Heritage Language. A Study on the Role of Language in the Negotiation and Transformation of Subjectivities in Palermo. This dissertation examines the role of Putonghua in the construction and transformation of subjectivities among young Sino-descendants in Palermo, critically interrogating the notion of “heritage language” within contemporary migration contexts. Adopting an ethnographic and transdisciplinary approach, the study draws on Chinese studies, critical sociolinguistics, migration studies, anthropology of education to explore how language practices shape identity negotiations, senses of belonging and social positioning. The research begins by problematising the concept of heritage language, arguing that it is historically situated and deeply embedded in linguistic ideologies and power relations. In the case of Chinese, the widespread use of the term “heritage language” often obscures the internal diversity of Sinitic varieties and naturalises the status of Putonghua as both a national and ancestral language. Through a genealogical analysis, the dissertation reconstructs the political and historical processes that have led to the consolidation of Putonghua as an hegemonic language within the People’s Republic of China and, more recently, across the global Sinophone space. Particular attention is paid to the ways in which this hegemony extends to diasporic contexts, progressively marginalising local varieties that were previously transmitted within families. Empirically, the study is based on ethnographic fieldwork conducted in Palermo, including in-depth interviews, participant observation and the analysis of educational practices in both formal and informal settings. The interlocutors are young people of Chinese origin, mainly belonging to the second generation, who have grown up in a multilingual environment characterised by the coexistence of Italian, Putonghua and local varieties such as Wenzhouhua and Qingtianhua. The analysis of their linguistic repertoires reveals that language use does not follow a model of clear-cut separation, but rather takes the form of dynamic translanguaging practices through which speakers construct meanings, relationships and shifting identity positions. The findings show that Putonghua cannot be understood as a heritage language in a static or purely transmissive sense. Instead, it becomes a heritage language only insofar as it is actively invested with meaning by speakers within specific social, educational and political conditions. For some interlocutors, studying Chinese represents a way of maintaining a symbolic connection with family origins; for others, it is a strategic resource linked to mobility, linguistic capital and educational or professional opportunities. In all cases, the learning of Putonghua emerges as a situated practice that contributes to the production of multiple, non-essentialised forms of Chineseness that are continuously negotiated over time. A central focus of the dissertation is the role of Chinese heritage schools as key sites of linguistic socialisation and identity construction. Through a comparison between the case of Palermo and that of Thessaloniki, Greece, the study highlights how these schools operate within tensions between institutional agendas, family expectations and students’ biographical trajectories. Far from being 3 neutral spaces of language transmission, heritage schools emerge as arenas where hierarchies, identity narratives and mechanisms of inclusion and exclusion are produced and contested. Overall, the dissertation contributes to the field of heritage language studies by offering a critical reading of Putonghua as both an hegemonic language and a negotiated resource. It challenges essentialist understandings of language and identity, arguing that subjectivities, belongings and linguistic identities do not precede language practices, but are produced through them. By situating the experiences of young Sino-descendants in Palermo within broader Sinophone and global dynamics, the study provides new insights into the complex relationships between language, power and subjectivity in contemporary migrant societies.
Giovani sinodiscendenti e putonghua come lingua ereditaria. Uno studio sul ruolo della lingua nella negoziazione e trasformazione delle soggettività a Palermo / Rizzuto Giuseppe. - (2026).
Giovani sinodiscendenti e putonghua come lingua ereditaria. Uno studio sul ruolo della lingua nella negoziazione e trasformazione delle soggettività a Palermo
Rizzuto Giuseppe
2026
Abstract
Questa tesi analizza il ruolo dell’apprendimento del putonghua nella costruzione e trasformazione delle soggettività dei giovani sinodiscendenti a Palermo, interrogando criticamente la nozione di “lingua ereditaria” nel contesto delle migrazioni contemporanee. Muovendo da un approccio etnografico e transdisciplinare, il lavoro si colloca all’incrocio tra sinologia, sociolinguistica critica, studi sulle migrazioni, antropologia dell’educazione, con l’obiettivo di comprendere come le pratiche linguistiche partecipino alla negoziazione di identità, appartenenze e posizionamenti sociali. La ricerca prende avvio da una problematizzazione del concetto stesso di lingua ereditaria, mostrando come esso sia storicamente situato e profondamente intrecciato a ideologie linguistiche, dinamiche di potere e processi di standardizzazione. Nel caso del cinese, l’uso del termine “lingua ereditaria” tende spesso a occultare la pluralità interna delle varietà sinitiche e a naturalizzare il ruolo del putonghua come lingua “nazionale” e “originaria”. Attraverso un’analisi genealogica, la tesi ricostruisce i processi storici e politici che hanno portato all’affermazione del putonghua come lingua egemonica nella Repubblica Popolare Cinese e, più recentemente, nello spazio sinofono globale, evidenziando come questa egemonia si estenda anche ai contesti diasporici. Il lavoro si fonda su un’indagine etnografica condotta a Palermo, basata su interviste in profondità, osservazione partecipante e analisi delle pratiche educative in contesti formali e informali. Gli interlocutori sono giovani di origine cinese, appartenenti principalmente alla seconda generazione, cresciuti in un ambiente plurilingue caratterizzato dalla coesistenza di italiano, putonghua e varianti locali come il wenzhouhua e il qingtianhua. L’analisi dei loro repertori linguistici mostra come l’uso delle lingue non risponda a una logica di separazione netta, ma si configuri come un insieme dinamico di pratiche di translanguaging, attraverso cui i soggetti costruiscono significati, relazioni e posizionamenti identitari mutevoli. La tesi evidenzia come il putonghua non possa essere considerato una lingua ereditaria in senso statico o meramente trasmissivo. Al contrario, esso diventa “lingua ereditaria” solo nella misura in cui viene attivamente investito di significati dai soggetti, all’interno di specifiche condizioni sociali, educative e politiche. Per alcuni giovani, lo studio del cinese rappresenta un modo per mantenere un legame simbolico con le origini familiari; per altri, è una risorsa strategica legata alla mobilità, al capitale linguistico e alle opportunità educative e professionali. In tutti i casi, l’apprendimento del putonghua si configura come una pratica situata, che contribuisce alla produzione di una cinesità plurale, non essenzializzata e continuamente negoziata. 2 Un’attenzione particolare è dedicata al ruolo delle scuole di lingua cinese, analizzate come spazi centrali nella socializzazione linguistica e nella costruzione della cinesità. Attraverso il confronto tra il caso di Palermo e quello di Salonicco, la ricerca mostra come le scuole ereditarie operino all’interno di tensioni tra istanze istituzionali, aspettative familiari e traiettorie biografiche degli studenti. Lungi dall’essere semplici luoghi di trasmissione linguistica, esse emergono come contesti in cui si producono gerarchie, narrazioni identitarie e forme di inclusione ed esclusione. Nel complesso, la tesi contribuisce al dibattito sulle lingue ereditarie proponendo una lettura critica del putonghua come lingua egemonica e al tempo stesso come risorsa negoziata, mostrando come lingua, identità e soggettività non precedano le pratiche linguistiche, ma ne siano il prodotto. English version Young sino-descendants and Putonghua as a Heritage Language. A Study on the Role of Language in the Negotiation and Transformation of Subjectivities in Palermo. This dissertation examines the role of Putonghua in the construction and transformation of subjectivities among young Sino-descendants in Palermo, critically interrogating the notion of “heritage language” within contemporary migration contexts. Adopting an ethnographic and transdisciplinary approach, the study draws on Chinese studies, critical sociolinguistics, migration studies, anthropology of education to explore how language practices shape identity negotiations, senses of belonging and social positioning. The research begins by problematising the concept of heritage language, arguing that it is historically situated and deeply embedded in linguistic ideologies and power relations. In the case of Chinese, the widespread use of the term “heritage language” often obscures the internal diversity of Sinitic varieties and naturalises the status of Putonghua as both a national and ancestral language. Through a genealogical analysis, the dissertation reconstructs the political and historical processes that have led to the consolidation of Putonghua as an hegemonic language within the People’s Republic of China and, more recently, across the global Sinophone space. Particular attention is paid to the ways in which this hegemony extends to diasporic contexts, progressively marginalising local varieties that were previously transmitted within families. Empirically, the study is based on ethnographic fieldwork conducted in Palermo, including in-depth interviews, participant observation and the analysis of educational practices in both formal and informal settings. The interlocutors are young people of Chinese origin, mainly belonging to the second generation, who have grown up in a multilingual environment characterised by the coexistence of Italian, Putonghua and local varieties such as Wenzhouhua and Qingtianhua. The analysis of their linguistic repertoires reveals that language use does not follow a model of clear-cut separation, but rather takes the form of dynamic translanguaging practices through which speakers construct meanings, relationships and shifting identity positions. The findings show that Putonghua cannot be understood as a heritage language in a static or purely transmissive sense. Instead, it becomes a heritage language only insofar as it is actively invested with meaning by speakers within specific social, educational and political conditions. For some interlocutors, studying Chinese represents a way of maintaining a symbolic connection with family origins; for others, it is a strategic resource linked to mobility, linguistic capital and educational or professional opportunities. In all cases, the learning of Putonghua emerges as a situated practice that contributes to the production of multiple, non-essentialised forms of Chineseness that are continuously negotiated over time. A central focus of the dissertation is the role of Chinese heritage schools as key sites of linguistic socialisation and identity construction. Through a comparison between the case of Palermo and that of Thessaloniki, Greece, the study highlights how these schools operate within tensions between institutional agendas, family expectations and students’ biographical trajectories. Far from being 3 neutral spaces of language transmission, heritage schools emerge as arenas where hierarchies, identity narratives and mechanisms of inclusion and exclusion are produced and contested. Overall, the dissertation contributes to the field of heritage language studies by offering a critical reading of Putonghua as both an hegemonic language and a negotiated resource. It challenges essentialist understandings of language and identity, arguing that subjectivities, belongings and linguistic identities do not precede language practices, but are produced through them. By situating the experiences of young Sino-descendants in Palermo within broader Sinophone and global dynamics, the study provides new insights into the complex relationships between language, power and subjectivity in contemporary migrant societies.| File | Dimensione | Formato | |
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