L’approccio autobiografico-narrativo si è ormai affermato in modo solido all’interno della ricerca pedagogica ed educativa, configurandosi come un’opportunità preziosa per accedere agli universi di significato spesso sommersi dell’esperienza. Esso consente infatti di attingere direttamente ai paesaggi interiori dell’altro che, espressi in forma narrativa, si configurano come veri e propri patrimoni immateriali, capaci di restituire prospettive uniche sui fenomeni oggetto di studio (Atkinson, 2002). In tale prospettiva, è fondamentale considerare che la narrazione, già riconosciuta come processo radicato nella natura umana, assuma, nel racconto di sé, una rilevanza pedagogicamente densa di implicazioni. Raccontarsi permette l’accesso alle proprie dimensioni più profonde, intrecciando la narrazione con la propria essenza e alimentando quel continuo processo in fieri volto alla costruzione di nuove forme (Togni, 2024). Attraverso un’azione retrospettiva, la persona è in grado di rileggere il proprio passato, generando senso e orientamento nel presente e nel futuro. Ciò risulta particolarmente significativo nei momenti di inquietudine, in cui il narrare di sé si costituisce come un’occasione di cura sui (Cambi, 2010). Tali considerazioni mettono in luce la rilevanza dei metodi biografici e autobiografici, e delle loro potenzialità educative, formative e curative, nello studio delle transizioni che accompagnano il corso della vita. Queste, sempre più al centro dell’attenzione nell’Educazione degli Adulti, implicano il passaggio da una condizione all’altra, attraversando una fase di sospensione e dando avvio a un nuovo capitolo biografico nel quale è necessario riorientarsi. Transizioni che richiedono una cura pedagogica (Boffo, 2019), capace di indagarne l’impatto sulle diverse traiettorie esistenziali. Una necessità particolarmente evidente nel processo di retirement, simbolico punto di svolta, che può essere vissuto sia come disorientante cesura rispetto alla realtà precedente, sia come linea di partenza per la realizzazione di nuove progettualità (Togni & Boffo, 2024). In quest’ultima prospettiva, volta a promuovere una longevità di qualità e un Invecchiamento Attivo, il presente contributo si propone di approfondire il ruolo dell’approccio autobiografico-narrativo nello studio delle transizioni lifelong. La riflessione si inserisce nell’ambito del Progetto PRIN “Continuing Education and Prevention for Active Ageing. Fostering success stories in the transition from work to retirement”, il cui obiettivo è quello di ricostruire la traiettoria biografica e professionale di docenti della scuola secondaria che hanno appena affrontato il passaggio dal lavoro alla pensione, con l’intento di indagare, in particolare, i significati attribuiti a questo momento. L’auspicio è quello di offrire un contributo alla riflessione pedagogica in merito alla cura delle transizioni nelle età adulta e anziana.
Storie di vita, storie di passaggi. L’approccio autobiografico-narrativo nello studio delle transizioni lifelong / Francesco Casotti. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 711-715. ("La qualità della formazione come responsabilità sociale. Prospettive di ricerca, modelli pedagogici, pratiche educative e didattiche per tradizione e innovazione Parma ).
Storie di vita, storie di passaggi. L’approccio autobiografico-narrativo nello studio delle transizioni lifelong
Francesco Casotti
2026
Abstract
L’approccio autobiografico-narrativo si è ormai affermato in modo solido all’interno della ricerca pedagogica ed educativa, configurandosi come un’opportunità preziosa per accedere agli universi di significato spesso sommersi dell’esperienza. Esso consente infatti di attingere direttamente ai paesaggi interiori dell’altro che, espressi in forma narrativa, si configurano come veri e propri patrimoni immateriali, capaci di restituire prospettive uniche sui fenomeni oggetto di studio (Atkinson, 2002). In tale prospettiva, è fondamentale considerare che la narrazione, già riconosciuta come processo radicato nella natura umana, assuma, nel racconto di sé, una rilevanza pedagogicamente densa di implicazioni. Raccontarsi permette l’accesso alle proprie dimensioni più profonde, intrecciando la narrazione con la propria essenza e alimentando quel continuo processo in fieri volto alla costruzione di nuove forme (Togni, 2024). Attraverso un’azione retrospettiva, la persona è in grado di rileggere il proprio passato, generando senso e orientamento nel presente e nel futuro. Ciò risulta particolarmente significativo nei momenti di inquietudine, in cui il narrare di sé si costituisce come un’occasione di cura sui (Cambi, 2010). Tali considerazioni mettono in luce la rilevanza dei metodi biografici e autobiografici, e delle loro potenzialità educative, formative e curative, nello studio delle transizioni che accompagnano il corso della vita. Queste, sempre più al centro dell’attenzione nell’Educazione degli Adulti, implicano il passaggio da una condizione all’altra, attraversando una fase di sospensione e dando avvio a un nuovo capitolo biografico nel quale è necessario riorientarsi. Transizioni che richiedono una cura pedagogica (Boffo, 2019), capace di indagarne l’impatto sulle diverse traiettorie esistenziali. Una necessità particolarmente evidente nel processo di retirement, simbolico punto di svolta, che può essere vissuto sia come disorientante cesura rispetto alla realtà precedente, sia come linea di partenza per la realizzazione di nuove progettualità (Togni & Boffo, 2024). In quest’ultima prospettiva, volta a promuovere una longevità di qualità e un Invecchiamento Attivo, il presente contributo si propone di approfondire il ruolo dell’approccio autobiografico-narrativo nello studio delle transizioni lifelong. La riflessione si inserisce nell’ambito del Progetto PRIN “Continuing Education and Prevention for Active Ageing. Fostering success stories in the transition from work to retirement”, il cui obiettivo è quello di ricostruire la traiettoria biografica e professionale di docenti della scuola secondaria che hanno appena affrontato il passaggio dal lavoro alla pensione, con l’intento di indagare, in particolare, i significati attribuiti a questo momento. L’auspicio è quello di offrire un contributo alla riflessione pedagogica in merito alla cura delle transizioni nelle età adulta e anziana.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



