Che cosa vedono i bambini e le bambine quando ci osservano? Vedono chi prepara la cena, chi svuota la lavatrice, chi rimette in ordine e chi li consola dopo un brutto sogno. Vedono, osservano e imparano. “Prima ancora che attraverso le parole, i bambini imparano attraverso gli esempi”. Che siano invenzioni culturali come il rosa e l’azzurro o consuetudini sociali come la divisione fra lavori di cura e d’ingegno, è importante riflettere sui modelli culturali che offriamo e che non sempre coincidono con i valori che dichiariamo di sostenere. Perché gli stereotipi alimentano i pregiudizi, e i pregiudizi possono trasformarsi in discriminazione e violenza. E se la famiglia è il luogo dove costruiamo le nostre idee su ciò che significa essere donne e uomini, la scuola è il banco di prova dove queste idee possono consolidarsi. Tocca quindi a noi adulti “disimparare gli stereotipi”. Ma è un lavoro complesso, faticoso e tutt’altro che spontaneo perché “stare dentro le aspettative sociali è più semplice che uscirne” spiega Irene Biemmi. Attraverso ricerche, studi pedagogici, albi illustrati, libri di testo, pubblicità e programmi televisivi, l’autrice invita genitori, educatrici, educatori e insegnanti a osservare con occhi nuovi i messaggi che l’infanzia riceve ogni giorno. Ricordando a tutti noi che gli stereotipi non limitano soltanto le bambine, ma imprigionano anche i bambini, restringendo per tutti e tutte le possibilità di esprimere emozioni, desideri, talenti e aspirazioni. Perché educare alla parità non significa cancellare le differenze, ma offrire a ogni bambina e a ogni bambino la libertà di crescere senza copioni prestabiliti e senza sentirsi sbagliati per ciò che sono.
Maschiacci e femminucce. Il rosa, l’azzurro e altri stereotipi di genere che non esistono in natura / Irene Biemmi. - STAMPA. - (2026).
Maschiacci e femminucce. Il rosa, l’azzurro e altri stereotipi di genere che non esistono in natura
Irene Biemmi
2026
Abstract
Che cosa vedono i bambini e le bambine quando ci osservano? Vedono chi prepara la cena, chi svuota la lavatrice, chi rimette in ordine e chi li consola dopo un brutto sogno. Vedono, osservano e imparano. “Prima ancora che attraverso le parole, i bambini imparano attraverso gli esempi”. Che siano invenzioni culturali come il rosa e l’azzurro o consuetudini sociali come la divisione fra lavori di cura e d’ingegno, è importante riflettere sui modelli culturali che offriamo e che non sempre coincidono con i valori che dichiariamo di sostenere. Perché gli stereotipi alimentano i pregiudizi, e i pregiudizi possono trasformarsi in discriminazione e violenza. E se la famiglia è il luogo dove costruiamo le nostre idee su ciò che significa essere donne e uomini, la scuola è il banco di prova dove queste idee possono consolidarsi. Tocca quindi a noi adulti “disimparare gli stereotipi”. Ma è un lavoro complesso, faticoso e tutt’altro che spontaneo perché “stare dentro le aspettative sociali è più semplice che uscirne” spiega Irene Biemmi. Attraverso ricerche, studi pedagogici, albi illustrati, libri di testo, pubblicità e programmi televisivi, l’autrice invita genitori, educatrici, educatori e insegnanti a osservare con occhi nuovi i messaggi che l’infanzia riceve ogni giorno. Ricordando a tutti noi che gli stereotipi non limitano soltanto le bambine, ma imprigionano anche i bambini, restringendo per tutti e tutte le possibilità di esprimere emozioni, desideri, talenti e aspirazioni. Perché educare alla parità non significa cancellare le differenze, ma offrire a ogni bambina e a ogni bambino la libertà di crescere senza copioni prestabiliti e senza sentirsi sbagliati per ciò che sono.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



