La ricerca indaga il ruolo del disegno quale strumento di mediazione culturale nei processi di contaminazione tra Italia e Siam all’inizio del XX secolo, con particolare attenzione all’attività di artisti e architetti fiorentini operanti a Bangkok. In un contesto segnato dalla modernizzazione promossa dalla monarchia Chakri, la capitale siamese si configurò come laboratorio di sperimentazione architettonica e decorativa, nel quale professionisti italiani contribuirono alla definizione di linguaggi ibridi capaci di integrare modelli europei e tradizioni locali. Attraverso una mappatura delle principali opere realizzate e l’analisi delle esperienze maturate al rientro in Italia, lo studio evidenzia come il disegno abbia operato non solo come strumento tecnico-progettuale, ma anche come dispositivo interpretativo e generativo di nuove forme visive. Particolare rilievo è attribuito al caso di Galileo Chini, la cui esperienza siamese costituisce un osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni stilistiche e simboliche prodotte dall’incontro tra culture. La ricerca si inserisce in un progetto di cooperazione tra l’Università di Firenze e l’Università Silpakorn, proponendo una lettura interdisciplinare che collega la città, l’architettura, le arti decorative e le pratiche della rappresentazione. / This study investigates the role of drawing as a tool of cultural mediation in exchanges between Italy and Siam at the beginning of the twentieth century, with particular attention to the work of Florentine artists and architects in Bangkok. In a context shaped by the modernisation promoted by the Chakri monarchy, the Siamese capital emerged as a laboratory of architectural and decorative experimentation, in which Italian professionals helped define hybrid languages that integrated European models with local traditions. Through a mapping of the principal works produced and an analysis of the experiences developed upon their return to Italy, the study demonstrates that drawing functioned not only as a technical and design tool but also as an interpretative and generative device for creating new visual forms. Emphasis is placed on the case of Galileo Chini, whose experience in Siam offers a privileged perspective on the stylistic and symbolic transformations generated by cross-cultural encounters. The research forms part of a collaborative project between the University of Florence and Silpakorn University, proposing an interdisciplinary approach that connects the city, architecture, decorative arts, and practices of representation.
Progetti e manifatture italiane in Siam. Una mappatura preliminare delle principali opere a Bangkok / Italian architecture and manufactures in Siam. A preliminary survey of major works in Bangkok / Stefano Bertocci, F.C.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 3335-3354. (IL DISEGNO FURIOSO. 47° Convegno internazionale dei docenti delle discipline della rappresentazione – Congresso della Unione Italiana per il Disegno / FURIOUS DRAWING. 47° International Conference of Representation Discipines Teachers – Congress of Unione Italiana per il Disegno Ferrara 10-11-12 settembre 2026).
Progetti e manifatture italiane in Siam. Una mappatura preliminare delle principali opere a Bangkok / Italian architecture and manufactures in Siam. A preliminary survey of major works in Bangkok
Stefano Bertocci
;Federico Cioli
2026
Abstract
La ricerca indaga il ruolo del disegno quale strumento di mediazione culturale nei processi di contaminazione tra Italia e Siam all’inizio del XX secolo, con particolare attenzione all’attività di artisti e architetti fiorentini operanti a Bangkok. In un contesto segnato dalla modernizzazione promossa dalla monarchia Chakri, la capitale siamese si configurò come laboratorio di sperimentazione architettonica e decorativa, nel quale professionisti italiani contribuirono alla definizione di linguaggi ibridi capaci di integrare modelli europei e tradizioni locali. Attraverso una mappatura delle principali opere realizzate e l’analisi delle esperienze maturate al rientro in Italia, lo studio evidenzia come il disegno abbia operato non solo come strumento tecnico-progettuale, ma anche come dispositivo interpretativo e generativo di nuove forme visive. Particolare rilievo è attribuito al caso di Galileo Chini, la cui esperienza siamese costituisce un osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni stilistiche e simboliche prodotte dall’incontro tra culture. La ricerca si inserisce in un progetto di cooperazione tra l’Università di Firenze e l’Università Silpakorn, proponendo una lettura interdisciplinare che collega la città, l’architettura, le arti decorative e le pratiche della rappresentazione. / This study investigates the role of drawing as a tool of cultural mediation in exchanges between Italy and Siam at the beginning of the twentieth century, with particular attention to the work of Florentine artists and architects in Bangkok. In a context shaped by the modernisation promoted by the Chakri monarchy, the Siamese capital emerged as a laboratory of architectural and decorative experimentation, in which Italian professionals helped define hybrid languages that integrated European models with local traditions. Through a mapping of the principal works produced and an analysis of the experiences developed upon their return to Italy, the study demonstrates that drawing functioned not only as a technical and design tool but also as an interpretative and generative device for creating new visual forms. Emphasis is placed on the case of Galileo Chini, whose experience in Siam offers a privileged perspective on the stylistic and symbolic transformations generated by cross-cultural encounters. The research forms part of a collaborative project between the University of Florence and Silpakorn University, proposing an interdisciplinary approach that connects the city, architecture, decorative arts, and practices of representation.| File | Dimensione | Formato | |
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