This article examines Giulio Douhet’s theory of “integral war” within the broader crisis of Western legal modernity brought about by technological development. It reconstructs the emergence of air power and the ensuing verticalisation of violence, showing how aviation transformed the spatial, subjective, and normative boundaries of armed conflict. Particular attention is devoted to the evolution of Douhet’s thought: from his early advocacy of an international prohibition of military aviation to his post-First World War celebration of strategic bombing and aero-chemical warfare. In this later framework, the distinction between combatants and civilians disappears, while humanitarian restraints lose their meaning before the allegedly irresistible force of military technology. Douhet’s theory thus culminates in a form of legal nihilism in which war and law become fundamentally incompatible. The article concludes by relating this intellectual legacy to current developments in artificial intelligence, autonomous weapons, robotic warfare, and the militarisation of outer space, emphasising the need for shared governance of military technologies. Il contributo esamina la teoria della «guerra integrale» di Giulio Douhet nel quadro della più ampia crisi della modernità giuridica occidentale determinata dallo sviluppo tecnologico. Ricostruisce l’affermazione del potere aereo e la conseguente verticalizzazione della violenza, mostrando come l’aviazione abbia trasformato i confini spaziali, soggettivi e normativi del conflitto armato. Particolare attenzione è dedicata all’evoluzione del pensiero douhettiano: dall’iniziale proposta di vietare internazionalmente l’impiego militare dell’aeronautica alla successiva celebrazione del bombardamento strategico e della guerra aerochimica nel primo dopoguerra. In questa nuova prospettiva, la distinzione tra combattenti e popolazione civile viene meno, mentre ogni limite umanitario perde significato dinanzi alla forza ritenuta irresistibile della tecnologia militare. La teoria di Douhet approda così a una forma di nichilismo giuridico, nella quale guerra e diritto divengono radicalmente incompatibili. Il contributo collega infine tale eredità agli attuali sviluppi dell’intelligenza artificiale, delle armi autonome, della robotizzazione della guerra e della militarizzazione dello spazio extra-atmosferico, sottolineando la necessità di una governance condivisa delle tecnologie militari.
Nichilismo giuridico, verticalizzazione della violenza e trionfo della necrotecnica: Giulio Douhet teorico della 'guerra integrale' / FIlippo Ruschi. - In: QUADERNI FIORENTINI PER LA STORIA DEL PENSIERO GIURIDICO MODERNO. - ISSN 0392-1867. - STAMPA. - 55 tomo 1:(2026), pp. 509-537. [10.69134/QF55_2026_18]
Nichilismo giuridico, verticalizzazione della violenza e trionfo della necrotecnica: Giulio Douhet teorico della 'guerra integrale'
FIlippo Ruschi
2026
Abstract
This article examines Giulio Douhet’s theory of “integral war” within the broader crisis of Western legal modernity brought about by technological development. It reconstructs the emergence of air power and the ensuing verticalisation of violence, showing how aviation transformed the spatial, subjective, and normative boundaries of armed conflict. Particular attention is devoted to the evolution of Douhet’s thought: from his early advocacy of an international prohibition of military aviation to his post-First World War celebration of strategic bombing and aero-chemical warfare. In this later framework, the distinction between combatants and civilians disappears, while humanitarian restraints lose their meaning before the allegedly irresistible force of military technology. Douhet’s theory thus culminates in a form of legal nihilism in which war and law become fundamentally incompatible. The article concludes by relating this intellectual legacy to current developments in artificial intelligence, autonomous weapons, robotic warfare, and the militarisation of outer space, emphasising the need for shared governance of military technologies. Il contributo esamina la teoria della «guerra integrale» di Giulio Douhet nel quadro della più ampia crisi della modernità giuridica occidentale determinata dallo sviluppo tecnologico. Ricostruisce l’affermazione del potere aereo e la conseguente verticalizzazione della violenza, mostrando come l’aviazione abbia trasformato i confini spaziali, soggettivi e normativi del conflitto armato. Particolare attenzione è dedicata all’evoluzione del pensiero douhettiano: dall’iniziale proposta di vietare internazionalmente l’impiego militare dell’aeronautica alla successiva celebrazione del bombardamento strategico e della guerra aerochimica nel primo dopoguerra. In questa nuova prospettiva, la distinzione tra combattenti e popolazione civile viene meno, mentre ogni limite umanitario perde significato dinanzi alla forza ritenuta irresistibile della tecnologia militare. La teoria di Douhet approda così a una forma di nichilismo giuridico, nella quale guerra e diritto divengono radicalmente incompatibili. Il contributo collega infine tale eredità agli attuali sviluppi dell’intelligenza artificiale, delle armi autonome, della robotizzazione della guerra e della militarizzazione dello spazio extra-atmosferico, sottolineando la necessità di una governance condivisa delle tecnologie militari.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Filippo_Ruschi_2026_con_indice.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Pdf editoriale (Version of record)
Licenza:
Tutti i diritti riservati
Dimensione
771.27 kB
Formato
Adobe PDF
|
771.27 kB | Adobe PDF |
I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



