Lo studio indaga l’inserimento dei lavoratori immigrati nei mercati del lavoro di Brasile e Italia, analizzando criticamente la loro soggezione alla precarizzazione lavorativa, nonché gli impatti di tale precarizzazione sulla realizzazione della cittadinanza in senso materiale. Si parte dalla comprensione che la mobilità internazionale contemporanea si inserisce nelle dinamiche strutturali del capitalismo globalizzato, permeato da ristrutturazioni produttive, flessibilizzazione delle relazioni di lavoro e approfondimento delle disuguaglianze sociali. Sebbene gli ordinamenti giuridici nazionali e gli strumenti internazionali di tutela abbiano fatto progressi nel riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei migranti, si osserva un persistente distanziamento tra tale riconoscimento normativo e la sua effettiva attuazione, specialmente nell’ambito del lavoro. In questo contesto, la ricerca si propone di comprendere come gli assetti giuridico-istituzionali e le politiche migratorie contribuiscano alla vulnerabilità e all’inserimento degli immigrati in posizioni precarie nel mercato del lavoro. Attraverso un approccio comparativo tra Brasile e Italia, la tesi analizza dati statistici, rapporti istituzionali e normative giuridiche, al fine di identificare modelli di inserimento occupazionale, livelli di informalità e condizioni di sfruttamento, inclusi fenomeni di lavoro analoghi alla schiavitù e sfruttamento lavorativo. Come ipotesi, si sostiene che in entrambi i paesi esistano forme di precarizzazione, sebbene fondate su matrici storiche differenti: in Brasile associate all’eredità della schiavitù, in Italia legate al modello di welfare e alle restrizioni imposte al lavoro immigrato. L’indagine dimostra che la precarizzazione non deriva soltanto da carenze nell’applicazione delle norme, ma da strutture che connettono la regolamentazione migratoria al mercato del lavoro, generando esclusioni e limitando l’accesso alla piena cittadinanza. Infine, si conclude che l’inserimento lavorativo precario compromette non solo le condizioni economiche degli immigrati, ma anche la loro partecipazione sociale, il loro riconoscimento giuridico e il loro senso di appartenenza, mettendo in luce i limiti della cittadinanza di fronte alle disuguaglianze strutturali contemporanee. // The study investigates the integration of immigrant workers into the labour markets of Brazil and Italy, critically analysing their exposure to labour precariousness as well as the impacts of such precariousness on the realisation of citizenship in a material sense. It is based on the comprehension that contemporary international mobility is embedded within the structural dynamics of globalised capitalism, characterised by productive restructuring, flexibilisation of labour relations, and deepening of social inequalities. Although national legal frameworks and international protective instruments have advanced in formally recognising migrants’ fundamental rights, a persistent gap remains between this normative recognition and its actual implementation, especially in the realm of work. In this context, the research seeks to understand how legal-institutional arrangements and migration policies contribute to the vulnerability and to the insertion of immigrants into precarious positions in the labour market. Adopting a comparative approach between Brazil and Italy, the thesis analyses statistical data, institutional reports, and legal norms to identify patterns of occupational insertion, levels of informality, and conditions of exploitation, including practices analogous to slave labour and labour exploitation. The hypothesis posits that both countries exhibit forms of precariousness, albeit grounded in distinct historical matrices: in Brazil, linked to the legacy of slavery, and in Italy, related to the welfare model and restrictions imposed on immigrant labour. The investigation demonstrates that precariousness does not merely result from failures in the application of regulations but stems from structures that connect migration regulation to the labour market, generating exclusion and limiting access to full citizenship. Finally, it concludes that precarious labour integration compromises not only the economic conditions of immigrants but also their social participation, legal recognition, and sense of belonging, highlighting the limits of citizenship in the face of contemporary structural inequalities.
Il precariato e la crisi migratoria: uno studio comparativo sulle difficoltà lavorative affrontate dagli immigrati in Brasile e in Italia / MILENA LIBRALON KOSAKI PONCHIO. - (2026).
Il precariato e la crisi migratoria: uno studio comparativo sulle difficoltà lavorative affrontate dagli immigrati in Brasile e in Italia
MILENA LIBRALON KOSAKI PONCHIO
Writing – Original Draft Preparation
2026
Abstract
Lo studio indaga l’inserimento dei lavoratori immigrati nei mercati del lavoro di Brasile e Italia, analizzando criticamente la loro soggezione alla precarizzazione lavorativa, nonché gli impatti di tale precarizzazione sulla realizzazione della cittadinanza in senso materiale. Si parte dalla comprensione che la mobilità internazionale contemporanea si inserisce nelle dinamiche strutturali del capitalismo globalizzato, permeato da ristrutturazioni produttive, flessibilizzazione delle relazioni di lavoro e approfondimento delle disuguaglianze sociali. Sebbene gli ordinamenti giuridici nazionali e gli strumenti internazionali di tutela abbiano fatto progressi nel riconoscimento formale dei diritti fondamentali dei migranti, si osserva un persistente distanziamento tra tale riconoscimento normativo e la sua effettiva attuazione, specialmente nell’ambito del lavoro. In questo contesto, la ricerca si propone di comprendere come gli assetti giuridico-istituzionali e le politiche migratorie contribuiscano alla vulnerabilità e all’inserimento degli immigrati in posizioni precarie nel mercato del lavoro. Attraverso un approccio comparativo tra Brasile e Italia, la tesi analizza dati statistici, rapporti istituzionali e normative giuridiche, al fine di identificare modelli di inserimento occupazionale, livelli di informalità e condizioni di sfruttamento, inclusi fenomeni di lavoro analoghi alla schiavitù e sfruttamento lavorativo. Come ipotesi, si sostiene che in entrambi i paesi esistano forme di precarizzazione, sebbene fondate su matrici storiche differenti: in Brasile associate all’eredità della schiavitù, in Italia legate al modello di welfare e alle restrizioni imposte al lavoro immigrato. L’indagine dimostra che la precarizzazione non deriva soltanto da carenze nell’applicazione delle norme, ma da strutture che connettono la regolamentazione migratoria al mercato del lavoro, generando esclusioni e limitando l’accesso alla piena cittadinanza. Infine, si conclude che l’inserimento lavorativo precario compromette non solo le condizioni economiche degli immigrati, ma anche la loro partecipazione sociale, il loro riconoscimento giuridico e il loro senso di appartenenza, mettendo in luce i limiti della cittadinanza di fronte alle disuguaglianze strutturali contemporanee. // The study investigates the integration of immigrant workers into the labour markets of Brazil and Italy, critically analysing their exposure to labour precariousness as well as the impacts of such precariousness on the realisation of citizenship in a material sense. It is based on the comprehension that contemporary international mobility is embedded within the structural dynamics of globalised capitalism, characterised by productive restructuring, flexibilisation of labour relations, and deepening of social inequalities. Although national legal frameworks and international protective instruments have advanced in formally recognising migrants’ fundamental rights, a persistent gap remains between this normative recognition and its actual implementation, especially in the realm of work. In this context, the research seeks to understand how legal-institutional arrangements and migration policies contribute to the vulnerability and to the insertion of immigrants into precarious positions in the labour market. Adopting a comparative approach between Brazil and Italy, the thesis analyses statistical data, institutional reports, and legal norms to identify patterns of occupational insertion, levels of informality, and conditions of exploitation, including practices analogous to slave labour and labour exploitation. The hypothesis posits that both countries exhibit forms of precariousness, albeit grounded in distinct historical matrices: in Brazil, linked to the legacy of slavery, and in Italy, related to the welfare model and restrictions imposed on immigrant labour. The investigation demonstrates that precariousness does not merely result from failures in the application of regulations but stems from structures that connect migration regulation to the labour market, generating exclusion and limiting access to full citizenship. Finally, it concludes that precarious labour integration compromises not only the economic conditions of immigrants but also their social participation, legal recognition, and sense of belonging, highlighting the limits of citizenship in the face of contemporary structural inequalities.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: Tesi di Dottorato di Ricerca in Scienze Giuridiche
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Tesi di dottorato
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