Nella primavera del 2004, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Siena e Grosseto, approfittando dei ponteggi per il restauro in corso delle facciate del Tempio, prende coscienza di un diffuso quadro fessurativo del rivestimento esterno in travertino e lo mette in relazione con analoghi “segni” di degrado presenti all’interno del Tempio. In particolare preoccupano evidenti fenomeni di schiacciamento incipiente sui quattro pilastri angolari interni, che di fatto sostengono il sistema cupola-tamburo soprastante. Decide cosi’ di stralciare dai finanziamenti per il restauro delle facciate alcune risorse da impiegare per effettuare indagini diagnostiche in situ, “possibilmente non distruttive”, su detti pilastri, concordando pero’ sulla necessita’, con l’occasione, di procedere alla verifica di alcuni altri elementi, quali il controllo del rilievo geometrico e architettonico esistente, il rilievo del quadro fessurativo, la determinazione della tecnologia costruttiva dei quattro pilastri, attraverso la restituzione di sezioni stratigrafiche orizzontali, nonche’ analisi numeriche e grafiche atte a determinare la consistenza statica del sistema portante principale, senza escludere, in relazione al livello di rischio accertato, prime indicazioni sulle soluzioni per il consolidamento. Lo studio viene concluso ed acquisito dalla committenza nella primavera del 2005, ma e’ anche occasione per una tesi di laurea, discussa nel novembre dello stesso anno da Filippo Mezzasoma e Francesca Serpa, presso la Facolta’ di Architettura di Firenze. Qui lo studio approfondisce ed amplia alcuni dei temi sollecitati dalla committenza, interessandosi fra l’altro di accertare la effettiva geometria e tecnologia costruttiva della cupola. Ma soprattutto propone, una volta accertato il progredire del fenomeno di schiacciamento, sofferto dai pilastri angolari, una soluzione tecnica definitiva per il consolidamento strutturale del sistema portante.

Montepulciano. Il Tempio di San Biagio di Antonio da Sangallo il Vecchio. Indagini per la determinazione della consistenza statica / M.Paradiso;L.Paolini. - In: RECUPERO E CONSERVAZIONE. - ISSN 1826-4204. - STAMPA. - 70:(2006), pp. 70-75.

Montepulciano. Il Tempio di San Biagio di Antonio da Sangallo il Vecchio. Indagini per la determinazione della consistenza statica

PARADISO, MICHELE;PAOLINI, LEONARDO
2006

Abstract

Nella primavera del 2004, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio per le Province di Siena e Grosseto, approfittando dei ponteggi per il restauro in corso delle facciate del Tempio, prende coscienza di un diffuso quadro fessurativo del rivestimento esterno in travertino e lo mette in relazione con analoghi “segni” di degrado presenti all’interno del Tempio. In particolare preoccupano evidenti fenomeni di schiacciamento incipiente sui quattro pilastri angolari interni, che di fatto sostengono il sistema cupola-tamburo soprastante. Decide cosi’ di stralciare dai finanziamenti per il restauro delle facciate alcune risorse da impiegare per effettuare indagini diagnostiche in situ, “possibilmente non distruttive”, su detti pilastri, concordando pero’ sulla necessita’, con l’occasione, di procedere alla verifica di alcuni altri elementi, quali il controllo del rilievo geometrico e architettonico esistente, il rilievo del quadro fessurativo, la determinazione della tecnologia costruttiva dei quattro pilastri, attraverso la restituzione di sezioni stratigrafiche orizzontali, nonche’ analisi numeriche e grafiche atte a determinare la consistenza statica del sistema portante principale, senza escludere, in relazione al livello di rischio accertato, prime indicazioni sulle soluzioni per il consolidamento. Lo studio viene concluso ed acquisito dalla committenza nella primavera del 2005, ma e’ anche occasione per una tesi di laurea, discussa nel novembre dello stesso anno da Filippo Mezzasoma e Francesca Serpa, presso la Facolta’ di Architettura di Firenze. Qui lo studio approfondisce ed amplia alcuni dei temi sollecitati dalla committenza, interessandosi fra l’altro di accertare la effettiva geometria e tecnologia costruttiva della cupola. Ma soprattutto propone, una volta accertato il progredire del fenomeno di schiacciamento, sofferto dai pilastri angolari, una soluzione tecnica definitiva per il consolidamento strutturale del sistema portante.
70
70
75
M.Paradiso;L.Paolini
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