Introduzione: Il costrutto di Evitamento Esperienziale (EA) è stato concettualizzato all’interno del modello di Acceptance and Commitment Therapy (ACT) – che fa parte delle terapie cognitivo-comportamentali di Terza generazione. L’EA è stato definito come la tendenza, cronica e generalizzata, ad evitare la forma, la frequenza o la sensitività situazionale verso gli eventi privati negativi (pensieri, emozioni, sensazioni fisiologiche) e l’incapacità di agire in presenza di essi. L’EA è stato dimostrato essere un fattore di vulnerabilità per lo sviluppo di psicopatologia, inclusa l’ansia sociale (Hayes et al., 1996). Obiettivi: Lo studio in oggetto esplora il ruolo dell’EA in soggetti con ansia sociale. Metodi: Sono stati reclutati 113 soggetti della popolazione generale con alti livelli di ansia sociale, misurata attraverso la Liebowitz Social Anxiety Scale (Liebowitz, 1987). I partecipanti sono stati classificati in alti e bassi “evitanti esperienziali” in accordo con i risultati della versione italiana dell’ Acceptance and Action Questionnaire (Hayes et al., 2004) Risultati e Conclusioni: Non sono state trovate differenze significative per il genere, stato civile, scolarità o età. Sono state indagate le differenze tra i gruppi in numerose misure psicologiche, tra cui depressione, psicopatologia, qualità di vita e benessere. I risultati hanno indicato che i soggetti con ansia sociale ed elevati livelli di EA, hanno riportato maggiori livelli di depressione e psicopatologia ma minori livelli di qualità di vita e benessere rispetto ai partecipanti con bassi livelli di EA. I risultati suggeriscono che l’EA moderi gli esiti psicologici negativi in soggetti con ansia sociale.
Effetto moderatore dell’evitamento esperienziale nell’ansia sociale / C. Berrocal; O. Bernini; F. Cosci. - STAMPA. - Abstract Book:(2010), pp. 377-377. ( Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicologia della Salute Bergamo ).
Effetto moderatore dell’evitamento esperienziale nell’ansia sociale
COSCI, FIAMMETTA
2010
Abstract
Introduzione: Il costrutto di Evitamento Esperienziale (EA) è stato concettualizzato all’interno del modello di Acceptance and Commitment Therapy (ACT) – che fa parte delle terapie cognitivo-comportamentali di Terza generazione. L’EA è stato definito come la tendenza, cronica e generalizzata, ad evitare la forma, la frequenza o la sensitività situazionale verso gli eventi privati negativi (pensieri, emozioni, sensazioni fisiologiche) e l’incapacità di agire in presenza di essi. L’EA è stato dimostrato essere un fattore di vulnerabilità per lo sviluppo di psicopatologia, inclusa l’ansia sociale (Hayes et al., 1996). Obiettivi: Lo studio in oggetto esplora il ruolo dell’EA in soggetti con ansia sociale. Metodi: Sono stati reclutati 113 soggetti della popolazione generale con alti livelli di ansia sociale, misurata attraverso la Liebowitz Social Anxiety Scale (Liebowitz, 1987). I partecipanti sono stati classificati in alti e bassi “evitanti esperienziali” in accordo con i risultati della versione italiana dell’ Acceptance and Action Questionnaire (Hayes et al., 2004) Risultati e Conclusioni: Non sono state trovate differenze significative per il genere, stato civile, scolarità o età. Sono state indagate le differenze tra i gruppi in numerose misure psicologiche, tra cui depressione, psicopatologia, qualità di vita e benessere. I risultati hanno indicato che i soggetti con ansia sociale ed elevati livelli di EA, hanno riportato maggiori livelli di depressione e psicopatologia ma minori livelli di qualità di vita e benessere rispetto ai partecipanti con bassi livelli di EA. I risultati suggeriscono che l’EA moderi gli esiti psicologici negativi in soggetti con ansia sociale.| File | Dimensione | Formato | |
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