"Wastelands", "drosscapes" , "territori abbandonati" rappresentano una realtà in continua espansione , un mondo inverso dominante ormai rispetto ai territori ed ai paesaggi ufficiali . Rispetto a questo crescente patrimonio, i progetti architettonici e di paesaggio che hanno affrontato negli ultimi decenni queste realtà, lo hanno fatto principalmente nei termini del riuso e del recupero di oggetti e luoghi emblematici indirizzando così il pensiero verso modificazioni puntuali e comunque limitate del territorio. In ambiti territoriali estesi, dove le infrastrutture, gli immobili e i suoli da recuperare costituiscono un patrimonio disperso e discontinuo come quelli del Sulcis Iglesiente, questo approccio e queste categorie appaiono di difficile applicazione e di scarso significato. La dismissione di interi comparti produttivi periferici, delinea una condizioni radicalmente diversa da quella descritta da Gregotti nei primi anni 90. Questa distanza è fissata non solo dalla scala e dall'entità del patrimonio in dismissione, ma soprattutto dal contesto geografico in cui esso è inserito. I "territori lenti" slegati dai grandi corridoi produttivi europei, lontani dalle spinte demografiche delle grandi città, presentano delle potenzialità legate principalmente alle qualità paesaggistiche ed ecologiche, alla qualità di vita ed alla capacità di attrarre per queste ragioni capitali sociali ed economici nuovi e differenziati. In questi contesti, al fine di superare una rischiosa carenza di strumenti e visioni, è opportuno operare una transizione semantica che sostituisca le tradizionali categorie di riuso e recupero con quella di riciclo, spostando l'attenzione dai singoli oggetti e materiali verso il più vasto e complesso concetto di "ciclo di vita" che comprende la sequenza delle fasi consecutive e interconnesse di un sistema sia esso un prodotto, un individuo o un territorio. L'uso del termine riciclo è da intendersi, pertanto, come la volontà di esplorare e definire nuovi scenari per quegli spazi, quegli elementi, quei brani di territorio che stanno esaurendo o hanno già esaurito il loro precedente ciclo di vita, che ha costituito l'armatura di identità e sviluppo passata.

Da riuso a riciclo. Elementi per il progetto del sito industriale di Portovesme / Pisano, Carlo. - STAMPA. - (2016), pp. 126-131.

Da riuso a riciclo. Elementi per il progetto del sito industriale di Portovesme

Carlo Pisano
2016

Abstract

"Wastelands", "drosscapes" , "territori abbandonati" rappresentano una realtà in continua espansione , un mondo inverso dominante ormai rispetto ai territori ed ai paesaggi ufficiali . Rispetto a questo crescente patrimonio, i progetti architettonici e di paesaggio che hanno affrontato negli ultimi decenni queste realtà, lo hanno fatto principalmente nei termini del riuso e del recupero di oggetti e luoghi emblematici indirizzando così il pensiero verso modificazioni puntuali e comunque limitate del territorio. In ambiti territoriali estesi, dove le infrastrutture, gli immobili e i suoli da recuperare costituiscono un patrimonio disperso e discontinuo come quelli del Sulcis Iglesiente, questo approccio e queste categorie appaiono di difficile applicazione e di scarso significato. La dismissione di interi comparti produttivi periferici, delinea una condizioni radicalmente diversa da quella descritta da Gregotti nei primi anni 90. Questa distanza è fissata non solo dalla scala e dall'entità del patrimonio in dismissione, ma soprattutto dal contesto geografico in cui esso è inserito. I "territori lenti" slegati dai grandi corridoi produttivi europei, lontani dalle spinte demografiche delle grandi città, presentano delle potenzialità legate principalmente alle qualità paesaggistiche ed ecologiche, alla qualità di vita ed alla capacità di attrarre per queste ragioni capitali sociali ed economici nuovi e differenziati. In questi contesti, al fine di superare una rischiosa carenza di strumenti e visioni, è opportuno operare una transizione semantica che sostituisca le tradizionali categorie di riuso e recupero con quella di riciclo, spostando l'attenzione dai singoli oggetti e materiali verso il più vasto e complesso concetto di "ciclo di vita" che comprende la sequenza delle fasi consecutive e interconnesse di un sistema sia esso un prodotto, un individuo o un territorio. L'uso del termine riciclo è da intendersi, pertanto, come la volontà di esplorare e definire nuovi scenari per quegli spazi, quegli elementi, quei brani di territorio che stanno esaurendo o hanno già esaurito il loro precedente ciclo di vita, che ha costituito l'armatura di identità e sviluppo passata.
9788862421966
PAESAGGI MINERARI
126
131
Pisano, Carlo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2158/1102728
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