Questo contributo tratta di una situazione apparentemente paradossale, che talvolta si incontra nell'ambito dello studio dei sarcofagi di produzione asiatica o di altra provenienza. Esemplari estremamente elaborati, tra cui il magnifico esemplare della Tomba Bella di Hierapolis, in qualche caso appaiono essere stati posizionati in spazi sostanzialmente inaccessibili, ad esempio attraverso il posizionamento su un altro podio o in una camera funeraria sigillata. Questo uso contrasta fortemente con l'abitudine più diffusa in Asia di collocare i sarcofagi all'aperto, spesso sulla cima di piattaforme a gradoni. Al contrario, la categoria qui analizzata appare essere stata deliberatamente rimossa dall'accesso pubblico e privato, e dunque il programma iconografico -spesso assai curato e complesso - sembra essere necessariamente privo di osservatori. A prescindere dalle ovvie considerazioni di natura religiosa ed economica, l'inaccessibilità di questi ricchissimi sarcofagi deve essere interpretata considerando piuttosto la questione della loro appropriatezza allo status del defunto, nei termini della teoria vitruviana del decorum. In anni recenti è infatti divenuto chiaro negli studi storico-artistici che il significato di un antico monumento figurato non veniva trasmesso solo attraverso le scelte iconografiche della sua decorazione, ma anche attraverso strategie diverse, che non sempre richiedevano una interpretazione ravvicinata dei dettagli del monumento. L'invisibilità non significava dunque sempre perdita di significato: anzi, l'invisibilità stessa poteva rinforzare ulteriormente il significato generale del monumento, al pari di quanto avveniva per le sepolture regali.

Out of sight, out of mind? Visibility and invisibility of Asiatic sarcophagi / Romeo, I.. - STAMPA. - (2018), pp. 249-264.

Out of sight, out of mind? Visibility and invisibility of Asiatic sarcophagi

Romeo, I.
2018

Abstract

Questo contributo tratta di una situazione apparentemente paradossale, che talvolta si incontra nell'ambito dello studio dei sarcofagi di produzione asiatica o di altra provenienza. Esemplari estremamente elaborati, tra cui il magnifico esemplare della Tomba Bella di Hierapolis, in qualche caso appaiono essere stati posizionati in spazi sostanzialmente inaccessibili, ad esempio attraverso il posizionamento su un altro podio o in una camera funeraria sigillata. Questo uso contrasta fortemente con l'abitudine più diffusa in Asia di collocare i sarcofagi all'aperto, spesso sulla cima di piattaforme a gradoni. Al contrario, la categoria qui analizzata appare essere stata deliberatamente rimossa dall'accesso pubblico e privato, e dunque il programma iconografico -spesso assai curato e complesso - sembra essere necessariamente privo di osservatori. A prescindere dalle ovvie considerazioni di natura religiosa ed economica, l'inaccessibilità di questi ricchissimi sarcofagi deve essere interpretata considerando piuttosto la questione della loro appropriatezza allo status del defunto, nei termini della teoria vitruviana del decorum. In anni recenti è infatti divenuto chiaro negli studi storico-artistici che il significato di un antico monumento figurato non veniva trasmesso solo attraverso le scelte iconografiche della sua decorazione, ma anche attraverso strategie diverse, che non sempre richiedevano una interpretazione ravvicinata dei dettagli del monumento. L'invisibilità non significava dunque sempre perdita di significato: anzi, l'invisibilità stessa poteva rinforzare ulteriormente il significato generale del monumento, al pari di quanto avveniva per le sepolture regali.
2018
978-3-902976-80-2
Sculpture in Roman Asia MInor
249
264
Romeo, I.
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