Il lavoro ha come oggetto il (tipo di) rapporto che oggi esiste tra eccesso di potere e clausole generali. Al termine di una lunga evoluzione iniziata nel 1889, l’eccesso di potere si configura come strumento decisivo per il sindacato sull’esercizio del potere discrezionale e, al tempo stesso, come il contenitore che racchiude le regole che disciplinano tale esercizio. Queste regole nel tempo sono in parte cambiate e all’interno dell’eccesso di potere trova spazio anche una serie di principi, clausole generali, concetti giuridici indeterminati: si tratta, evidentemente, di istituti molto diversi tra loro, che possono però essere considerati in modo unitario con riferimento alle ipotesi in cui esiste un precetto che ha carattere indeterminato/generico/aperto e ha bisogno di essere specificato nel caso concreto. Il rapporto tra eccesso di potere e regole di questo tipo si atteggia tuttavia in modo assai particolare. Immaginando una zona dell’ordinamento nella quale le regole (per esempio le clausole generali) si trovano in una modalità “neutra” (cioè vivono in una dimensione che non è condizionata dalla natura dei soggetti che saranno chiamati ad applicarle), e un’altra zona in cui le regole entrano in contatto con un soggetto particolare o speciale (l’amministrazione prima, il giudice amministrativo poi), si ha l’impressione che, muovendo da una zona non influenzata dal tipo di interesse in gioco a una zona a elevata concentrazione di interesse pubblico, quelle regole (per un singolare processo di osmòsi) subiscano una radicale trasformazione che investe sia il loro contenuto, sia il loro modo di operare. Lungo questo orizzonte, lo scritto si propone di verificare se, e in quali termini, l’eccesso di potere sia ancora oggi necessario per rappresentare un certo fenomeno e se risulti pienamente armonico con lo statuto costituzionale della tutela nei confronti della p.a.. *** Lo scritto costituisce la rielaborazione della relazione sul tema «Eccesso di potere e clausole generali: un rapporto problematico», tenuta al al convegno organizzato a Firenze dal Dipartimento di scienze giuridiche su «Eccesso di potere e altre tecniche di sindacato sulla discrezionalità amministrativa».

Eccesso di potere e clausole generali / chiara cudia. - STAMPA. - (2018), pp. 63-96.

Eccesso di potere e clausole generali

chiara cudia
2018

Abstract

Il lavoro ha come oggetto il (tipo di) rapporto che oggi esiste tra eccesso di potere e clausole generali. Al termine di una lunga evoluzione iniziata nel 1889, l’eccesso di potere si configura come strumento decisivo per il sindacato sull’esercizio del potere discrezionale e, al tempo stesso, come il contenitore che racchiude le regole che disciplinano tale esercizio. Queste regole nel tempo sono in parte cambiate e all’interno dell’eccesso di potere trova spazio anche una serie di principi, clausole generali, concetti giuridici indeterminati: si tratta, evidentemente, di istituti molto diversi tra loro, che possono però essere considerati in modo unitario con riferimento alle ipotesi in cui esiste un precetto che ha carattere indeterminato/generico/aperto e ha bisogno di essere specificato nel caso concreto. Il rapporto tra eccesso di potere e regole di questo tipo si atteggia tuttavia in modo assai particolare. Immaginando una zona dell’ordinamento nella quale le regole (per esempio le clausole generali) si trovano in una modalità “neutra” (cioè vivono in una dimensione che non è condizionata dalla natura dei soggetti che saranno chiamati ad applicarle), e un’altra zona in cui le regole entrano in contatto con un soggetto particolare o speciale (l’amministrazione prima, il giudice amministrativo poi), si ha l’impressione che, muovendo da una zona non influenzata dal tipo di interesse in gioco a una zona a elevata concentrazione di interesse pubblico, quelle regole (per un singolare processo di osmòsi) subiscano una radicale trasformazione che investe sia il loro contenuto, sia il loro modo di operare. Lungo questo orizzonte, lo scritto si propone di verificare se, e in quali termini, l’eccesso di potere sia ancora oggi necessario per rappresentare un certo fenomeno e se risulti pienamente armonico con lo statuto costituzionale della tutela nei confronti della p.a.. *** Lo scritto costituisce la rielaborazione della relazione sul tema «Eccesso di potere e clausole generali: un rapporto problematico», tenuta al al convegno organizzato a Firenze dal Dipartimento di scienze giuridiche su «Eccesso di potere e altre tecniche di sindacato sulla discrezionalità amministrativa».
978-88-921-1851-5
Eccesso di potere e altre tecniche di sindacato sulla discrezionalità. Sistemi giuridici a confronto.
63
96
chiara cudia
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