L’esperienza di un workshop realizzato nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale della Facoltà di Architettura Firenze, in collabo- razione con l’azienda toscana Formitalia - sul tema dell’arredo di alta gamma pensato per la casa di moda giapponese Giuliano Fujiwara - diventa lo spunto per una riflessione sul valore del Made in Italy inteso come sintesi tra esperienza artigianale e produzio- ne industriale, tra intuizione creativa e attenzione al mercato, tra qualità del prodotto, eccellenza dei materiali e cura del dettaglio. Il rapporto tra il design dell’eccellenza, la qualità del prodotto e il significato del Made in Italy, caratterizzato dall’eccellenza del “bel- lo e ben fatto”, trova le sue basi nel patrimonio del sapere artigianale italiano, fatto d’esperienza, di qualità e di capacità creativa che costituiscono il nucleo originario di tante aziende del nostro paese che hanno raggiunto notorietà internazionale e nella rete di competenze, di specializzazioni e di relazioni consolidate nel tempo e diffuse sul territorio. Il tema della Bellezza, affrontato in parallelo nella tradizione occidentale e in quella orientale, porta alla luce un’idea di bello incon- sueta: come imperfezione, asimmetria, irregolarità. La visione estetica giapponese del Wabi-Sabi, infatti, che si basa sulla bellezza riconosciuta alle cose imperfette, temporanee e incompiute, incontra oggi, nelle più recenti tendenze europee, un ideale di bellezza attuale e concreto, legato alla realtà quotidiana e alle sue differenze e peculiarità. In entrambe le culture, il pezzo quasi “unico” realizzato da esperti con tecniche di lavorazione quasi “a mano”, inserite all’interno di processi di produzione industriale, diventa il simbolo di una bellezza ideale che coniuga il tema dell’eccellenza (delle tecniche, dei materiali) al concetto di creatività dell’individuo. In questa linea di lettura, la Toscana si colloca come territorio ideale d’attuazione di questo incontro: territorio dove il fare e il saper fare trovano coesione nel lavoro creativo e pregiato di maestranze esperte di lavorazioni tailor made. Il design rappresenta infine il fattore strategico determinante, lo strumento di rilancio e di innovazione di quelle caratteristiche di qualità e di quella capacità competitiva, che l’impostazione aziendale tradizionale, basata sulle doti di intuizione e sulla sensibilità del singolo imprenditore e sulla sua capacità di muoversi sui mercati, da sola oggi non è più in grado di garantire. Soltanto così, molti contesti produttivi locali, che rappresentano ancora oggi luoghi privilegiati di aggregazione di saperi e di competenze conso- lidate, possono rimanere, o tornare ad essere, luoghi di produzione dell’innovazione.
Sapere e saper fare: la Toscana come luogo di incontro tra arte, artigianato, design e territorio / Patti Isabella. - STAMPA. - (2010), pp. 33-42.
Sapere e saper fare: la Toscana come luogo di incontro tra arte, artigianato, design e territorio
Tosi Francesca;
2010
Abstract
L’esperienza di un workshop realizzato nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale della Facoltà di Architettura Firenze, in collabo- razione con l’azienda toscana Formitalia - sul tema dell’arredo di alta gamma pensato per la casa di moda giapponese Giuliano Fujiwara - diventa lo spunto per una riflessione sul valore del Made in Italy inteso come sintesi tra esperienza artigianale e produzio- ne industriale, tra intuizione creativa e attenzione al mercato, tra qualità del prodotto, eccellenza dei materiali e cura del dettaglio. Il rapporto tra il design dell’eccellenza, la qualità del prodotto e il significato del Made in Italy, caratterizzato dall’eccellenza del “bel- lo e ben fatto”, trova le sue basi nel patrimonio del sapere artigianale italiano, fatto d’esperienza, di qualità e di capacità creativa che costituiscono il nucleo originario di tante aziende del nostro paese che hanno raggiunto notorietà internazionale e nella rete di competenze, di specializzazioni e di relazioni consolidate nel tempo e diffuse sul territorio. Il tema della Bellezza, affrontato in parallelo nella tradizione occidentale e in quella orientale, porta alla luce un’idea di bello incon- sueta: come imperfezione, asimmetria, irregolarità. La visione estetica giapponese del Wabi-Sabi, infatti, che si basa sulla bellezza riconosciuta alle cose imperfette, temporanee e incompiute, incontra oggi, nelle più recenti tendenze europee, un ideale di bellezza attuale e concreto, legato alla realtà quotidiana e alle sue differenze e peculiarità. In entrambe le culture, il pezzo quasi “unico” realizzato da esperti con tecniche di lavorazione quasi “a mano”, inserite all’interno di processi di produzione industriale, diventa il simbolo di una bellezza ideale che coniuga il tema dell’eccellenza (delle tecniche, dei materiali) al concetto di creatività dell’individuo. In questa linea di lettura, la Toscana si colloca come territorio ideale d’attuazione di questo incontro: territorio dove il fare e il saper fare trovano coesione nel lavoro creativo e pregiato di maestranze esperte di lavorazioni tailor made. Il design rappresenta infine il fattore strategico determinante, lo strumento di rilancio e di innovazione di quelle caratteristiche di qualità e di quella capacità competitiva, che l’impostazione aziendale tradizionale, basata sulle doti di intuizione e sulla sensibilità del singolo imprenditore e sulla sua capacità di muoversi sui mercati, da sola oggi non è più in grado di garantire. Soltanto così, molti contesti produttivi locali, che rappresentano ancora oggi luoghi privilegiati di aggregazione di saperi e di competenze conso- lidate, possono rimanere, o tornare ad essere, luoghi di produzione dell’innovazione.| File | Dimensione | Formato | |
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