Il saggio di Valeria Galimi esplora il ruolo dei circoli maurrassiani nella Francia degli anni Trenta e il loro rapporto con il concetto di "spazio latino". L'autrice analizza come il fascismo francese, spesso negato da una parte della storiografia, si sia sviluppato attraverso scambi culturali e politici con altri regimi autoritari europei. Un focus particolare è dedicato al periodico Je suis partout, che, nato come espressione della destra nazionalista legata a Charles Maurras, si evolse in un organo di propaganda filo-fascista e collaborazionista. I suoi redattori osservarono con attenzione l'Italia fascista, la Spagna franchista e il Portogallo salazarista, interpretandoli come modelli alternativi alla crisi della Terza Repubblica francese. L’analisi mette in luce il ruolo degli intellettuali come mediatori transnazionali, capaci di diffondere e adattare idee reazionarie nei vari contesti nazionali. Tuttavia, la loro visione del "mondo latino" era spesso parziale e idealizzata, riflettendo più una costruzione politica che una reale comprensione delle dinamiche locali.
Les amis étrangers. Maurrassian circles and a French Look at the Latin Space during the Thirties / Valeria Galimi. - STAMPA. - (2020), pp. 133-151.
Les amis étrangers. Maurrassian circles and a French Look at the Latin Space during the Thirties
Valeria Galimi
2020
Abstract
Il saggio di Valeria Galimi esplora il ruolo dei circoli maurrassiani nella Francia degli anni Trenta e il loro rapporto con il concetto di "spazio latino". L'autrice analizza come il fascismo francese, spesso negato da una parte della storiografia, si sia sviluppato attraverso scambi culturali e politici con altri regimi autoritari europei. Un focus particolare è dedicato al periodico Je suis partout, che, nato come espressione della destra nazionalista legata a Charles Maurras, si evolse in un organo di propaganda filo-fascista e collaborazionista. I suoi redattori osservarono con attenzione l'Italia fascista, la Spagna franchista e il Portogallo salazarista, interpretandoli come modelli alternativi alla crisi della Terza Repubblica francese. L’analisi mette in luce il ruolo degli intellettuali come mediatori transnazionali, capaci di diffondere e adattare idee reazionarie nei vari contesti nazionali. Tuttavia, la loro visione del "mondo latino" era spesso parziale e idealizzata, riflettendo più una costruzione politica che una reale comprensione delle dinamiche locali.| File | Dimensione | Formato | |
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