Nel 1938 la salma di Gabriele d’Annunzio viene esposta sopra un letto coronato da un calco in gesso dell’Aurora, la scultura che Michelangelo realizzò per la Sagrestia Nuova di San Lorenzo: si tratta dell’ultimo atto che celebra la profonda venerazione del poeta verso l’artista. Il saggio analizza le tappe di questo sodalizio spirituale, che ha lasciato tracce non solo in ogni genere letterario frequentato dal poeta (dalle lettere, ai romanzi, alle “prose di ricerca”), ma soprattutto nell’allestimento del Vittoriale, la dimora sul Lago di Garda che d’Annunzio abita dal 1921. Le Vite di Vasari e di Condivi, ma anche le Rime di Michelangelo stesso sono le fonti letterarie su cui d’Annunzio intesse il mito michelangiolesco, che si nutre anche di un ricchissimo repertorio iconografico desunto dalle opere dell’artista: le sculture, presenti nella casa come calchi, e i dipinti, rievocati sotto forma di riproduzioni fotografiche. Elaborando e combinando queste riproduzioni seriali con altri preziosi oggetti ed elementi d’arredo, d’Annunzio agisce come un architetto d’interni che modella la propria dimora secondo una precisa strategia compositiva e visuale.
Il sorriso di Michelangelo. Gabriele d’Annunzio e la creazione di un mito / Alessandro Brodini. - STAMPA. - (2020), pp. 225-244.
Il sorriso di Michelangelo. Gabriele d’Annunzio e la creazione di un mito
Alessandro Brodini
2020
Abstract
Nel 1938 la salma di Gabriele d’Annunzio viene esposta sopra un letto coronato da un calco in gesso dell’Aurora, la scultura che Michelangelo realizzò per la Sagrestia Nuova di San Lorenzo: si tratta dell’ultimo atto che celebra la profonda venerazione del poeta verso l’artista. Il saggio analizza le tappe di questo sodalizio spirituale, che ha lasciato tracce non solo in ogni genere letterario frequentato dal poeta (dalle lettere, ai romanzi, alle “prose di ricerca”), ma soprattutto nell’allestimento del Vittoriale, la dimora sul Lago di Garda che d’Annunzio abita dal 1921. Le Vite di Vasari e di Condivi, ma anche le Rime di Michelangelo stesso sono le fonti letterarie su cui d’Annunzio intesse il mito michelangiolesco, che si nutre anche di un ricchissimo repertorio iconografico desunto dalle opere dell’artista: le sculture, presenti nella casa come calchi, e i dipinti, rievocati sotto forma di riproduzioni fotografiche. Elaborando e combinando queste riproduzioni seriali con altri preziosi oggetti ed elementi d’arredo, d’Annunzio agisce come un architetto d’interni che modella la propria dimora secondo una precisa strategia compositiva e visuale.| File | Dimensione | Formato | |
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