Il mondo della ricerca educativa e storico-educativa è sempre stato un crocevia di più aree disciplinari e di molte tematiche interconnesse. Inoltre, soprattutto nel settore della didattica e della pedagogia speciale, sono state svolte molte esperienze che oggi possiamo definire come pratiche di public history, seguendo il paradigma della participatory action research: una modalità di ricerca che per l'ambito pedagogico è stato il motivo privilegiato di contatto con il territorio, di costruzione di un rapporto di collaborazione e formazione soprattutto con le scuole, i musei, gli attori associativi e gli enti territoriali. Ieri come oggi, sono i bisogni sociali, soprattutto di carattere formativo, che devono essere posti al centro delle preoccupazioni del public historian, in modo da avviare un ciclo virtuoso di collaborazione tra tutti i soggetti interessati. I saperi storici, e in particolare storico-educativi, possono infatti svolgere una importante funzione culturale. In particolare, possono contribuire efficacemente alla decostruzione dei pregiudizi, all’inclusione sociale, a comprendere le dimensioni nascoste delle professioni educative e di cura, a uscire dalla errata percezione della “naturalità” dei nostri comportamenti personali e professionali.
Manifesto della Public History of Education. Una proposta per connettere ricerca accademica, didattica e memoria sociale / Gianfranco Bandini. - STAMPA. - (2019), pp. 41-53. [10.36253/978-88-5518-009-2]
Manifesto della Public History of Education. Una proposta per connettere ricerca accademica, didattica e memoria sociale
Gianfranco Bandini
2019
Abstract
Il mondo della ricerca educativa e storico-educativa è sempre stato un crocevia di più aree disciplinari e di molte tematiche interconnesse. Inoltre, soprattutto nel settore della didattica e della pedagogia speciale, sono state svolte molte esperienze che oggi possiamo definire come pratiche di public history, seguendo il paradigma della participatory action research: una modalità di ricerca che per l'ambito pedagogico è stato il motivo privilegiato di contatto con il territorio, di costruzione di un rapporto di collaborazione e formazione soprattutto con le scuole, i musei, gli attori associativi e gli enti territoriali. Ieri come oggi, sono i bisogni sociali, soprattutto di carattere formativo, che devono essere posti al centro delle preoccupazioni del public historian, in modo da avviare un ciclo virtuoso di collaborazione tra tutti i soggetti interessati. I saperi storici, e in particolare storico-educativi, possono infatti svolgere una importante funzione culturale. In particolare, possono contribuire efficacemente alla decostruzione dei pregiudizi, all’inclusione sociale, a comprendere le dimensioni nascoste delle professioni educative e di cura, a uscire dalla errata percezione della “naturalità” dei nostri comportamenti personali e professionali.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



