Il lavoro transdisciplinare condotto dalle autrici ha permesso di sviluppare nel corso degli anni e grazie a diverse esperienze condivise, un metodo di lettura e interpretazione strategica/progettuale, nella consapevolezza che tutte le componenti storico-archeologiche presenti nei luoghi patrimoniali formano una trama densa e diversificata di presenze e relazioni, concorrendo a definire un paesaggio costruito e modificato dall’uomo. Il monumento, così come il sito, non possono, infatti, prescindere dal sistema paesaggio nel quale sono integrati e grazie ai quali esso trova la propria espressione e riconoscimento, mentre, viceversa,: ogni paesaggio risulta fortemente caratterizzato e disegnato dalla presenza delle strutture archeologiche che lo abitano, siano esse visibili o invisibili. Le “tracce” invisibili, ovvero quanto è tornato in vista grazie all’indagine archeologica, rappresentano una possibile chiave di lettura delle dinamiche che hanno caratterizzato un territorio nel corso della sua evoluzione storica, costruendo così il paesaggio contemporaneo. Ugualmente i monumenti visibili nell’ambiente, rappresentano importanti ‘segni’ sul territorio, la cui decodificazione è necessaria per leggere ancora oggi la struttura e la storia evolutiva del paesaggio antropizzato. L'articolo riporta una serie di esplorazioni interpretative e progettuali di luoghi e paesaggi archeologici in ambiti rurali ed urbani, affrontate nel corso del tempo dalle autrici in forma condivisa, grazie alle differenti opportunità di lavoro fornite dalle occasioni prima istituzionali e professionali, e poi di didattica e ricerca applicata.

La dimensione archeologica del paesaggio. Note per la costruzione di uno sguardo interdisciplinare / Tessa Matteini; Monica Salvini. - ELETTRONICO. - (2020), pp. 27-36.

La dimensione archeologica del paesaggio. Note per la costruzione di uno sguardo interdisciplinare

Tessa Matteini
;
2020

Abstract

Il lavoro transdisciplinare condotto dalle autrici ha permesso di sviluppare nel corso degli anni e grazie a diverse esperienze condivise, un metodo di lettura e interpretazione strategica/progettuale, nella consapevolezza che tutte le componenti storico-archeologiche presenti nei luoghi patrimoniali formano una trama densa e diversificata di presenze e relazioni, concorrendo a definire un paesaggio costruito e modificato dall’uomo. Il monumento, così come il sito, non possono, infatti, prescindere dal sistema paesaggio nel quale sono integrati e grazie ai quali esso trova la propria espressione e riconoscimento, mentre, viceversa,: ogni paesaggio risulta fortemente caratterizzato e disegnato dalla presenza delle strutture archeologiche che lo abitano, siano esse visibili o invisibili. Le “tracce” invisibili, ovvero quanto è tornato in vista grazie all’indagine archeologica, rappresentano una possibile chiave di lettura delle dinamiche che hanno caratterizzato un territorio nel corso della sua evoluzione storica, costruendo così il paesaggio contemporaneo. Ugualmente i monumenti visibili nell’ambiente, rappresentano importanti ‘segni’ sul territorio, la cui decodificazione è necessaria per leggere ancora oggi la struttura e la storia evolutiva del paesaggio antropizzato. L'articolo riporta una serie di esplorazioni interpretative e progettuali di luoghi e paesaggi archeologici in ambiti rurali ed urbani, affrontate nel corso del tempo dalle autrici in forma condivisa, grazie alle differenti opportunità di lavoro fornite dalle occasioni prima istituzionali e professionali, e poi di didattica e ricerca applicata.
2020
978-88-9285-025-5
978-88-9285-024-8
Tutela e Restauro 2016-2019. Notiziario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
27
36
Goal 4: Quality education
Goal 11: Sustainable cities and communities
Tessa Matteini; Monica Salvini
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