Sin dalle prime fasi di contrasto alla pandemia, l’utilizzo degli strumenti tecnologici si è rivelato essenziale nel panorama delle misure di contenimento del virus, sia a livello nazionale che europeo. Di recente, il dibattito sull’opportunità di adottare applicazioni di tracciamento dei contatti ha animato la scena internazionale, alimentando dubbi circa la loro (presunta) inadeguatezza in termini di tutela della protezione dei dati personali. Il presente contributo si propone un duplice obiettivo. In primo luogo, attraverso la disamina delle fonti europee e italiane in materia di protezione dei dati, l’articolo indaga il profilo della “legittimità giuridica” dell’app italiana di contact tracing Immuni. In secondo luogo, l’analisi si concentra sulle sue cause di insuccesso in considerazione del fatto che solo una bassissima percentuale della popolazione ha fatto uso dell’app e che questa è progressivamente scomparsa dalla strategia di governo per il contrasto alla pandemia. Il contributo evidenzia che le cause di tale insuccesso sono essenzialmente da attribuirsi ad una generalizzata assenza di fiducia nei confronti delle autorità pubbliche, più che a specifiche falle di sicurezza dell’applicazione. Ma è stata soprattutto la mancata interazione dell’app con il sistema sanitario nazionale e regionale ad averne decretato il fallimento (almeno sino ad ora). Dal 7 aprile 2021 è disponibile un nuovo aggiornamento grazie al quale gli utenti positivi al virus possono autonomamente far scattare il sistema di avviso a tutti gli altri utenti: nuova vita per Immuni?

Molto rumore per nulla? L’app italiana di contact tracing tra profili di legittimità giuridica e cause di inefficienza / Enza Cirone. - ELETTRONICO. - (2021), pp. 171-189.

Molto rumore per nulla? L’app italiana di contact tracing tra profili di legittimità giuridica e cause di inefficienza

Enza Cirone
2021

Abstract

Sin dalle prime fasi di contrasto alla pandemia, l’utilizzo degli strumenti tecnologici si è rivelato essenziale nel panorama delle misure di contenimento del virus, sia a livello nazionale che europeo. Di recente, il dibattito sull’opportunità di adottare applicazioni di tracciamento dei contatti ha animato la scena internazionale, alimentando dubbi circa la loro (presunta) inadeguatezza in termini di tutela della protezione dei dati personali. Il presente contributo si propone un duplice obiettivo. In primo luogo, attraverso la disamina delle fonti europee e italiane in materia di protezione dei dati, l’articolo indaga il profilo della “legittimità giuridica” dell’app italiana di contact tracing Immuni. In secondo luogo, l’analisi si concentra sulle sue cause di insuccesso in considerazione del fatto che solo una bassissima percentuale della popolazione ha fatto uso dell’app e che questa è progressivamente scomparsa dalla strategia di governo per il contrasto alla pandemia. Il contributo evidenzia che le cause di tale insuccesso sono essenzialmente da attribuirsi ad una generalizzata assenza di fiducia nei confronti delle autorità pubbliche, più che a specifiche falle di sicurezza dell’applicazione. Ma è stata soprattutto la mancata interazione dell’app con il sistema sanitario nazionale e regionale ad averne decretato il fallimento (almeno sino ad ora). Dal 7 aprile 2021 è disponibile un nuovo aggiornamento grazie al quale gli utenti positivi al virus possono autonomamente far scattare il sistema di avviso a tutti gli altri utenti: nuova vita per Immuni?
Quaderni di SIDIBlog
171
189
Enza Cirone
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