Questo saggio, che si focalizza sul fascismo come forma specifica e inedita di radicalismo politico modellato da un quadro di crisi acuta tra il 1918 e il 1923, intende riformulare domande che sono a lungo parse scontate: a quale tipo di crisi il movimento fascista mirava a dare soluzione? In quale senso questo era il prodotto di una rottura netta, oppure l’esito di forme più profonde di continuità? Per rispondere a queste domande, il caso di studio dell’alto Adriatico offre potenzialità analitiche e interpretative che meritano un approfondimento. Come spazio in transizione fra sovranità imperiale (asburgica) e sovranità nazionale (italiana), nonché luogo di ascesa dello squadrismo, infatti, si presta a incrociare due diverse prospettive storiografiche che finora hanno poco o nulla dialogato con gli studi sul fascismo e che hanno conosciuto importanti sviluppi recenti: quella sul dopoguerra europeo e quella sull’Impero asburgico. Le differenze di questo caso specifico rispetto ad altre regioni dell’Europa centro e sud-orientale emergeranno in un quadro comparato, attento a collegare gli sviluppi della crisi post-bellica nella Trieste ed Istria post-asburgiche con un contesto ben più ampio, europeo e italiano. This essay, focussing on fascism as a specific and new form of political radicalism shaped by a context of severe crisis between 1918 and 1923, aims to re-address questions that were long taken for granted: to which kind of crisis does the fascist movement aimed to provide solutions? To what extent was this a product of a clear-cut break, or the outcome of deeper forms of continuity? To answer, the Upper Adriatic offers a set of analytical and interpretative opportunities worth being explored. As a transitional space between an imperial (Habsburg) sovereignty and a national (Italian) one, as well as a setting for ascent of fascist paramilitarism, it is thus an ideal case-study to match two different, recently flourishing historiographical fields that so far have little or nothing intersected the fascist studies: the studies on European legacies of Great War and the studies on the Habsburg Empire. This essay will show the differences between the northern Adriatic case as compared to other regions of central and south-eastern Europe, and will connect the developments of the post-war crisis in post-Habsburg Trieste and Istria to a broader, both European and Italian context.

L'ascesa di una nuova destra radicale nella transizione post-bellica: una prospettiva post-asburgica e alto-adriatica (1918-1923) / Marco Bresciani. - STAMPA. - (2022), pp. 167-194.

L'ascesa di una nuova destra radicale nella transizione post-bellica: una prospettiva post-asburgica e alto-adriatica (1918-1923)

Marco Bresciani
2022

Abstract

Questo saggio, che si focalizza sul fascismo come forma specifica e inedita di radicalismo politico modellato da un quadro di crisi acuta tra il 1918 e il 1923, intende riformulare domande che sono a lungo parse scontate: a quale tipo di crisi il movimento fascista mirava a dare soluzione? In quale senso questo era il prodotto di una rottura netta, oppure l’esito di forme più profonde di continuità? Per rispondere a queste domande, il caso di studio dell’alto Adriatico offre potenzialità analitiche e interpretative che meritano un approfondimento. Come spazio in transizione fra sovranità imperiale (asburgica) e sovranità nazionale (italiana), nonché luogo di ascesa dello squadrismo, infatti, si presta a incrociare due diverse prospettive storiografiche che finora hanno poco o nulla dialogato con gli studi sul fascismo e che hanno conosciuto importanti sviluppi recenti: quella sul dopoguerra europeo e quella sull’Impero asburgico. Le differenze di questo caso specifico rispetto ad altre regioni dell’Europa centro e sud-orientale emergeranno in un quadro comparato, attento a collegare gli sviluppi della crisi post-bellica nella Trieste ed Istria post-asburgiche con un contesto ben più ampio, europeo e italiano. This essay, focussing on fascism as a specific and new form of political radicalism shaped by a context of severe crisis between 1918 and 1923, aims to re-address questions that were long taken for granted: to which kind of crisis does the fascist movement aimed to provide solutions? To what extent was this a product of a clear-cut break, or the outcome of deeper forms of continuity? To answer, the Upper Adriatic offers a set of analytical and interpretative opportunities worth being explored. As a transitional space between an imperial (Habsburg) sovereignty and a national (Italian) one, as well as a setting for ascent of fascist paramilitarism, it is thus an ideal case-study to match two different, recently flourishing historiographical fields that so far have little or nothing intersected the fascist studies: the studies on European legacies of Great War and the studies on the Habsburg Empire. This essay will show the differences between the northern Adriatic case as compared to other regions of central and south-eastern Europe, and will connect the developments of the post-war crisis in post-Habsburg Trieste and Istria to a broader, both European and Italian context.
9788840022161
Annali della Fondazione Ugo La Malfa
167
194
Marco Bresciani
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