Tra il 2008 e il 2009, per un insieme di fattori tra cui l’avvio della crisi finanziaria mondiale, alcuni fashion brand del lusso internazionali, in modo particolare quelli di proprietà delle due holding LVMH e Kering, hanno cominciato a porre sempre più l’attenzione all’artigianato – al lavoro lento, manuale e non in serie – che per molti anni è rimasto nascosto all’interno degli atelier. Le città della moda che mostrano e vendono le collezioni dei brand tornano a essere luoghi dove è visibile il processo produttivo. Viene evocato un modello pre-industriale, caratterizzato dalla compresenza tra il fare artigianale e la vendita, superato in seguito dalla separazione tra i processi produttivi – spostati fuori dalla città in edifici anonimi e nascosti al pubblico – e le dinamiche commerciali – accolte dall’Ottocento in architetture imponenti, uniche e innovative. In questi ultimi anni, dopo una fase di delocalizzazione produttiva e accelerazione dei tempi di realizzazione, il legame tra il prodotto e la persona che lo crea sembra riacquistare nuovo valore.

L’artigianato in vetrina nelle città della moda / Paolo Franzo. - STAMPA. - (2016), pp. 297-307.

L’artigianato in vetrina nelle città della moda

Paolo Franzo
2016

Abstract

Tra il 2008 e il 2009, per un insieme di fattori tra cui l’avvio della crisi finanziaria mondiale, alcuni fashion brand del lusso internazionali, in modo particolare quelli di proprietà delle due holding LVMH e Kering, hanno cominciato a porre sempre più l’attenzione all’artigianato – al lavoro lento, manuale e non in serie – che per molti anni è rimasto nascosto all’interno degli atelier. Le città della moda che mostrano e vendono le collezioni dei brand tornano a essere luoghi dove è visibile il processo produttivo. Viene evocato un modello pre-industriale, caratterizzato dalla compresenza tra il fare artigianale e la vendita, superato in seguito dalla separazione tra i processi produttivi – spostati fuori dalla città in edifici anonimi e nascosti al pubblico – e le dinamiche commerciali – accolte dall’Ottocento in architetture imponenti, uniche e innovative. In questi ultimi anni, dopo una fase di delocalizzazione produttiva e accelerazione dei tempi di realizzazione, il legame tra il prodotto e la persona che lo crea sembra riacquistare nuovo valore.
2016
978-88-575-3771-9
978-88-942-0268-7
Moda, città e immaginari
297
307
Paolo Franzo
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