Esistono numerosi trattati sui famosi ospiti maschili della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Groeben 2020). La presenza di scienziate donne è invece rimasta in gran parte inesplorata, facendo eccezione del saggio di Jan Butin Sloan sull’American Women’s Table, uscito ormai quarantaquattro anni fa (Sloan 1978). In questo breve contributo cercherò di dimostrare che l’istituzione di Dohrn svolse un ruolo importante nell’affermazione delle donne nella ricerca e nella carriera biomedica. Non mi soffermerò sulle, pur importanti, biografie delle singole ricercatrici, ma fornirò alcuni dati statistici e prosopografici generali. Suddivido il cammino delle donne verso l’egalitaria partecipazione in tre fasi: “l’eccezione”, “il normale” e “la parità”. Nonostante l’immagine storica di un mondo della scienza senza donne, le scienze naturali non sono mai state esclusivamente maschili. Anzi, quando i luoghi della ricerca erano prevalentemente le mura domestiche, una sorprendente quantità di donne era coinvolta nelle imprese scientifiche. Alcune riuscivano anche a intraprendere la carriera accademica, specialmente in Italia, ma era concessa solo se protette da figure maschili potenti e quando si trattava di casi eccezionali (per es. Knott e Taylor 2005). Durante l’Ottocento, con la crescente professionalizzazione della scienza e la dislocazione della ricerca nei laboratori universitari il ruolo delle donne fu sempre più marginale. Dovettero riconquistarsi l’accesso all’educazione superiore, alla ricerca e alla carriera. Come vedremo più avanti, a partire dalla fine del XIX secolo, le figure femminili nei laboratori divennero sempre più numerose, ma la carriera accademica rimase un miraggio.

Le prime donne scienziate alla Stazione Zoologica / Droescher, Ariane. - STAMPA. - (2023), pp. 182-187.

Le prime donne scienziate alla Stazione Zoologica.

Droescher
2023

Abstract

Esistono numerosi trattati sui famosi ospiti maschili della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Groeben 2020). La presenza di scienziate donne è invece rimasta in gran parte inesplorata, facendo eccezione del saggio di Jan Butin Sloan sull’American Women’s Table, uscito ormai quarantaquattro anni fa (Sloan 1978). In questo breve contributo cercherò di dimostrare che l’istituzione di Dohrn svolse un ruolo importante nell’affermazione delle donne nella ricerca e nella carriera biomedica. Non mi soffermerò sulle, pur importanti, biografie delle singole ricercatrici, ma fornirò alcuni dati statistici e prosopografici generali. Suddivido il cammino delle donne verso l’egalitaria partecipazione in tre fasi: “l’eccezione”, “il normale” e “la parità”. Nonostante l’immagine storica di un mondo della scienza senza donne, le scienze naturali non sono mai state esclusivamente maschili. Anzi, quando i luoghi della ricerca erano prevalentemente le mura domestiche, una sorprendente quantità di donne era coinvolta nelle imprese scientifiche. Alcune riuscivano anche a intraprendere la carriera accademica, specialmente in Italia, ma era concessa solo se protette da figure maschili potenti e quando si trattava di casi eccezionali (per es. Knott e Taylor 2005). Durante l’Ottocento, con la crescente professionalizzazione della scienza e la dislocazione della ricerca nei laboratori universitari il ruolo delle donne fu sempre più marginale. Dovettero riconquistarsi l’accesso all’educazione superiore, alla ricerca e alla carriera. Come vedremo più avanti, a partire dalla fine del XIX secolo, le figure femminili nei laboratori divennero sempre più numerose, ma la carriera accademica rimase un miraggio.
2023
9788809969315
La vita del mare – Il mare per la vita: 150 anni di ricerca alla Stazione Zoologica Anton Dohrn.
182
187
Droescher, Ariane
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