I risultati delle analisi svolte dal gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DISEI) dell’Università degli Studi di Firenze, relativi al progetto LASI, possono essere interpretati alla luce del contesto storico e delle principali teorie presenti in letteratura, che motivano e giustificano le pratiche di rendicontazione volontaria da parte di enti che potremmo definire “quasi pubblici” o ibridi, come l’Opera di Santa Maria del Fiore (OSMF). Nell’ambito degli studi di accounting history, un ruolo fondamentale è assegnato alle motivazioni che spingono le organizzazioni a rendicontare o meno l’utilizzo delle proprie risorse, le operazioni di gestione interna o esterna, e altri aspetti rilevanti come il coinvolgimento dei portatori di interesse o le pratiche di governo, in assenza di un obbligo normativo specifico. Le pratiche di rendicontazione volontarie sono generalmente interpretate in letteratura attraverso due principali chiavi di lettura: le teorie economiche (ad esempio, teoria dell’agenzia, teoria dei segnali, teoria della dipendenza dalle risorse) e le teorie socio-politiche (ad esempio, stakeholder-agency theory, teo- ria istituzionale o neo-istituzionale, teoria della legittimità). Queste teorie differiscono nelle loro aspettative fondamentali: quelle basate sui principi economici interpretano l’organizzazione come una normale unità economica che opera nel mercato dei capitali2, mentre le teorie socio-politiche vedono l’organizzazione come parte di un sistema sociale più ampio. Dato che all’epoca dei fatti indagati nel progetto LASI, l’OSMF si configurava – assumendo categorie in uso oggi – come un’entità quasi-pubblica, sebbene formalmente privata, in questo studio trovano maggiore applicazione le teorie socio-politiche. L’OSMF era un’istituzione formalmente privata ma finanziata da risorse pubbliche e influenzata sia dal potere politico che da quello religioso5. Pertanto, l’OSMF doveva garantire una maggiore “accountability verso il basso” rispetto ad altre istituzioni, in particolare nei confronti della cittadinanza, dei fedeli, della comunità locale, della diocesi e del Comune di Firenze. Inoltre, la letteratura sul terzo settore e sulla pubblica amministrazione suggerisce che il contesto istituzionale nazionale di un’organizzazione, che include strutture legali, normative e professionali, influenzi la sua propensione a adottare strumenti di accountability sia di natura comunicativa sia con funzioni di controllo di gestione o di controllo interno.

La gestione del cantiere del duomo di Firenze nel Trecento e la rendicontazione volontaria: un’introduzione / Giacomo Manetti. - STAMPA. - (2024), pp. 175-188.

La gestione del cantiere del duomo di Firenze nel Trecento e la rendicontazione volontaria: un’introduzione

Giacomo Manetti
2024

Abstract

I risultati delle analisi svolte dal gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (DISEI) dell’Università degli Studi di Firenze, relativi al progetto LASI, possono essere interpretati alla luce del contesto storico e delle principali teorie presenti in letteratura, che motivano e giustificano le pratiche di rendicontazione volontaria da parte di enti che potremmo definire “quasi pubblici” o ibridi, come l’Opera di Santa Maria del Fiore (OSMF). Nell’ambito degli studi di accounting history, un ruolo fondamentale è assegnato alle motivazioni che spingono le organizzazioni a rendicontare o meno l’utilizzo delle proprie risorse, le operazioni di gestione interna o esterna, e altri aspetti rilevanti come il coinvolgimento dei portatori di interesse o le pratiche di governo, in assenza di un obbligo normativo specifico. Le pratiche di rendicontazione volontarie sono generalmente interpretate in letteratura attraverso due principali chiavi di lettura: le teorie economiche (ad esempio, teoria dell’agenzia, teoria dei segnali, teoria della dipendenza dalle risorse) e le teorie socio-politiche (ad esempio, stakeholder-agency theory, teo- ria istituzionale o neo-istituzionale, teoria della legittimità). Queste teorie differiscono nelle loro aspettative fondamentali: quelle basate sui principi economici interpretano l’organizzazione come una normale unità economica che opera nel mercato dei capitali2, mentre le teorie socio-politiche vedono l’organizzazione come parte di un sistema sociale più ampio. Dato che all’epoca dei fatti indagati nel progetto LASI, l’OSMF si configurava – assumendo categorie in uso oggi – come un’entità quasi-pubblica, sebbene formalmente privata, in questo studio trovano maggiore applicazione le teorie socio-politiche. L’OSMF era un’istituzione formalmente privata ma finanziata da risorse pubbliche e influenzata sia dal potere politico che da quello religioso5. Pertanto, l’OSMF doveva garantire una maggiore “accountability verso il basso” rispetto ad altre istituzioni, in particolare nei confronti della cittadinanza, dei fedeli, della comunità locale, della diocesi e del Comune di Firenze. Inoltre, la letteratura sul terzo settore e sulla pubblica amministrazione suggerisce che il contesto istituzionale nazionale di un’organizzazione, che include strutture legali, normative e professionali, influenzi la sua propensione a adottare strumenti di accountability sia di natura comunicativa sia con funzioni di controllo di gestione o di controllo interno.
2024
978-88-9280-233-9
I CANTIERI PUBBLICI DOPO LA PESTE NERA LAVORO, ACCOUNTABILITY E IMPATTO SOCIALE (SECOLI XIV-XV)
175
188
Giacomo Manetti
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