Se si considera l’istituzione comunale medievale come il prevalere di un gruppo al potere e la ‘parte’ come espressione politicamente organizzata di gruppi consortili o clientelari, appare chiaro come la struttura urbanistica delle città medievali possa essere letta per parti aggiunte o tolte. Gli effetti urbanistici derivanti dalla moltiplicazione dei poli di potere furono almeno di tre diverse gradazioni: la costruzione o l’individuazione di una sede rappresentativa; la dicotomia del potere con due corpi funzionari e due sedi distinte; la costituzione di una città nella città, dove ciascun partito viva nel proprio quartiere, autonomo nelle infrastrutture e negli spazi rappresentativi. La separazione è talvolta favorita dalla situazione geografica: dove si chiariscono meglio le dinamiche di divisione è nelle città di pianura, dov’è più difficile e complesso frazionare lo spazio urbano. Concentrando l’attenzione sul Piemonte orientale, si nota come, per separare la città in due parti non comunicanti, ad Asti e a Vercelli si costruiscano muri, siepi e steccati, mentre a Fossano e Novara si tamponino le aperture sul confine. In ogni caso le parti si assicurano il controllo di alcune porte delle mura urbiche, mantenendo così il rapporto con la campagna. La partizione dello spazio urbano diventa un diffuso strumento di dominio solo in età viscontea, consolidando le divisioni comunali o creandone di nuove.

Separazione politica e spazio urbano nel Piemonte comunale / marco frati. - STAMPA. - (2024), pp. 198-211.

Separazione politica e spazio urbano nel Piemonte comunale

marco frati
2024

Abstract

Se si considera l’istituzione comunale medievale come il prevalere di un gruppo al potere e la ‘parte’ come espressione politicamente organizzata di gruppi consortili o clientelari, appare chiaro come la struttura urbanistica delle città medievali possa essere letta per parti aggiunte o tolte. Gli effetti urbanistici derivanti dalla moltiplicazione dei poli di potere furono almeno di tre diverse gradazioni: la costruzione o l’individuazione di una sede rappresentativa; la dicotomia del potere con due corpi funzionari e due sedi distinte; la costituzione di una città nella città, dove ciascun partito viva nel proprio quartiere, autonomo nelle infrastrutture e negli spazi rappresentativi. La separazione è talvolta favorita dalla situazione geografica: dove si chiariscono meglio le dinamiche di divisione è nelle città di pianura, dov’è più difficile e complesso frazionare lo spazio urbano. Concentrando l’attenzione sul Piemonte orientale, si nota come, per separare la città in due parti non comunicanti, ad Asti e a Vercelli si costruiscano muri, siepi e steccati, mentre a Fossano e Novara si tamponino le aperture sul confine. In ogni caso le parti si assicurano il controllo di alcune porte delle mura urbiche, mantenendo così il rapporto con la campagna. La partizione dello spazio urbano diventa un diffuso strumento di dominio solo in età viscontea, consolidando le divisioni comunali o creandone di nuove.
2024
978-3-942687-62-1
Il Tesoro delle Città. Strenna 2024 dell’Associazione Storia della Città
198
211
marco frati
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