Tornando a riflettere su alcuni passaggi concettuali di autori quali Leon Battista Alberti, Walter Benjamin, Pier Paolo Pasolini, lo scritto intende, in filigrana, fare cenno a un orizzonte teorico e a una prassi all’interno delle quali l’agire-comporre (poiéin) dell’architetto-artefice si struttura e trova fondamento in una perenne azione sul già dato (una molteplicità reticolata di luoghi, cose, pensieri, forme…) e la stessa emersione del "novum" interpretata e avvertita non altro che invenzione e scoperta originata da fortuite ed estraniate sopravvivenze. Uno sguardo critico che riconosce le pratiche del progetto come continue, inesauribili ri-scritture, in potenza mai definitivamente concluse. Returning to reflect on some conceptual passages of authors such as Leon Battista Alberti, Walter Benjamin, and Pier Paolo Pasolini, the paper intends, in filigree, to hint at a theoretical horizon and a praxis within which the acting-composing (poiéin) of the architect-artifex is structured and finds its roots in a perennial action on the already given (a reticulated multiplicity of places, things, thoughts, forms) and the very emergence of the "novum" interpreted and felt to be nothing more than invention and discovery originating in fortuitous and estranged survivals. A critical gaze that recognizes the practices of the project as continuous, inexhaustible re-writings, in power never definitively concluded.
Aut finis aut transitus. Figure della modificazione / Fabrizio franco vittorio arrigoni. - STAMPA. - 41:(2024), pp. 23-41.
Aut finis aut transitus. Figure della modificazione
Fabrizio franco vittorio arrigoni
2024
Abstract
Tornando a riflettere su alcuni passaggi concettuali di autori quali Leon Battista Alberti, Walter Benjamin, Pier Paolo Pasolini, lo scritto intende, in filigrana, fare cenno a un orizzonte teorico e a una prassi all’interno delle quali l’agire-comporre (poiéin) dell’architetto-artefice si struttura e trova fondamento in una perenne azione sul già dato (una molteplicità reticolata di luoghi, cose, pensieri, forme…) e la stessa emersione del "novum" interpretata e avvertita non altro che invenzione e scoperta originata da fortuite ed estraniate sopravvivenze. Uno sguardo critico che riconosce le pratiche del progetto come continue, inesauribili ri-scritture, in potenza mai definitivamente concluse. Returning to reflect on some conceptual passages of authors such as Leon Battista Alberti, Walter Benjamin, and Pier Paolo Pasolini, the paper intends, in filigree, to hint at a theoretical horizon and a praxis within which the acting-composing (poiéin) of the architect-artifex is structured and finds its roots in a perennial action on the already given (a reticulated multiplicity of places, things, thoughts, forms) and the very emergence of the "novum" interpreted and felt to be nothing more than invention and discovery originating in fortuitous and estranged survivals. A critical gaze that recognizes the practices of the project as continuous, inexhaustible re-writings, in power never definitively concluded.| File | Dimensione | Formato | |
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