In tanti hanno sottolineato l’inedito rapporto tra artificio architettonico e naturalità che caratterizza l’opera di Lina Bo Bardi in Brasile, a partire dalla celebre Casa de Vidro (1950-1951) costruita in una selva la cui sublime bellezza recava ancora la memoria di un passato di schiavitù e sfruttamento. La vita vegetale e animale è spesso l’autentico protagonista dello spazio, in una sorta di domesticità ‘allargata’ che tramuta l’essere umano in un meravigliato “ospite temporaneo”. Un acquerello del 1985, intitolato Entreato para crianças, mostra, ad esempio, un interno dedicato al gioco dei più piccoli dove “anche le formiche e gli scarafaggi hanno diritto di cittadinanza”. Tale originale coinvolgimento di una natura rigogliosa e incantatrice matura negli anni milanesi di Lina, forse come forma di escapismo, di evasione dai traumi della Guerra e dalle ristrettezze del dopo. Il suo esordio sulla «Domus» di Gio Ponti, nell’agosto del 1940, è un vero e proprio progetto/manifesto di una casa sul mare di Sicilia abitata dalle piante e dagli uomini, mentre la camera per bambini presentata sul primo numero di «Cordelia» (1942) è un sogno en plein air, con il letto appeso agli alberi (tropicali) dipinti e un tripudio di animali, uccelli e insetti. Questo contributo intende analizzare tutti gli articoli scritti e/o illustrati da Lina Bo Bardi prima della partenza per il Brasile nel 1946 su alcune delle principali riviste dell’epoca («Domus», «Aria d’Italia», «Stile», «Grazia», «Bellezza», «A» solo per citarne alcune), nei quali appare centrale il tema del rapporto tra architettura e natura. Vi si presentano progetti di case, giardini, orti, balconi, terrazze, interni in cui l’architettura si mostra come un insieme minimo di linee, lo spazio è quasi vivo e i tradizionali confini domestici sfumano in quelli di un Eden mediterraneo, spesso così luminoso da lasciar immaginare ‘altre’ latitudini.

Paradiso senza Arcangeli. Natura e architettura negli scritti e nei disegni di Lina Bo Bardi per alcune riviste italiane, 1940-1946 / Alberto Pireddu. - STAMPA. - (2025), pp. 130-135.

Paradiso senza Arcangeli. Natura e architettura negli scritti e nei disegni di Lina Bo Bardi per alcune riviste italiane, 1940-1946

Alberto Pireddu
2025

Abstract

In tanti hanno sottolineato l’inedito rapporto tra artificio architettonico e naturalità che caratterizza l’opera di Lina Bo Bardi in Brasile, a partire dalla celebre Casa de Vidro (1950-1951) costruita in una selva la cui sublime bellezza recava ancora la memoria di un passato di schiavitù e sfruttamento. La vita vegetale e animale è spesso l’autentico protagonista dello spazio, in una sorta di domesticità ‘allargata’ che tramuta l’essere umano in un meravigliato “ospite temporaneo”. Un acquerello del 1985, intitolato Entreato para crianças, mostra, ad esempio, un interno dedicato al gioco dei più piccoli dove “anche le formiche e gli scarafaggi hanno diritto di cittadinanza”. Tale originale coinvolgimento di una natura rigogliosa e incantatrice matura negli anni milanesi di Lina, forse come forma di escapismo, di evasione dai traumi della Guerra e dalle ristrettezze del dopo. Il suo esordio sulla «Domus» di Gio Ponti, nell’agosto del 1940, è un vero e proprio progetto/manifesto di una casa sul mare di Sicilia abitata dalle piante e dagli uomini, mentre la camera per bambini presentata sul primo numero di «Cordelia» (1942) è un sogno en plein air, con il letto appeso agli alberi (tropicali) dipinti e un tripudio di animali, uccelli e insetti. Questo contributo intende analizzare tutti gli articoli scritti e/o illustrati da Lina Bo Bardi prima della partenza per il Brasile nel 1946 su alcune delle principali riviste dell’epoca («Domus», «Aria d’Italia», «Stile», «Grazia», «Bellezza», «A» solo per citarne alcune), nei quali appare centrale il tema del rapporto tra architettura e natura. Vi si presentano progetti di case, giardini, orti, balconi, terrazze, interni in cui l’architettura si mostra come un insieme minimo di linee, lo spazio è quasi vivo e i tradizionali confini domestici sfumano in quelli di un Eden mediterraneo, spesso così luminoso da lasciar immaginare ‘altre’ latitudini.
2025
978-88-229-2338-7
Donne e progetto. Figure dell'architettura e del design nell'Italia contemporanea
130
135
Alberto Pireddu
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