Sul naricisismo etico del mito singolarista della trasparenza ritorna il quinto saggio del presente volume, che si propone di distinguere diverse forme di ipocrisia psicologica e morale e le loro varianti politiche, prima di problematizzare posture teoriche che finiscono per sacrificare un’analisi puntuale della complessità del fenomeno sull’altare di condanne e di esaltazioni normativamente ispirate. Oltre a distinguere le virtù civilizzatrici dell’ipocrisia psicologica dalle ricadute sociopatiche dell’ipocrisia morale, il saggio invita a non confondere la categoria di ipocrisia democratica dall’abusato concetto di ipocrisia politica: nel primo caso a contare non sono le intenzioni ingannevoli di attori politici, ma gli effetti (anche involontari) delle decisioni politiche che, di fatto, risultano incompatibili con i valori democratici a cui gli attori istituzionali si richiamano per immunizzare se stessi, il proprio ruolo o l’istituzione stessa che rappresentano dal contropotere corrosivo della critica. Formulata in questi termini, l’ipocrisia democratica può difficilmente essere assimilata a un valido antidoto che le democrazie costituzionali potrebbero o, addirittura, dovrebbero assumere contro il pericolo rappresentato da politiche ciniche e illiberali: lungi dall’essere contenute, le passioni autocratiche e l’apatia democratica alla base delle forme contemporanee di populismo possono essere alimentate proprio dalle diverse forme di ipocrisia democratica. Ma se l’ipocrisia democratica finisce per fomentare il cinismo spudorato contro cui è stata ripetutamente schierata in sede teorica, non meno preoccupante è la pretesa messa al bando dell’ipocrisia psicologica sottesa al culto contemporaneo della trasparenza: da ideale regolativo del potere democraticamente addomesticato, la trasparenza è oggi sottoposta a una torsione autoritaria che non è più appannaggio dei capi delle masse di novecentesca memoria, ma dei loro stessi componenti.

L’ipocrisia democratica ai tempi della politica trasparente / Leonard Mazzone. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 117-139.

L’ipocrisia democratica ai tempi della politica trasparente

Leonard Mazzone
2025

Abstract

Sul naricisismo etico del mito singolarista della trasparenza ritorna il quinto saggio del presente volume, che si propone di distinguere diverse forme di ipocrisia psicologica e morale e le loro varianti politiche, prima di problematizzare posture teoriche che finiscono per sacrificare un’analisi puntuale della complessità del fenomeno sull’altare di condanne e di esaltazioni normativamente ispirate. Oltre a distinguere le virtù civilizzatrici dell’ipocrisia psicologica dalle ricadute sociopatiche dell’ipocrisia morale, il saggio invita a non confondere la categoria di ipocrisia democratica dall’abusato concetto di ipocrisia politica: nel primo caso a contare non sono le intenzioni ingannevoli di attori politici, ma gli effetti (anche involontari) delle decisioni politiche che, di fatto, risultano incompatibili con i valori democratici a cui gli attori istituzionali si richiamano per immunizzare se stessi, il proprio ruolo o l’istituzione stessa che rappresentano dal contropotere corrosivo della critica. Formulata in questi termini, l’ipocrisia democratica può difficilmente essere assimilata a un valido antidoto che le democrazie costituzionali potrebbero o, addirittura, dovrebbero assumere contro il pericolo rappresentato da politiche ciniche e illiberali: lungi dall’essere contenute, le passioni autocratiche e l’apatia democratica alla base delle forme contemporanee di populismo possono essere alimentate proprio dalle diverse forme di ipocrisia democratica. Ma se l’ipocrisia democratica finisce per fomentare il cinismo spudorato contro cui è stata ripetutamente schierata in sede teorica, non meno preoccupante è la pretesa messa al bando dell’ipocrisia psicologica sottesa al culto contemporaneo della trasparenza: da ideale regolativo del potere democraticamente addomesticato, la trasparenza è oggi sottoposta a una torsione autoritaria che non è più appannaggio dei capi delle masse di novecentesca memoria, ma dei loro stessi componenti.
2025
9791259932730
Pseudocrazia Figure della “falsa coscienza”
117
139
Leonard Mazzone
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