Nell’ultimo mezzo secolo la libertà ha cambiato profilo, identità. È cambiato il suo colore, la sua collocazione politica, le libertà a cui immediatamente si pensa quando si dice libertà e, infine, il modo, per così dire, di intendere la libertà. La domanda “di che cosa è oggi nome la libertà?” verrà articolata in questo contributo in tre diverse direzioni. La prima è quella della ricostruzione della relazione fra le molteplici e differenti declinazioni contemporanee dell’idea di libertà e il liberalismo, nel tentativo di cogliere ciò che c’è ancora di liberale nelle rivendicazioni e nelle concezioni contemporanee della libertà che si sono diffuse nelle liberaldemocrazie occidentali. Una questione particolarmente complessa anche perché implica uno sforzo definitorio quanto mai problematico di che cosa sia, almeno nelle sue linee generali, il liberalismo. La seconda direzione è quella di una riflessione sulle ragioni della trasformazione contemporanea della semantica e della sintassi della libertà. Si tratta di ragioni plurali ed eterogenee di cui però vorrei evidenziare uno snodo nel mutamento dell’immagine del mondo (Weltbild) egemone nelle società liberaldemocratiche occidentali. L’avvento di una immagine del mondo che tiene insieme singolarismo e assolutismo della realtà ha ridefinito il modo prevalente di intendere la libertà nelle società occidentali. Questa nuova immagine del mondo – unica malgrado le diversità che si possono registrare in merito ad aspetti secondari – è caratterizzata da due rappresentazioni che ne decidono lo spirito e l’impatto pratico complessivo: una nuova estrema forma di individualismo (singolarismo) e una percezione della realtà sociale (anche nella sua dimensione materiale) come fascio di relazioni a somma zero, senza alcuna possibilità di un futuro progressivamente e universalmente inclusivo (assolutismo della realtà). Insistere sul ruolo dei cambiamenti nell’immagine del mondo non significa affermare l’irrilevanza delle trasformazioni materiali (economiche, istituzionali, tecnologiche, fisico-ambientali), quanto piuttosto sottrarsi ad un determinismo materialistico e pensare al mutamento delle immagini del mondo e al loro impatto sulla fisionomia della soggettività come l’esito complesso dell’influenza di fattori materiali e di fattori ideali autonomi da – e irriducibili a – condizionamenti materiali. L’ultima direzione è quella di una ricognizione delle divergenze, delle tensioni, delle paradossali compresenze fra le diverse declinazioni dell’idea contemporanea di libertà.
Politica e libertà al tempo del singolarismo / Dimitri D'Andrea. - STAMPA. - Eranos Yearbook:(In corso di stampa), pp. 120-150.
Politica e libertà al tempo del singolarismo
Dimitri D'Andrea
In corso di stampa
Abstract
Nell’ultimo mezzo secolo la libertà ha cambiato profilo, identità. È cambiato il suo colore, la sua collocazione politica, le libertà a cui immediatamente si pensa quando si dice libertà e, infine, il modo, per così dire, di intendere la libertà. La domanda “di che cosa è oggi nome la libertà?” verrà articolata in questo contributo in tre diverse direzioni. La prima è quella della ricostruzione della relazione fra le molteplici e differenti declinazioni contemporanee dell’idea di libertà e il liberalismo, nel tentativo di cogliere ciò che c’è ancora di liberale nelle rivendicazioni e nelle concezioni contemporanee della libertà che si sono diffuse nelle liberaldemocrazie occidentali. Una questione particolarmente complessa anche perché implica uno sforzo definitorio quanto mai problematico di che cosa sia, almeno nelle sue linee generali, il liberalismo. La seconda direzione è quella di una riflessione sulle ragioni della trasformazione contemporanea della semantica e della sintassi della libertà. Si tratta di ragioni plurali ed eterogenee di cui però vorrei evidenziare uno snodo nel mutamento dell’immagine del mondo (Weltbild) egemone nelle società liberaldemocratiche occidentali. L’avvento di una immagine del mondo che tiene insieme singolarismo e assolutismo della realtà ha ridefinito il modo prevalente di intendere la libertà nelle società occidentali. Questa nuova immagine del mondo – unica malgrado le diversità che si possono registrare in merito ad aspetti secondari – è caratterizzata da due rappresentazioni che ne decidono lo spirito e l’impatto pratico complessivo: una nuova estrema forma di individualismo (singolarismo) e una percezione della realtà sociale (anche nella sua dimensione materiale) come fascio di relazioni a somma zero, senza alcuna possibilità di un futuro progressivamente e universalmente inclusivo (assolutismo della realtà). Insistere sul ruolo dei cambiamenti nell’immagine del mondo non significa affermare l’irrilevanza delle trasformazioni materiali (economiche, istituzionali, tecnologiche, fisico-ambientali), quanto piuttosto sottrarsi ad un determinismo materialistico e pensare al mutamento delle immagini del mondo e al loro impatto sulla fisionomia della soggettività come l’esito complesso dell’influenza di fattori materiali e di fattori ideali autonomi da – e irriducibili a – condizionamenti materiali. L’ultima direzione è quella di una ricognizione delle divergenze, delle tensioni, delle paradossali compresenze fra le diverse declinazioni dell’idea contemporanea di libertà.| File | Dimensione | Formato | |
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