Il contributo propone una riflessione sul sito archeologico come spazio di mediazione e dialogo tra tempo e società. Dopo aver ricostruito, in chiave storica, l’evoluzione del concetto di sito dal Rinascimento all’età contemporanea — da luogo di recupero di opere d’arte a fonte primaria per la ricostruzione storica e, infine, a nodo dinamico di relazioni culturali e sociali — il testo si concentra sul rapporto tra archeologia istituzionale e comunità. Attraverso l’analisi delle comunità istituzionalizzate (enti locali) e dei gruppi informali (grassroots), vengono evidenziate le potenzialità e le criticità di una relazione spesso complessa, segnata da divergenze di aspettative, conflitti narrativi e questioni di tutela. In questa prospettiva, l’esperienza della Rocca di San Martino a Bruscoli rappresenta un caso emblematico di collaborazione virtuosa tra università, soprintendenza, amministrazione comunale e associazioni locali, dimostrando come un approccio multivocale possa trasformare un sito marginalizzato in una risorsa condivisa. Inserito nel progetto RESTART, il contributo sottolinea come il sito archeologico, lungi dall’essere un mero oggetto di studio, possa diventare un agente di cambiamento e uno strumento di rigenerazione territoriale, capace di integrare tutela, ricerca, partecipazione e sviluppo sostenibile. Abstract (English) This contribution reflects on the archaeological site as a space of mediation and dialogue between time and society. After outlining, from a historical perspective, the evolution of the concept of the site from the Renaissance to the contemporary period—shifting from a place for the recovery of works of art to a primary source for historical reconstruction and, ultimately, to a dynamic node of cultural and social relations—the paper focuses on the relationship between institutional archaeology and communities. Through an analysis of institutionalized communities (local authorities) and informal groups (grassroots), it highlights both the potential and the critical issues of a relationship that is often complex, marked by diverging expectations, narrative conflicts, and challenges related to heritage protection. Within this framework, the experience of the Rocca di San Martino at Bruscoli represents an emblematic case of successful collaboration among the university, heritage authorities, municipal administration, and local associations, demonstrating how a multivocal approach can transform a marginalized site into a shared resource. Situated within the RESTART project, the contribution emphasizes how the archaeological site—far from being a mere object of study—can become an agent of change and a tool for territorial regeneration, integrating conservation, research, participation, and sustainable development.

IL SITO ARCHEOLOGICO COME SPAZIO DI MEDIAZIONE E DIALOGO TRA TEMPO E SOCIETÀ / Michele Nucciotti. - STAMPA. - (2025), pp. 27-34.

IL SITO ARCHEOLOGICO COME SPAZIO DI MEDIAZIONE E DIALOGO TRA TEMPO E SOCIETÀ

Michele Nucciotti
2025

Abstract

Il contributo propone una riflessione sul sito archeologico come spazio di mediazione e dialogo tra tempo e società. Dopo aver ricostruito, in chiave storica, l’evoluzione del concetto di sito dal Rinascimento all’età contemporanea — da luogo di recupero di opere d’arte a fonte primaria per la ricostruzione storica e, infine, a nodo dinamico di relazioni culturali e sociali — il testo si concentra sul rapporto tra archeologia istituzionale e comunità. Attraverso l’analisi delle comunità istituzionalizzate (enti locali) e dei gruppi informali (grassroots), vengono evidenziate le potenzialità e le criticità di una relazione spesso complessa, segnata da divergenze di aspettative, conflitti narrativi e questioni di tutela. In questa prospettiva, l’esperienza della Rocca di San Martino a Bruscoli rappresenta un caso emblematico di collaborazione virtuosa tra università, soprintendenza, amministrazione comunale e associazioni locali, dimostrando come un approccio multivocale possa trasformare un sito marginalizzato in una risorsa condivisa. Inserito nel progetto RESTART, il contributo sottolinea come il sito archeologico, lungi dall’essere un mero oggetto di studio, possa diventare un agente di cambiamento e uno strumento di rigenerazione territoriale, capace di integrare tutela, ricerca, partecipazione e sviluppo sostenibile. Abstract (English) This contribution reflects on the archaeological site as a space of mediation and dialogue between time and society. After outlining, from a historical perspective, the evolution of the concept of the site from the Renaissance to the contemporary period—shifting from a place for the recovery of works of art to a primary source for historical reconstruction and, ultimately, to a dynamic node of cultural and social relations—the paper focuses on the relationship between institutional archaeology and communities. Through an analysis of institutionalized communities (local authorities) and informal groups (grassroots), it highlights both the potential and the critical issues of a relationship that is often complex, marked by diverging expectations, narrative conflicts, and challenges related to heritage protection. Within this framework, the experience of the Rocca di San Martino at Bruscoli represents an emblematic case of successful collaboration among the university, heritage authorities, municipal administration, and local associations, demonstrating how a multivocal approach can transform a marginalized site into a shared resource. Situated within the RESTART project, the contribution emphasizes how the archaeological site—far from being a mere object of study—can become an agent of change and a tool for territorial regeneration, integrating conservation, research, participation, and sustainable development.
2025
978-88-9285-406-2
RESTART Paesaggi, memorie, comunità. Archeologia e rigenerazione nelle Aree interne della Toscana
27
34
Michele Nucciotti
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