Il lavoro si propone di analizzare il fenomeno del pendolarismo climatico nel contesto della Metromontagna fiorentino-pratese, con particolare riferimento ai 14 comuni montani situati a nord della piana. L’obiettivo dello studio è quello di valutare in che misura le variazioni climatiche – in particolare i differenziali di temperatura e le notti tropicali – influenzino i movimenti temporanei della popolazione, distinguendoli dalle migrazioni residenziali di medio-lungo periodo. Il lavoro si inserisce nel più ampio filone di studi sulle migrazioni indotte dal clima, con un focus specifico sui paesi sviluppati e sugli spostamenti di breve periodo, spesso trascurati dalla letteratura prevalente, tradizionalmente concentrata sugli eventi climatici estremi. La base dati utilizzata è stata costruita integrando diverse fonti informative, comunque organizzate per comune. Ai dati sugli spostamenti delle residenze (migrazioni di medio periodo) e ai dati sugli indici strutturali (vulnerabilità, resilienza, hazards) sono stati aggiunti dati sui movimenti giornalieri rilevati tramite agganci alle celle telefoniche, che permettono di individuare la presenza degli individui nella piana durante il giorno e nei comuni montani durante la notte, e i dati relativi alle temperature registrate nei diversi comuni. L’integrazione delle fonti ha comunque diverse periodicità temporali per cui è stato costruito un sottoinsieme di dati come panel con frequenza bisettimanale riferito al periodo 2023–2024, in cui il dato climatico è sistematicamente associato ai flussi di mobilità osservati. Le conclusioni del lavoro evidenziano che l’aumento delle temperature estive nella piana fiorentino-pratese e i differenziali termici con la montagna sono associati a un incremento significativo del pendolarismo verticale giornaliero. Tale mobilità rappresenta una forma di adattamento climatico già in atto, distinta dalle migrazioni permanenti e fortemente influenzata dalle caratteristiche altimetriche, infrastrutturali e di resilienza dei comuni montani considerati. Il fenomeno individuato offre inoltre spunti rilevanti per le politiche territoriali: la crescente attrattività delle aree interne in risposta al riscaldamento urbano potrebbe infatti essere sostenuta da adeguati investimenti infrastrutturali, favorendo percorsi di rivitalizzazione e una maggiore stabilizzazione nel medio periodo delle presenze nei territori montani, arrestando così le dinamiche di spopolamento di lungo periodo. The study aims to analyse the phenomenon of climate-related commuting within the Florentine–Prato Metromontagna area, with particular reference to the 14 mountain municipalities located north of the plain. The objective is to assess the extent to which climate variability—especially temperature differentials and tropical nights—influences temporary population movements, distinguishing them from medium- to long-term residential migrations. The study fits within the broader strand of research on climate-induced migration, with a specific focus on developed countries and short-term mobility, which is often overlooked in the existing literature that has traditionally concentrated on extreme climatic events. The database used was constructed by integrating several information sources, all organised at the municipal level. In addition to data on residential relocations (medium-term migration) and structural indices (vulnerability, resilience, hazards), the analysis incorporates data on daily movements detected through mobile phone cell-tower connections, which make it possible to identify individuals’ presence in the plain during the daytime and in mountain municipalities at night, as well as temperature data recorded across the different municipalities. Given the differing temporal frequencies of the sources, a subset of the data was organised as a biweekly panel covering the 2023–2024 period, in which climatic variables are systematically matched with the observed mobility flows. The study’s findings indicate that rising summer temperatures in the Florentine–Prato plain and the thermal differentials with surrounding mountain areas are associated with a significant increase in daily vertical commuting. This form of mobility represents an adaptation strategy to climate change that is already under way, distinct from permanent migration and strongly shaped by the altitudinal, infrastructural, and resilience characteristics of the mountain municipalities considered. The identified phenomenon also offers relevant insights for territorial policy: the growing attractiveness of inner areas in response to urban warming could be supported through targeted infrastructural investments, fostering revitalisation pathways and greater medium-term stabilisation of population presence in mountain territories, thereby helping to counter long-term depopulation dynamics.
Pendolarismo climatico? Gli effetti del cambiamento climatico sulla mobilità di breve periodo nella Montagna Fiorentina / anastasia allkurti ; maria grazia pazienza ; gianluca stefani. - ELETTRONICO. - (2026).
Pendolarismo climatico? Gli effetti del cambiamento climatico sulla mobilità di breve periodo nella Montagna Fiorentina
anastasia allkurti;maria grazia pazienza;gianluca stefani
2026
Abstract
Il lavoro si propone di analizzare il fenomeno del pendolarismo climatico nel contesto della Metromontagna fiorentino-pratese, con particolare riferimento ai 14 comuni montani situati a nord della piana. L’obiettivo dello studio è quello di valutare in che misura le variazioni climatiche – in particolare i differenziali di temperatura e le notti tropicali – influenzino i movimenti temporanei della popolazione, distinguendoli dalle migrazioni residenziali di medio-lungo periodo. Il lavoro si inserisce nel più ampio filone di studi sulle migrazioni indotte dal clima, con un focus specifico sui paesi sviluppati e sugli spostamenti di breve periodo, spesso trascurati dalla letteratura prevalente, tradizionalmente concentrata sugli eventi climatici estremi. La base dati utilizzata è stata costruita integrando diverse fonti informative, comunque organizzate per comune. Ai dati sugli spostamenti delle residenze (migrazioni di medio periodo) e ai dati sugli indici strutturali (vulnerabilità, resilienza, hazards) sono stati aggiunti dati sui movimenti giornalieri rilevati tramite agganci alle celle telefoniche, che permettono di individuare la presenza degli individui nella piana durante il giorno e nei comuni montani durante la notte, e i dati relativi alle temperature registrate nei diversi comuni. L’integrazione delle fonti ha comunque diverse periodicità temporali per cui è stato costruito un sottoinsieme di dati come panel con frequenza bisettimanale riferito al periodo 2023–2024, in cui il dato climatico è sistematicamente associato ai flussi di mobilità osservati. Le conclusioni del lavoro evidenziano che l’aumento delle temperature estive nella piana fiorentino-pratese e i differenziali termici con la montagna sono associati a un incremento significativo del pendolarismo verticale giornaliero. Tale mobilità rappresenta una forma di adattamento climatico già in atto, distinta dalle migrazioni permanenti e fortemente influenzata dalle caratteristiche altimetriche, infrastrutturali e di resilienza dei comuni montani considerati. Il fenomeno individuato offre inoltre spunti rilevanti per le politiche territoriali: la crescente attrattività delle aree interne in risposta al riscaldamento urbano potrebbe infatti essere sostenuta da adeguati investimenti infrastrutturali, favorendo percorsi di rivitalizzazione e una maggiore stabilizzazione nel medio periodo delle presenze nei territori montani, arrestando così le dinamiche di spopolamento di lungo periodo. The study aims to analyse the phenomenon of climate-related commuting within the Florentine–Prato Metromontagna area, with particular reference to the 14 mountain municipalities located north of the plain. The objective is to assess the extent to which climate variability—especially temperature differentials and tropical nights—influences temporary population movements, distinguishing them from medium- to long-term residential migrations. The study fits within the broader strand of research on climate-induced migration, with a specific focus on developed countries and short-term mobility, which is often overlooked in the existing literature that has traditionally concentrated on extreme climatic events. The database used was constructed by integrating several information sources, all organised at the municipal level. In addition to data on residential relocations (medium-term migration) and structural indices (vulnerability, resilience, hazards), the analysis incorporates data on daily movements detected through mobile phone cell-tower connections, which make it possible to identify individuals’ presence in the plain during the daytime and in mountain municipalities at night, as well as temperature data recorded across the different municipalities. Given the differing temporal frequencies of the sources, a subset of the data was organised as a biweekly panel covering the 2023–2024 period, in which climatic variables are systematically matched with the observed mobility flows. The study’s findings indicate that rising summer temperatures in the Florentine–Prato plain and the thermal differentials with surrounding mountain areas are associated with a significant increase in daily vertical commuting. This form of mobility represents an adaptation strategy to climate change that is already under way, distinct from permanent migration and strongly shaped by the altitudinal, infrastructural, and resilience characteristics of the mountain municipalities considered. The identified phenomenon also offers relevant insights for territorial policy: the growing attractiveness of inner areas in response to urban warming could be supported through targeted infrastructural investments, fostering revitalisation pathways and greater medium-term stabilisation of population presence in mountain territories, thereby helping to counter long-term depopulation dynamics.| File | Dimensione | Formato | |
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