Il saggio analizza due opere tarde di Giovanni Fattori, "L’affogato" e "Mandriana trascinata da un bove infuriato" (entrambe databili al 1904 circa), interpretandole come nodi cruciali di una riflessione unitaria sul destino dei “vinti” nella fase finale della produzione dell’artista. Attraverso un confronto serrato tra mondo contadino e mondo militare, il contributo evidenzia come Fattori superi ogni distinzione tematica tradizionale, elaborando una visione profondamente disillusa della modernità. Centrale è il dialogo con la letteratura naturalista, in particolare con "Le veglie di Neri" di Renato Fucini, di cui vengono analizzati sia i contenuti narrativi sia le illustrazioni di Eugenio Cecconi. Il saggio ricostruisce un sistema di rimandi figurativi, letterari e culturali che collega i soggetti rurali a quelli bellici, mostrando come figure umane e animali condividano una medesima condizione di sconfitta e marginalità. Ne emerge l’immagine di un Fattori tardo, lontano da ogni retorica patriottica, la cui pittura assume i tratti di una tragica elegia civile, capace di coniugare sperimentazione formale e critica morale della società contemporanea.

La mia anima non ha più luce: Giovanni Fattori tra vita dei campi e battaglie / Giorgio Bacci. - STAMPA. - (2025), pp. 348-357.

La mia anima non ha più luce: Giovanni Fattori tra vita dei campi e battaglie

Giorgio Bacci
2025

Abstract

Il saggio analizza due opere tarde di Giovanni Fattori, "L’affogato" e "Mandriana trascinata da un bove infuriato" (entrambe databili al 1904 circa), interpretandole come nodi cruciali di una riflessione unitaria sul destino dei “vinti” nella fase finale della produzione dell’artista. Attraverso un confronto serrato tra mondo contadino e mondo militare, il contributo evidenzia come Fattori superi ogni distinzione tematica tradizionale, elaborando una visione profondamente disillusa della modernità. Centrale è il dialogo con la letteratura naturalista, in particolare con "Le veglie di Neri" di Renato Fucini, di cui vengono analizzati sia i contenuti narrativi sia le illustrazioni di Eugenio Cecconi. Il saggio ricostruisce un sistema di rimandi figurativi, letterari e culturali che collega i soggetti rurali a quelli bellici, mostrando come figure umane e animali condividano una medesima condizione di sconfitta e marginalità. Ne emerge l’immagine di un Fattori tardo, lontano da ogni retorica patriottica, la cui pittura assume i tratti di una tragica elegia civile, capace di coniugare sperimentazione formale e critica morale della società contemporanea.
2025
979-12-5561-171-4
Giovanni Fattori. Una rivoluzione in pittura
348
357
Giorgio Bacci
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