È forse poco noto che, nella prima metà degli anni Cinquanta, il giovane scultore comasco Francesco Somaini (1926-2005), in una fase di frenetico aggiornamento alle esperienze artistiche d'Oltralpe, si interessò alle arti extraeuropee, in particolare alla scultura tradizionale africana. Infatti, nelle opere di questi anni, ispirate a un linguaggio che si avvicina a un “cubismo sintetico”, Somaini guardò non solo all'esempio di artisti moderni quali Jacques Lipchitz, Henry Moore, Henri Laurens e Pablo Picasso, ma anche all'arte africana. Ciò è particolarmente evidente nella serie di sculture intitolate Motivi macabri, realizzate tra il 1952 e il 1953, spesso caratterizzate da un impianto totemico e da tematiche legate al concetto di morte, nonché da iconografie che ricordano teste, maschere o idoli zoomorfi di civiltà extraeuropee. Sebbene non appaia mai in modo esplicito, l'esempio delle sculture africane fu sicuramente determinante per le ricerche plastiche del giovane Somaini che non a caso proprio in questi anni acquistò vari volumi sull'argomento per la sua biblioteca. Il saggio mira per la prima volta ad approfondire l'interesse di Somaini per la scultura africana, ponendo in evidenza i possibili riferimenti tematici e iconografici di provenienza africana nelle opere dell'artista dei primi anni Cinquanta, partendo in primo luogo dai volumi internazionali sull'argomento, selezionati e acquistati dallo scultore a partire dal 1949.
Francesco Somaini e la scultura africana nella prima metà degli anni Cinquanta / Emanuele Greco. - ELETTRONICO. - Sguardi stranieri. Nuovi immaginari nel sistema dell'arte italiana (1945-2000):(2026), pp. 38-51.
Francesco Somaini e la scultura africana nella prima metà degli anni Cinquanta
Emanuele Greco
2026
Abstract
È forse poco noto che, nella prima metà degli anni Cinquanta, il giovane scultore comasco Francesco Somaini (1926-2005), in una fase di frenetico aggiornamento alle esperienze artistiche d'Oltralpe, si interessò alle arti extraeuropee, in particolare alla scultura tradizionale africana. Infatti, nelle opere di questi anni, ispirate a un linguaggio che si avvicina a un “cubismo sintetico”, Somaini guardò non solo all'esempio di artisti moderni quali Jacques Lipchitz, Henry Moore, Henri Laurens e Pablo Picasso, ma anche all'arte africana. Ciò è particolarmente evidente nella serie di sculture intitolate Motivi macabri, realizzate tra il 1952 e il 1953, spesso caratterizzate da un impianto totemico e da tematiche legate al concetto di morte, nonché da iconografie che ricordano teste, maschere o idoli zoomorfi di civiltà extraeuropee. Sebbene non appaia mai in modo esplicito, l'esempio delle sculture africane fu sicuramente determinante per le ricerche plastiche del giovane Somaini che non a caso proprio in questi anni acquistò vari volumi sull'argomento per la sua biblioteca. Il saggio mira per la prima volta ad approfondire l'interesse di Somaini per la scultura africana, ponendo in evidenza i possibili riferimenti tematici e iconografici di provenienza africana nelle opere dell'artista dei primi anni Cinquanta, partendo in primo luogo dai volumi internazionali sull'argomento, selezionati e acquistati dallo scultore a partire dal 1949.| File | Dimensione | Formato | |
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