Resoconto basato su minute di missive rintracciate presso l’Archivio storico diplomatico del Ministero degli affari esteri, della pubblicazione nel primo dopoguerra di due scritti di Caputo: lo Schema di fonti e monumenti del primo cristianesimo in Tripolitania e le Menadi di Tolemaide. L’affondo chiarisce i rapporti tra l’archeologo e il Ministero, in particolare con l’Ufficio studi, facendo emergere la chiara volontà italiana, anche politica, di dare voce alle scoperte dei nostri archeologi prima che gli inglesi le pubblicassero appropriandosene. Nelle more di questo rapporto non sempre lineare con l’Ufficio studi, Caputo cerca di districarsi nel mercato editoriale italiano e libico con l’intento di dare alle stampe materiali scientificamente rilevanti, possibilmente corredati da immagini esplicative. A causa della situazione di incertezza del momento, però, non vide mai luce il progetto editoriale delle Sculture imperiali di Sabratha, mentre invece, insieme ad autorevoli colleghi, a partire dal 1950 riesce a pubblicare i Quaderni di archeologia della Libia, collana specializzata di grande rilievo che riprenderà le uscite come periodico solo in anni recenti.

Due pubblicazioni (più una) di Giacomo Caputo dall’Archivio storico diplomatico del Ministero degli affari esteri / Valentina Sonzini. - STAMPA. - (2025), pp. 115-132.

Due pubblicazioni (più una) di Giacomo Caputo dall’Archivio storico diplomatico del Ministero degli affari esteri

Valentina Sonzini
2025

Abstract

Resoconto basato su minute di missive rintracciate presso l’Archivio storico diplomatico del Ministero degli affari esteri, della pubblicazione nel primo dopoguerra di due scritti di Caputo: lo Schema di fonti e monumenti del primo cristianesimo in Tripolitania e le Menadi di Tolemaide. L’affondo chiarisce i rapporti tra l’archeologo e il Ministero, in particolare con l’Ufficio studi, facendo emergere la chiara volontà italiana, anche politica, di dare voce alle scoperte dei nostri archeologi prima che gli inglesi le pubblicassero appropriandosene. Nelle more di questo rapporto non sempre lineare con l’Ufficio studi, Caputo cerca di districarsi nel mercato editoriale italiano e libico con l’intento di dare alle stampe materiali scientificamente rilevanti, possibilmente corredati da immagini esplicative. A causa della situazione di incertezza del momento, però, non vide mai luce il progetto editoriale delle Sculture imperiali di Sabratha, mentre invece, insieme ad autorevoli colleghi, a partire dal 1950 riesce a pubblicare i Quaderni di archeologia della Libia, collana specializzata di grande rilievo che riprenderà le uscite come periodico solo in anni recenti.
2025
Quo melioribus utar. Ricostruzioni storiche dal Fondo dell’archeologo Giacomo Caputo
115
132
Valentina Sonzini
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