Si ricostruisce la storia e l’identificazione di un frammento manoscritto greco conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, proveniente dalla collezione Landau Finaly e oggi noto come Landau Muzzioli 22C. Attraverso un’analisi paleografica, codicologica e storica, lo studio dimostra che il manoscritto contiene un autografo inedito di John Chortasmenos, metropolita di Selimbria e una delle figure centrali della cultura bizantina tardo-paleologa. L’articolo identifica nel frammento lettere indirizzate a Cortasmeno e materiali retorici e scolastici riconducibili al suo ambiente scrittorio, mettendo in luce la continuità tra produzione libraria, insegnamento e circolazione dei testi nella Costantinopoli del XV secolo. Particolare rilievo assume una nota di possesso apposta da Demetrios Leontares a Smederevo nel 1454, preziosa testimonianza delle peregrinazioni dei libri greci dopo la caduta di Costantinopoli. Attraverso la ricostruzione dei passaggi di proprietà del codice — da Cortasmeno a Giorgio Valla, fino alle raccolte moderne di Horace Landau — il contributo illumina le dinamiche di dispersione, trasmissione e sopravvivenza dei manoscritti greci tra Bisanzio, i Balcani e l’Italia rinascimentale. Lo studio costituisce così un contributo alla storia delle biblioteche umanistiche, della diaspora bizantina e della tradizione manoscritta greca. The study reconstructs the history and identification of a Greek manuscript fragment preserved at the National Central Library of Florence, originating from the Landau Finaly collection and now known as Landau Muzzioli 22C. Through palaeographical, codicological, and historical analysis, the manuscript is shown to preserve an unknown autograph of John Chortasmenos, metropolitan of Selymbria and one of the leading intellectual figures of late Byzantine culture. The article identifies within the fragment letters addressed to Chortasmenos together with rhetorical and scholarly materials connected to his scribal milieu, shedding light on the relationship between book production, teaching, and textual circulation in fifteenth-century Constantinople. Of particular importance is a note written by Demetrios Leontares in Smederevo in 1454, offering valuable evidence for the movements of Greek books after the fall of Constantinople. By reconstructing the manuscript’s successive ownership — from Chortasmenos to Giorgio Valla and eventually to the modern Landau collections — the contribution highlights the processes of dispersal, transmission, and survival of Greek manuscripts between Byzantium, the Balkans, and Renaissance Italy. The study therefore represents a contribution to the history of humanistic libraries, the Byzantine diaspora, and Greek manuscript culture.
Il metropolita e il cavaliere. Un ignoto autografo cortasmeniano alla Nazionale di Firenze / David Speranzi. - STAMPA. - (2020), pp. 441-450.
Il metropolita e il cavaliere. Un ignoto autografo cortasmeniano alla Nazionale di Firenze
David Speranzi
2020
Abstract
Si ricostruisce la storia e l’identificazione di un frammento manoscritto greco conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, proveniente dalla collezione Landau Finaly e oggi noto come Landau Muzzioli 22C. Attraverso un’analisi paleografica, codicologica e storica, lo studio dimostra che il manoscritto contiene un autografo inedito di John Chortasmenos, metropolita di Selimbria e una delle figure centrali della cultura bizantina tardo-paleologa. L’articolo identifica nel frammento lettere indirizzate a Cortasmeno e materiali retorici e scolastici riconducibili al suo ambiente scrittorio, mettendo in luce la continuità tra produzione libraria, insegnamento e circolazione dei testi nella Costantinopoli del XV secolo. Particolare rilievo assume una nota di possesso apposta da Demetrios Leontares a Smederevo nel 1454, preziosa testimonianza delle peregrinazioni dei libri greci dopo la caduta di Costantinopoli. Attraverso la ricostruzione dei passaggi di proprietà del codice — da Cortasmeno a Giorgio Valla, fino alle raccolte moderne di Horace Landau — il contributo illumina le dinamiche di dispersione, trasmissione e sopravvivenza dei manoscritti greci tra Bisanzio, i Balcani e l’Italia rinascimentale. Lo studio costituisce così un contributo alla storia delle biblioteche umanistiche, della diaspora bizantina e della tradizione manoscritta greca. The study reconstructs the history and identification of a Greek manuscript fragment preserved at the National Central Library of Florence, originating from the Landau Finaly collection and now known as Landau Muzzioli 22C. Through palaeographical, codicological, and historical analysis, the manuscript is shown to preserve an unknown autograph of John Chortasmenos, metropolitan of Selymbria and one of the leading intellectual figures of late Byzantine culture. The article identifies within the fragment letters addressed to Chortasmenos together with rhetorical and scholarly materials connected to his scribal milieu, shedding light on the relationship between book production, teaching, and textual circulation in fifteenth-century Constantinople. Of particular importance is a note written by Demetrios Leontares in Smederevo in 1454, offering valuable evidence for the movements of Greek books after the fall of Constantinople. By reconstructing the manuscript’s successive ownership — from Chortasmenos to Giorgio Valla and eventually to the modern Landau collections — the contribution highlights the processes of dispersal, transmission, and survival of Greek manuscripts between Byzantium, the Balkans, and Renaissance Italy. The study therefore represents a contribution to the history of humanistic libraries, the Byzantine diaspora, and Greek manuscript culture.| File | Dimensione | Formato | |
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